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L'uomo e Dio
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Autore Messaggio
dasio78
Dio maturo
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Registrato: 22/06/06 22:05
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MessaggioInviato: 07 Giu 2008 12:11    Oggetto: L'uomo e Dio Rispondi citando

Perchè sentiamo il bisogno di credere in qualcosa di sovrumano? Perchè abbiamo bisogno di Dio?

Secondo me la religione è retaggio di un'immaturità che ancora caratterizza la razza umana.

Crediamo per paura, perchè ci sentiamo sbagliati. Ma paura di cosa? Sbagliati rispetto a cosa?

Paura di affrontare la vita contando sulle nostre sole forze, o su quella di chi ci sta intorno.
Paura di sentirsi sbagliati rispetto a modelli irreali e fittizzi, creati dalla Chiesa o dalla televisione, modelli irrealizzabili per definizione fatti apposta per renderci imperfetti.

Non saremo mai santi. E allora?

Impegnarci a vivere meglio il presente, piuttosto che bramare ad un ipotetico paradiso, non è meglio?

Perchè l'uomo punta tutto su Dio, e non su se stesso?

Siamo deboli perchè ci hanno insegnato ad esserlo, perchè è più facile manovrare esseri deboli e illusi, perchè fa comodo indirizzare i pensieri lontano dalla miseria del mondo, dalla realtà delle cose.

Se ci illudono che abbiamo tutti la pancia piena, che siamo felici, nessuno si lamenterà.

La promessa della vita eterna porta solo a bisfrattare questa vita e questo mondo, gli unici che abbiamo.
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andrea1975
Dio maturo
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Registrato: 07/12/06 17:58
Messaggi: 4045

MessaggioInviato: 07 Giu 2008 12:22    Oggetto: Rispondi citando

Penso che crediamo per conforto più che per paura, per "credere" o meglio ottenere delle spiegazioni a fatti della vita che sarebbero razionalmente inspiegabili, penso che sia un modo inconscio per auto-aiutarsi ad affrontare la vita soprattutto in quei casi in cui nessuno può aiutarci.

Dasio ha scritto:

Secondo me la religione è retaggio di un'immaturità che ancora caratterizza la razza umana.
......
Siamo deboli perchè ci hanno insegnato ad esserlo, perchè è più facile manovrare esseri deboli e illusi, perchè fa comodo indirizzare i pensieri lontano dalla miseria del mondo, dalla realtà delle cose.

quoto in pieno queste due frasi
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dasio78
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Registrato: 22/06/06 22:05
Messaggi: 6281

MessaggioInviato: 08 Giu 2008 10:40    Oggetto: Rispondi citando

andrea1975 ha scritto:
Penso che crediamo per conforto più che per paura, per "credere" o meglio ottenere delle spiegazioni a fatti della vita che sarebbero razionalmente inspiegabili, penso che sia un modo inconscio per auto-aiutarsi ad affrontare la vita soprattutto in quei casi in cui nessuno può aiutarci.


Conforto in cosa? Mi da forse conforto credere in babbo natale, o nella befana??
Illudersi non è mai un conforto, serve solo a rinviare la delusione.
La speranza serve solo a placare gli animi, funge da placebo.
Ma perchè, invece di sprecare forze a credere in un ipotetico ed effimero dio, non lavoriamo di più per migliorare questa società, riutrovando i giusti valori del rispetto e della dignità?
Perchè aspettare di dover morire, per essere tutti uguali?
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Ermengarda Categna
Dio maturo
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Registrato: 31/03/08 15:20
Messaggi: 2414
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MessaggioInviato: 08 Giu 2008 11:02    Oggetto: Rispondi citando

Datemi della matta, ma le religioni rivelate mi ricordano tanto la conservazione dell'energia. Mi spiego meglio: il concetto di un'entità che non si crea, ma si trasforma e si trasferisce, e che dà "attitudine a compiere lavoro" (quindi vita) ad un sistema, se dovesse essere spiegato ad un bambino che non ha il linguaggio scientifico per comprendere, diventa facilmente un concetto mistico. Da qui alla religione, il passo é breve. Il resto é storia...
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andrea1975
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Registrato: 07/12/06 17:58
Messaggi: 4045

MessaggioInviato: 08 Giu 2008 11:21    Oggetto: Rispondi citando

dasio ha scritto:
Conforto in cosa? Mi da forse conforto credere in babbo natale, o nella befana??

A te evidentemente no...
A me neanche...
A un bambino magari dà "conforto" credere a Babbo Natale
A un credente evidentemente dà conforto credere che esista Dio, secondo la mia opinione, credere che dopo la vita terrena ci sia qualcosa, credere che i nostri cari che non ci sono più o anche solo illuderci che un giorno li ri-incontreremo "ci" fa star meglio perché?
Credere che come ti ho già detto prima, si possa dare una spiegazione irrazionale a cose che fanno soffrire e che sono inspiegabili o prive di senso, possono essere di "conforto" e aiuto ad alcune persone, cosa c'è di sbagliato se a loro va bene così?

Citazione:
Illudersi non è mai un conforto, serve solo a rinviare la delusione.
La speranza serve solo a placare gli animi, funge da placebo.

Dipende certe persone hanno bisogno di illudersi, non abbiamo tutti lo stesso carattere, non reagiamo tutti allo stesso modo a una delusione.
Ci può essere chi si illude e resta male se la cosa non va come prevista.
C'è anche chi si illude e poi se ne sbatte le balle.
Chi per rischiare deve illudersi e gli sta bene il rischio altrimenti non si butterebbe mai.

Alla fine ognuno di noi sceglie la "maschera" che gli è più consona per proteggersi e per affrontare la vita (una volta che si riesce a individuarla, cioè a capire cosa ci può limitare le sofferenze).

Citazione:
Ma perché, invece di sprecare forze a credere in un ipotetico ed effimero dio, non lavoriamo di più per migliorare questa società, riutrovando i giusti valori del rispetto e della dignità?
Perché aspettare di dover morire, per essere tutti uguali?

Rispondo alla tua utopia* (con la quale però sono d'accordo) con un'altra utopia che è il modo di vedere cristiano:
La vita terrena è solo un passaggio durante il quale per ottenere il Paradiso bisogna impegnarsi ad amare il prossimo e balle varie tra le quali fare esattamente quello che dici tu (lavorare per migliorare il mondo e ritrovare i giusti valori)

Evidentemente, almeno spero, non tutti quelli che si dichiarano credenti lo sono solo per abitudine o tradizione (e qui ci sarebbe da aprire un discorso a parte se già non esiste) ma c'è anche chi mette in pratica le stesse cose giuste che tu "predichi"

Citazione:
Ma perchè, invece di sprecare forze a credere in un ipotetico ed effimero dio, non lavoriamo di più per migliorare questa società, riutrovando i giusti valori del rispetto e della dignità?

Credere in dio e fare queste cose che dici, per un buon cristiano non dovrebbero essere in contrapposizione ma coesistere.

Detto questo, io non credo in dio, ma rispetto chi ci crede, se non si limita a pregare e chiudere gli occhi di fronte all'evidenza, ai problemi della società.



*Parlo di utopia perché a livello teorico è giusto, o almeno io sono d'accordo, ma a livello pratico in quanti lo fanno/facciamo/faremo?
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MessaggioInviato: 11 Giu 2008 15:23    Oggetto: Rispondi citando

Argomento succoso ma interverrò più tardi, aspetto altri interventi.
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dasio78
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MessaggioInviato: 14 Giu 2008 19:41    Oggetto: Rispondi citando

andrea1975 ha scritto:
dasio ha scritto:
Conforto in cosa? Mi da forse conforto credere in babbo natale, o nella befana??

A te evidentemente no...
A me neanche...
A un bambino magari dà "conforto" credere a Babbo Natale
A un credente evidentemente dà conforto credere che esista Dio, secondo la mia opinione, credere che dopo la vita terrena ci sia qualcosa, credere che i nostri cari che non ci sono più o anche solo illuderci che un giorno li ri-incontreremo "ci" fa star meglio perché?
Credere che come ti ho già detto prima, si possa dare una spiegazione irrazionale a cose che fanno soffrire e che sono inspiegabili o prive di senso, possono essere di "conforto" e aiuto ad alcune persone, cosa c'è di sbagliato se a loro va bene così?


non c'è niente di sbagliato... come non c'è niente di sbagliato nel credere in babbo natale... ma resta comunque un'illusione, uno spendere ernergie dietro ad una chimera... non è più semplice impegnarsi per credere di più in quello che realmente si ha??
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MessaggioInviato: 15 Giu 2008 11:16    Oggetto: Rispondi citando

Concordo con Dasio, non c'è niente di male nel credere in una chimera, salvo che non diventi un'ossessione e una forma di fanatismo travestita da "sacro diritto al credere in quel che ci pare".
Certo, il conforto della fede rende più facile sopportare la vita,da una prospettiva futura e spinge (dovrebbe farlo) le persone ad agire per il bene proprio e degli altri.
Oggi, invece, vedouna tendenza molto diversa, vedo le grandi relioni monteiste tacere o parlare solo per potenziare il proprio potere terreno sugli uomini e sulle loro coscienze. Vedo la gente che si dichiara orgogliosamente cristiana sventolare bandiere razziste e dichiarare la propria avversione conto qualcuno. Vedo la paura e l'ipocrisia attraversare una società che si è autocorrotta in cambio di futilità, vedo il credere in qualcosa di superiore come un credere solipsistico, egoista e personalizzato.
E questo è necessariamente un male.
Fosse mai che la sana igiene del dubbio possa attraversare le menti.
Che nel dubbio è meglio astenersi dall'indimostrabile e cercare altre vie per dare un senso a se stessi e al mondo.
Fosse mai.


L'ultima modifica di Silent Runner il 15 Giu 2008 13:26, modificato 1 volta
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Ermengarda Categna
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MessaggioInviato: 15 Giu 2008 12:07    Oggetto: Rispondi citando

Forse bisognerebbe imparare a distinguere tra spiritualità ed establishment. La religione dovrebbe riguardare gli individui e la loro filosofia di vita, ma si manifestano strutture gerarchiche che se ne appropriano (chi ci parla di principi trascendenti ha il potere di prenderci per le trippe: se nel segreto dell'urna Dio mi vede e Stalin no, devo stare bene attenta e rigare diritto...).
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MessaggioInviato: 15 Giu 2008 13:55    Oggetto: Rispondi

Come no? E' tutta la vita che cerco di spiegare alle persone con le quali tratto questo argomento, che va fatto un distinguo fra fede e potere ma se ci fai anche solo vagamente attenzione, sia chi ne parla così per fare due chiacchiere, sia chi invece delle gerarchie fa parte, questo distinguo si rifiuta di farlo: i primi perché hanno paura di scoprire che tutto quello in cui credono è fallace, gli altri perchè non vogliono perdere il loro effimero privilegio.
Credi che serva a qualcosa parlare con chi non ama dubitare di niente?
E' un esercizio sterile e privo di senso, serve solo a livello narcisistico, per dare voce al proprio bisogno di apparire, magari su di un forum, mostrando di saperla lunga su questo e su quello, convinti, non troppo diversamente da chi si accusa, di avere profondamente ragione.
Questa può sembrare un'autocritica ma in realtà non lo è perché io non ho ragione.
Paradossalmente non posso darmi ragione e basta.
Troppo facile.
E allora, se faccio certe affermazioni è solo per stimolarne altre a prescindere da quello che vorrei poi leggere come risposta.
I miei convincimenti sono irrilevanti, Quello che conta è stimolare alla riflessione sulla molteplicità delle interpretazioni.
E questo è quello che fa più paura.
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