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L'uomo e Dio
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dasio78
Dio maturo
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MessaggioInviato: 07 Giu 2008 12:11    Oggetto: L'uomo e Dio Rispondi citando

Perchè sentiamo il bisogno di credere in qualcosa di sovrumano? Perchè abbiamo bisogno di Dio?

Secondo me la religione è retaggio di un'immaturità che ancora caratterizza la razza umana.

Crediamo per paura, perchè ci sentiamo sbagliati. Ma paura di cosa? Sbagliati rispetto a cosa?

Paura di affrontare la vita contando sulle nostre sole forze, o su quella di chi ci sta intorno.
Paura di sentirsi sbagliati rispetto a modelli irreali e fittizzi, creati dalla Chiesa o dalla televisione, modelli irrealizzabili per definizione fatti apposta per renderci imperfetti.

Non saremo mai santi. E allora?

Impegnarci a vivere meglio il presente, piuttosto che bramare ad un ipotetico paradiso, non è meglio?

Perchè l'uomo punta tutto su Dio, e non su se stesso?

Siamo deboli perchè ci hanno insegnato ad esserlo, perchè è più facile manovrare esseri deboli e illusi, perchè fa comodo indirizzare i pensieri lontano dalla miseria del mondo, dalla realtà delle cose.

Se ci illudono che abbiamo tutti la pancia piena, che siamo felici, nessuno si lamenterà.

La promessa della vita eterna porta solo a bisfrattare questa vita e questo mondo, gli unici che abbiamo.
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andrea1975
Dio maturo
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MessaggioInviato: 07 Giu 2008 12:22    Oggetto: Rispondi citando

Penso che crediamo per conforto più che per paura, per "credere" o meglio ottenere delle spiegazioni a fatti della vita che sarebbero razionalmente inspiegabili, penso che sia un modo inconscio per auto-aiutarsi ad affrontare la vita soprattutto in quei casi in cui nessuno può aiutarci.

Dasio ha scritto:

Secondo me la religione è retaggio di un'immaturità che ancora caratterizza la razza umana.
......
Siamo deboli perchè ci hanno insegnato ad esserlo, perchè è più facile manovrare esseri deboli e illusi, perchè fa comodo indirizzare i pensieri lontano dalla miseria del mondo, dalla realtà delle cose.

quoto in pieno queste due frasi
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dasio78
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MessaggioInviato: 08 Giu 2008 10:40    Oggetto: Rispondi citando

andrea1975 ha scritto:
Penso che crediamo per conforto più che per paura, per "credere" o meglio ottenere delle spiegazioni a fatti della vita che sarebbero razionalmente inspiegabili, penso che sia un modo inconscio per auto-aiutarsi ad affrontare la vita soprattutto in quei casi in cui nessuno può aiutarci.


Conforto in cosa? Mi da forse conforto credere in babbo natale, o nella befana??
Illudersi non è mai un conforto, serve solo a rinviare la delusione.
La speranza serve solo a placare gli animi, funge da placebo.
Ma perchè, invece di sprecare forze a credere in un ipotetico ed effimero dio, non lavoriamo di più per migliorare questa società, riutrovando i giusti valori del rispetto e della dignità?
Perchè aspettare di dover morire, per essere tutti uguali?
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Ermengarda Categna
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MessaggioInviato: 08 Giu 2008 11:02    Oggetto: Rispondi citando

Datemi della matta, ma le religioni rivelate mi ricordano tanto la conservazione dell'energia. Mi spiego meglio: il concetto di un'entità che non si crea, ma si trasforma e si trasferisce, e che dà "attitudine a compiere lavoro" (quindi vita) ad un sistema, se dovesse essere spiegato ad un bambino che non ha il linguaggio scientifico per comprendere, diventa facilmente un concetto mistico. Da qui alla religione, il passo é breve. Il resto é storia...
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andrea1975
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MessaggioInviato: 08 Giu 2008 11:21    Oggetto: Rispondi citando

dasio ha scritto:
Conforto in cosa? Mi da forse conforto credere in babbo natale, o nella befana??

A te evidentemente no...
A me neanche...
A un bambino magari dà "conforto" credere a Babbo Natale
A un credente evidentemente dà conforto credere che esista Dio, secondo la mia opinione, credere che dopo la vita terrena ci sia qualcosa, credere che i nostri cari che non ci sono più o anche solo illuderci che un giorno li ri-incontreremo "ci" fa star meglio perché?
Credere che come ti ho già detto prima, si possa dare una spiegazione irrazionale a cose che fanno soffrire e che sono inspiegabili o prive di senso, possono essere di "conforto" e aiuto ad alcune persone, cosa c'è di sbagliato se a loro va bene così?

Citazione:
Illudersi non è mai un conforto, serve solo a rinviare la delusione.
La speranza serve solo a placare gli animi, funge da placebo.

Dipende certe persone hanno bisogno di illudersi, non abbiamo tutti lo stesso carattere, non reagiamo tutti allo stesso modo a una delusione.
Ci può essere chi si illude e resta male se la cosa non va come prevista.
C'è anche chi si illude e poi se ne sbatte le balle.
Chi per rischiare deve illudersi e gli sta bene il rischio altrimenti non si butterebbe mai.

Alla fine ognuno di noi sceglie la "maschera" che gli è più consona per proteggersi e per affrontare la vita (una volta che si riesce a individuarla, cioè a capire cosa ci può limitare le sofferenze).

Citazione:
Ma perché, invece di sprecare forze a credere in un ipotetico ed effimero dio, non lavoriamo di più per migliorare questa società, riutrovando i giusti valori del rispetto e della dignità?
Perché aspettare di dover morire, per essere tutti uguali?

Rispondo alla tua utopia* (con la quale però sono d'accordo) con un'altra utopia che è il modo di vedere cristiano:
La vita terrena è solo un passaggio durante il quale per ottenere il Paradiso bisogna impegnarsi ad amare il prossimo e balle varie tra le quali fare esattamente quello che dici tu (lavorare per migliorare il mondo e ritrovare i giusti valori)

Evidentemente, almeno spero, non tutti quelli che si dichiarano credenti lo sono solo per abitudine o tradizione (e qui ci sarebbe da aprire un discorso a parte se già non esiste) ma c'è anche chi mette in pratica le stesse cose giuste che tu "predichi"

Citazione:
Ma perchè, invece di sprecare forze a credere in un ipotetico ed effimero dio, non lavoriamo di più per migliorare questa società, riutrovando i giusti valori del rispetto e della dignità?

Credere in dio e fare queste cose che dici, per un buon cristiano non dovrebbero essere in contrapposizione ma coesistere.

Detto questo, io non credo in dio, ma rispetto chi ci crede, se non si limita a pregare e chiudere gli occhi di fronte all'evidenza, ai problemi della società.



*Parlo di utopia perché a livello teorico è giusto, o almeno io sono d'accordo, ma a livello pratico in quanti lo fanno/facciamo/faremo?
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MessaggioInviato: 11 Giu 2008 15:23    Oggetto: Rispondi citando

Argomento succoso ma interverrò più tardi, aspetto altri interventi.
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dasio78
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MessaggioInviato: 14 Giu 2008 19:41    Oggetto: Rispondi citando

andrea1975 ha scritto:
dasio ha scritto:
Conforto in cosa? Mi da forse conforto credere in babbo natale, o nella befana??

A te evidentemente no...
A me neanche...
A un bambino magari dà "conforto" credere a Babbo Natale
A un credente evidentemente dà conforto credere che esista Dio, secondo la mia opinione, credere che dopo la vita terrena ci sia qualcosa, credere che i nostri cari che non ci sono più o anche solo illuderci che un giorno li ri-incontreremo "ci" fa star meglio perché?
Credere che come ti ho già detto prima, si possa dare una spiegazione irrazionale a cose che fanno soffrire e che sono inspiegabili o prive di senso, possono essere di "conforto" e aiuto ad alcune persone, cosa c'è di sbagliato se a loro va bene così?


non c'è niente di sbagliato... come non c'è niente di sbagliato nel credere in babbo natale... ma resta comunque un'illusione, uno spendere ernergie dietro ad una chimera... non è più semplice impegnarsi per credere di più in quello che realmente si ha??
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MessaggioInviato: 15 Giu 2008 11:16    Oggetto: Rispondi citando

Concordo con Dasio, non c'è niente di male nel credere in una chimera, salvo che non diventi un'ossessione e una forma di fanatismo travestita da "sacro diritto al credere in quel che ci pare".
Certo, il conforto della fede rende più facile sopportare la vita,da una prospettiva futura e spinge (dovrebbe farlo) le persone ad agire per il bene proprio e degli altri.
Oggi, invece, vedouna tendenza molto diversa, vedo le grandi relioni monteiste tacere o parlare solo per potenziare il proprio potere terreno sugli uomini e sulle loro coscienze. Vedo la gente che si dichiara orgogliosamente cristiana sventolare bandiere razziste e dichiarare la propria avversione conto qualcuno. Vedo la paura e l'ipocrisia attraversare una società che si è autocorrotta in cambio di futilità, vedo il credere in qualcosa di superiore come un credere solipsistico, egoista e personalizzato.
E questo è necessariamente un male.
Fosse mai che la sana igiene del dubbio possa attraversare le menti.
Che nel dubbio è meglio astenersi dall'indimostrabile e cercare altre vie per dare un senso a se stessi e al mondo.
Fosse mai.


L'ultima modifica di Silent Runner il 15 Giu 2008 13:26, modificato 1 volta
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Ermengarda Categna
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MessaggioInviato: 15 Giu 2008 12:07    Oggetto: Rispondi citando

Forse bisognerebbe imparare a distinguere tra spiritualità ed establishment. La religione dovrebbe riguardare gli individui e la loro filosofia di vita, ma si manifestano strutture gerarchiche che se ne appropriano (chi ci parla di principi trascendenti ha il potere di prenderci per le trippe: se nel segreto dell'urna Dio mi vede e Stalin no, devo stare bene attenta e rigare diritto...).
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MessaggioInviato: 15 Giu 2008 13:55    Oggetto: Rispondi citando

Come no? E' tutta la vita che cerco di spiegare alle persone con le quali tratto questo argomento, che va fatto un distinguo fra fede e potere ma se ci fai anche solo vagamente attenzione, sia chi ne parla così per fare due chiacchiere, sia chi invece delle gerarchie fa parte, questo distinguo si rifiuta di farlo: i primi perché hanno paura di scoprire che tutto quello in cui credono è fallace, gli altri perchè non vogliono perdere il loro effimero privilegio.
Credi che serva a qualcosa parlare con chi non ama dubitare di niente?
E' un esercizio sterile e privo di senso, serve solo a livello narcisistico, per dare voce al proprio bisogno di apparire, magari su di un forum, mostrando di saperla lunga su questo e su quello, convinti, non troppo diversamente da chi si accusa, di avere profondamente ragione.
Questa può sembrare un'autocritica ma in realtà non lo è perché io non ho ragione.
Paradossalmente non posso darmi ragione e basta.
Troppo facile.
E allora, se faccio certe affermazioni è solo per stimolarne altre a prescindere da quello che vorrei poi leggere come risposta.
I miei convincimenti sono irrilevanti, Quello che conta è stimolare alla riflessione sulla molteplicità delle interpretazioni.
E questo è quello che fa più paura.
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MessaggioInviato: 15 Giu 2008 14:48    Oggetto: Rispondi citando

Ermengarda Categna ha scritto:
Datemi della matta, ma le religioni rivelate mi ricordano tanto la conservazione dell'energia. Mi spiego meglio: il concetto di un'entità che non si crea, ma si trasforma e si trasferisce, e che dà "attitudine a compiere lavoro" (quindi vita) ad un sistema, se dovesse essere spiegato ad un bambino che non ha il linguaggio scientifico per comprendere, diventa facilmente un concetto mistico. Da qui alla religione, il passo è breve. Il resto é storia...

Sei matta. Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil
Me lo hai chiesto tu eh? Wink
Trovo invece, interessante il tuo esempio.

Però mi viene da pensare che il bambino, come l'uomo primitivo, privilegia il pensiero magico per via della insufficiente maturazione del suo sistema nervoso centrale e più principalmente del cervello.
Il pensiero magico è un passaggio fondamentale nella crescita psicologica del bambino e il fatto che una parte di questo possa rimanere nell'uomo adulto non è necessariamente un difetto della struttura o uno svantaggio.
Il pensiero magico è una sorta di miccia che precorre l'innesco di un pensiero più logico e razionale e consente di inquadrare la realtà circostante mantenendo bassi i livelli di ansia che normalmente vengono generati per garantire la sopravvivenza di un individuo in un ambiente potenzialmente ostile.

E qui la conservazione dell'energia, effettivamente viene rispettata nel senso però di risparmio di energie psichiche che altrimenti andrebbero disperse nell'angoscia e nei tentativi di ridurla introducendo comportamenti atti a spostare l'attenzione altrove, magari sull'illusione di controllare la realtà con gesti o comportamenti complessi e rituali di altro genere.
E' più facile credere ed è meno dispendioso in termini di energie.
E tu hai detto bene: da lì alla religione il passo è breve.

Qualsiasi antropologo moderno sa che il pensiero magico e le religioni primitive sono intimamente legati ma sa altrettanto bene che il passaggio dalla religione primitiva e perciò a basso costo e ad effetto lenitivo-consolatorio, a quello precettuale-persecutorio è assai rapido ed avviene probabilmente nella fase di passaggio dalle comunità di cacciatori-raccoglitori a quello delle comunità stanziali, agricole-pastorizie.

E' in questa fase dove il pensiero magico irrazionale viene a collidere e mescolarsi con il pensiero razionale-conseguenziale che la necessità di alcuni individui di assumere una posizione dominante sulle risorse disponibili li spinge ad operare in modo da sfruttare i bisogni della propria comunità per offrire soluzioni "chiavi in mano", garantendo l'accesso all'apparenza gratuito alle risposte in cambio di controllo delle coscienze e delle risorse materiali e umane. Tutte le comunità religiose crescono intorno ad un diffuso volontariato dove quasi tutti i membri offrono risorse e cedono diritti a beneficio dei pochi che detengono le regole che essi stessi hanno creato. autoproclamandosi autorità indiscutibili e necessarie.
A quel punto il cerchio è chiuso, la trappola è scattata e nessuno torna più indietro.

Ritorna il pensiero magico sempre in cerca di soluzioni consolatorie che l'antica predilezione del politeismo consentiva ai credenti di scegliersi il proprio Dio senza confliggere con chi credeva in altre divinità e le proprie regole sulle quali agire e consolarsi.
Con l'avvento delle religioni monoteiste tutto questo è scomparso, mantenuto solo in parte nell'ebraismo, dove a prevalere è la parola e il pensiero critico e nell'Islam dove, l'assenza di una autorità centrale consente qualche interpretazione "personalizzata" anche se con esiti alle volte tragici, come stiamo osservando oggi. Non dimentichiamo inoltre che, quando si parla di Islam si deve tenere conto delle tradizioni culturali e locali che all'Islam si mescolano, tradizioni alle volte molto primitive, viste erroneamente da noi occidentali come facente parte dell'Islam stesso.

E questo è un errore generato dalla paura, un errore che va a vantaggio delle frange più estremiste politicamente ed ideologicamente, che dietro l'Islam si nascondono per compiere il loro progetto di dominazione e controllo delle risorse.

Disgraziatamente, quelli che stanno peggio sono i cristiani, oggi praticamente scomparsi come praticanti, sebbene abbiano conservato il nome del loro profeta. I Cattolici, primi eredi (in Europa) del protocristianesimo, hanno la sfortuna di avere come classe sacerdotale, un ordine assai verticistico di regole e personaggi, fondato sulla struttura gerarchica e metodologica che fu alla base e fu la fortuna dell'Impero Romano.

Trovo estremamente beffardo il fatto che il pensiero magico sia rimasto nelle menti dei fedeli mentre la classe sacerdotale l'abbia perduto in tutto o in parte.
Un tempo era naturale che gli imbroglioni finissero per credere alle loro stesse bugie: oggi, visti i progressi della scienza e del pensiero filosofico, trovo assai strano che un alto prelato creda a quel che dice o fa, così in contraddizione con il tracciato evangelico.
Ma questo è un problema che riguarda il singolo. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

L'altraa cosa buffa è che i veri deboli sono i grandi prelati: se un giorno la gente smettesse di credere, questi si ritroverebbero senza gregge e senza risorse.
Cosa peraltro abbastanza remota vista la quantità di presenze in televisione del noto Mago Othelma.
La madre dei creduloni è sempre incinta. Forse per questo la chiesa di Roma è contro l'aborto?
Chissà, tutto è possibile.
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MessaggioInviato: 16 Giu 2008 08:47    Oggetto: Rispondi citando

Ermengarda Categna ha scritto:

Datemi della matta, ma le religioni rivelate mi ricordano tanto la conservazione dell'energia. Mi spiego meglio: il concetto di un'entità che non si crea, ma si trasforma e si trasferisce, e che dà "attitudine a compiere lavoro" (quindi vita) ad un sistema, se dovesse essere spiegato ad un bambino che non ha il linguaggio scientifico per comprendere, diventa facilmente un concetto mistico. Da qui alla religione, il passo è breve. Il resto é storia...

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MessaggioInviato: 16 Giu 2008 09:00    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Trovo estremamente beffardo il fatto che il pensiero magico sia rimasto nelle menti dei fedeli mentre la classe sacerdotale l'abbia perduto in tutto o in parte.


Cosa dire di più?
La beffa di una civiltà che ha scelto altre forme per comunicare il pensiero
irrazionale.
Poichè non ne vuole più sapere di mistico, se non all'alba di nuove scienze religiose prese d'accatto da altre culture come quelle indiane o orientali... di cui non facciamo parte e di cui non comprendiamo quasi niente, che non ci si può ricreare una religione prendendo i pezzi qua e là e ricostruendo una presunta new age o che altro dir si voglia.
Qualcuno usa la nostra religione per ottenere vincite alla lotterie o prossimi fidanzamenti.
Un patto di scambio con i ceri.
Sento spesso dei discorsi pazzeschi in merito.
E i sacerdoti che assentono, convinti che così le chiese non si svuotano.
E vero che non è una cosa di oggi , il patto con i santi , visto che da secoli si prega per ottenere qualcosa di terreno, ma la spiritualità oggi del tutto assente rende questo scambio qualcosa di veramente surreale.
La nostra religione oggi purtroppo è internet
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MessaggioInviato: 16 Giu 2008 14:26    Oggetto: Rispondi citando

Brava: avevo dimenticato di inserirlo nella mia riflessione: i santi sono importantissimi e forse solo l'unica cosa che ha consentito al cattolicesimo di reggere per venti secoli. I santi sono il residuo dell'antico paganesimo con i quali gli uomini avevano un rapporto quasi di parità con gli dei. Una sorta di voto di scambio con un notevole potere consolatorio, tanto da farmi pensare che gli uomini si inventarono Dio per poter bestemmiare a ragion veduta. Twisted Evil
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MessaggioInviato: 16 Giu 2008 14:35    Oggetto: Rispondi citando

Tipo " piove governo ladro...."
Così tanto per dire a qualcuno che siamo inc..ti neri, senza tema che qualcuno ci mandi qualche fulmine addosso, oppure senza che il Santo di turno disdica il patto. O il piatto. O il conto.
Certo che disdire il conto.... Evil or Very Mad
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MessaggioInviato: 21 Giu 2008 21:04    Oggetto: Rispondi citando

Ciao ragazzi, io credo che dio è in ognuno di noi (dio inteso come qualcosa di immenso), le religioni a mio parere si son perse nella notte dei tempi.ormai son diventate tutte fonte di guerra, razzismo, guadagno.I predicatori predicano bene ma razzolano male. Ci sarà qualcosa di più grande di noi, dio, maometto, geova etc. in realta è sempre la stessa entità chiamata in modo diverso. Tutte le religioni si cagnano tra di loro e questo secondo voi è il volere di un dio? Qualcosa di vero c'è ma siamo troppo impegnati a imporre la nostra volontà religiosa per vedere.
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MessaggioInviato: 21 Giu 2008 22:35    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Brava: avevo dimenticato di inserirlo nella mia riflessione: i santi sono importantissimi e forse solo l'unica cosa che ha consentito al cattolicesimo di reggere per venti secoli. I santi sono il residuo dell'antico paganesimo con i quali gli uomini avevano un rapporto quasi di parità con gli dei. Una sorta di voto di scambio con un notevole potere consolatorio, tanto da farmi pensare che gli uomini si inventarono Dio per poter bestemmiare a ragion veduta. Twisted Evil

Potrei rischiare di andare OT, ma devo raccontarvela. Un'anziana conoscente era devotissima di Santa Rita; teneva un quadro con la sua immagine in salotto, pregava e le chiedeva grazie. Quando però non veniva esaudita, litigava con Santa Rita e girava il quadro verso la parete... "voto di scambio" mi pare un'espressione del tutto azzeccata.
Del resto un'amica creaciuta in casa cattolicissima mi ha dato una bellissima definizione della devozione (avete presente, la messa ogni domenica, il primo venerdì del mese e simili): sono pratiche con le quali si accumulano punti, come le raccolte per i premi del Mulino Bianco. In effetti, così si spiegano molte cose...
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MessaggioInviato: 22 Giu 2008 16:04    Oggetto: Rispondi citando

Sata Rita la santa delle cose impossibili.....ne so, ne so.
Ma lancio un'altra cosa incredibile
Il culto dei teschi a Napoli...dove ognuno a modo suo diventa una divinità.
Ma forse non sapete che
Si prendono cura anche dei teschi anonimi e li adottano!!!!
Se però non rispondono alle richieste, li fanno riempire di polvere in modo che poi si possa fare col dito una spirale proprio sulla sommità del cranio( Tipo ricordati ricordati...) e rinnovare le richieste.
Quindi ognuno di noi alla fine diventa un Santo per qualcuno.
E che dire della spirale come simbolo arcaico che collega col divino???
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MessaggioInviato: 23 Giu 2008 01:29    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:


Disgraziatamente, quelli che stanno peggio sono i cristiani, oggi praticamente scomparsi come praticanti, sebbene abbiano conservato il nome del loro profeta. I Cattolici, primi eredi (in Europa) del protocristianesimo, hanno la sfortuna di avere come classe sacerdotale, un ordine assai verticistico di regole e personaggi, fondato sulla struttura gerarchica e metodologica che fu alla base e fu la fortuna dell'Impero Romano.
......................... trovo assai strano che un alto prelato creda a quel che dice o fa, così in contraddizione con il tracciato evangelico.


Silent,
vedi, il credere in Dio, è come dici sempre tu, un fatto personale, ma ci sono alcune cose che bisogna specificare meglio.
Se si legge acriticamente la storia della chiesa nel suo nascere, si può arrivare a conoscere meglio la struttura vera, che non è assolutamente piramidale, almeno non come la vedono molti: base in basso e vertice in alto, stile preconciliare.
Hai ragione sul fatto che la gerarchia la rivoglia piramidale sul genere pre G.P.II, che tante volte ha detto come deve intendersi questa benedetta gerarchia: Una gerarchia di servizio, non di dominio.
Ogni giorno sento cose che non sono state dette da Gesù Cristo.
Ogni giorno sento la mancanza della Misericordia, e sempre più quella della Giustizia, mascherata da tanta ipocrisia, ma ci passo sopra, perchè sono loro che ne dovranno rispondere a Dio, non io.
Io mi limito a pregare perchè la facciano finita di spargere Cavolate mascherate da "vangelo" per la massa ignorante,[c'è molta ignoranza fra i Cattolici, che manca invece nei protestanti] e così facendo disperdere il gregge.
Vogliono tenere il gregge nelle stalle, rinchiuso, così non scappa e loro devono lavorare meno.
Ma il gregge deve uscire per pascolare, è nella sua natura.
Il ruolo del pastore è quello di sorvegliare tutto il gregge, pecora per pecora, conoscerne il nome e l'indole.
Inoltre deve individuare le erbe cattive e cercare di non farle mangiare alle pecore.
Se poi queste le vogliono mangiare, o le mangiano a sua insaputa deve curarle, non ucciderle o lasciarle fuori, in preda ai lupi, solo perchè non sono state obbedienti!

La maggior parte dei veri credenti, pur dovendo, per ragioni scritte nei vangeli, obbedire alle gerarchie, non sempre ne condivide le scelte, e dato che il dono più grande che il Creatore ci ha dato è la Libertà,
possiamo criticare certe prese di posizione della gerarchia e con il dialogo spingere la medesima ad una riflessione ed anche all'autocritica.

Conoscere il Vangelo non basta, per definirsi un cristiano e peggio ancora Cattolico, bisogna avere un incontro personale con Gesù Cristo, per poter veramente capire il suo messaggio.
Io desidero tanto che tutti possano avere quest'incontro, ma per farlo bisogna assolutamente fare una scelta.
Non mi permetterò mai di spingere o pressare qualcuno a scegliere, e mai forzerò le coscienze altrui. Prima di tutto perché non è nel mio stile, poi perchè forzare non serve a nulla. Se Dio ci ha fatti liberi, chi sono io per togliere agli altri questa libertà?
Questo è stato nella storia il motivo principale di tutte le aberrazioni del pensiero critiano e della scomparsa della vera fede.

Un impoeratore si convertiva (spesso per convenienza polittica) e tutto il popolo era costretto alla conversione
Che ignobile idiozia e che turpe mercimonio della fede!

La scelta libera di abbracciare un credo è la conditio sine qua non che permette, a chi sceglie, di realizzare una verace esperienza di quella medesima fede. La religione poi seguirà per illuminare ed aiutare, un po come per fare una telefonata ci vuole anche un tramite.
La religione è solo un tramite, non è il rapporto fra L'uomo e Dio.

E' una scelta dura e difficile, che non tutti riescono a fare. Passare dallo
stato egocentrico a quello Teocentrico non è per nulla facile, ci vuole molta forza di volontà.
In effetti passare dall'IO al DIO non è solo aggiungere una consonante, ma è un privarsi dell'egoismo anche intellettuale, e....ripeto.....non è facile.
Io ci sto tentando da tantissimi anni e sono appena appena riuscito a passare dal buio totale ad un buoi notturno, chissà quando vedrò la luce!

Una cosa è certa che chi dice :-Credo in Dio- ma non si comporta come Dio desidera, è falso e bugiardo.
Anche il demonio crede in Dio, ma certamente non lo ama, ne è deciso a seguirne la volontà, anzi!

Questo è un tema spinoso, ma che non ha nulla a che fare con le favole, credimi!

La piramide come l'intende Dio è una piramide rovesciata, in cui suo figlio (e quindi il suo rappresentante sulla terra, il Papa) è la punta che sta sotto, mentre la base, molto grande è il resto del mondo.
Insomma tutti, credenti o meno, sono il peso che il Cristiano deve portare sulle proprie spalle, con amore, anche se non gli piacciono o se non ne condivide le scelte di vita.

Così ci ha insegnato quello che tu chiami il nostro Profeta (per noi è il figlio di Dio non un profeta....Profeta lo è per gli ebrei e l'islam)
Che poi la gerarchia si ostini a volerla vedere come la piramide Massonica, questi, hai ragione tu, sono affari loro, e ne dovranno rispondere loro a Dio, non certamente io e ti dirò, neanche tu, perchè dato l'insegnamento di Cristo a chi più è dato più viene richiesto........

Pensa quanto verrà richiesto a certi Cardinaloni pieni di boria che anzichè delle anime si interessano della polittica.....

Con affetto e simpatia

8) Prence/Ray......sempre più SARDO....NICO!!!!! Ironico
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MessaggioInviato: 23 Giu 2008 06:40    Oggetto: Rispondi

andrea1975 ha scritto:
Penso che crediamo per conforto più che per paura, per "credere" o meglio ottenere delle spiegazioni a fatti della vita che sarebbero razionalmente inspiegabili, penso che sia un modo inconscio per auto-aiutarsi ad affrontare la vita soprattutto in quei casi in cui nessuno può aiutarci.

Dasio ha scritto:

Secondo me la religione è retaggio di un'immaturità che ancora caratterizza la razza umana.
......
Siamo deboli perchè ci hanno insegnato ad esserlo, perchè è più facile manovrare esseri deboli e illusi, perchè fa comodo indirizzare i pensieri lontano dalla miseria del mondo, dalla realtà delle cose.

quoto in pieno queste due frasi


ahaha!! interessante notare questo due passaggi... che danno per scontato che l'uomo ha fatto progressi dal punto di vista etico/morale.

Secondo voi ci sono differenze rispetto ad una persona media attuale rispetto ar un antico romano?
Il fatto di avere leggi che proibiscano di uccidere significa solo che lo Stato ha finalmente capito che ogni persona morta, rappresenta per lui un danno economico perfettamente calcolabile.

Gli errori che facciamo sono gli stessi che abbimo fatto durante tutta la storia... quindi non venitemi a dire che c'è stato un progresso.
Tecnologico si, certo, ma etico... questa è una altra storia.

ciao
MaX
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