|
| Precedente :: Successivo |
| Autore |
Messaggio |
Gladiator Dio maturo


Registrato: 05/12/10 21:32 Messaggi: 15704 Residenza: Purtroppo o per fortuna Italia
|
Inviato: 13 Ago 2026 12:07 Oggetto: |
|
|
Ho approfondito ulteriormente l'analisi precedente e ho cercato di capire anche chi fornisce i servizi cloud e sono emersi aspetti interessanti che provo a riassumere di seguito:
Nel 2014 il Comune di Torino annunciò la migrazione di migliaia di PC da Windows a Linux e software libero. La sostituzione generalizzata di Windows sui desktop non si è però completata come previsto, soprattutto per la dipendenza da applicativi proprietari e compatibilità con sistemi esistenti.
Negli anni successivi la strategia si è spostata progressivamente dal sistema operativo del singolo PC alle applicazioni web e al cloud. Il Comune non dispone di propri data center e utilizza in misura rilevante le infrastrutture del CSI Piemonte, consorzio pubblico di cui Torino è socio.
Il CSI gestisce Nivola, cloud con forte componente open source, sotto il controllo del consorzio e con dati ospitati in Italia. L’infrastruttura può comunque eseguire anche sistemi e componenti proprietari: non significa quindi che tutti i server siano Linux.
Secondo il CSI:
- l'intera catena tecnologica della piattaforma è sotto il suo controllo;
- i dati sono ospitati in Italia;
- il cloud è qualificato per l'utilizzo da parte della Pubblica Amministrazione;
- Nivola serve ormai centinaia di enti e migliaia di macchine virtuali.
Questo significa che Torino non ha semplicemente trasferito i propri servizi su AWS, Microsoft Azure o Google Cloud. Il modello è sostanzialmente:
Comune di Torino → CSI Piemonte → Nivola → data center italiani del CSI
Non bisogna però concludere che tutti i server utilizzino esclusivamente Linux. L'infrastruttura Nivola è fortemente basata su tecnologie open source, ma al suo interno possono essere eseguite VM Linux e sistemi proprietari, a seconda delle necessità degli applicativi. Lo stesso CSI parla infatti di un mix tecnologico open source e proprietario.
La direzione è confermata dalla documentazione comunale del 2026 sul rinnovamento del sistema informativo, che prevede l’ospitalità delle applicazioni interessate sul cloud Nivola. Anche alcuni nuovi gestionali, come la suite Unica del CSI, sono distribuiti come software open source.
Si possono quindi trarre queste conclusioni:
La migrazione Linux annunciata nel 2014 non ha quindi raggiunto pienamente l’obiettivo originario sui desktop, ma la ricerca di autonomia tecnologica non è stata abbandonata: si è spostata verso infrastrutture, cloud e applicazioni. Dal punto di vista della sovranità digitale questo può essere persino più rilevante, perché dati e servizi comunali possono essere ospitati su un cloud pubblico italiano controllato dal CSI Piemonte, anziché dipendere integralmente dai grandi hyperscaler esteri.
Di seguito alcuni link relativi all'analisi fatta:
CSI Piemonte – Cloud e infrastrutture
CSI Piemonte – Nivola Cloud
CSI Piemonte – Servizi Cloud e Cybersecurity
Comune di Torino – Documentazione 2026 sul rinnovamento del sistema informativo
CSI Piemonte – Suite Unica |
|
| Top |
|
 |
|
|
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi
|
|