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Articolo 18? C'è anche l'articolo 4!
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Zeus News
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MessaggioInviato: 05 Apr 2002 23:00    Oggetto: Articolo 18? C'è anche l'articolo 4! Rispondi citando

Commenti all'articolo Articolo 18? C'è anche l'articolo 4!
La grande attenzione dell'opinione pubblica sull'intenzione del Governo di modificare l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e sulla protesta sindacale che ne è sorta non devono far dimenticare l'attualità di altre norme di tutela dei lavoratori. Una di queste è quella prevista dall'articolo 4 dello stesso Statuto: il divieto per i datori di lavoro di utilizzare dispositivi di controllo a distanza dei lavoratori.
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pennarello67
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Registrato: 09/05/06 18:25
Messaggi: 2

MessaggioInviato: 09 Mag 2006 18:36    Oggetto: Non solo telefonia! Rispondi citando

In molti ambiti il lavoratore deve compiere azioni che, direttamente o indirettamente, vengono trascritte in una base dati.

Si pensi, ad esempio: al bancario che registra le operazioni allo sportello; al magazziniere che registra il carico/scarico dei beni gestiti; al cassiere di supermercato che redige gli scontrini fiscali dei prodotti venduti; ecc.

Questa circostanza è molto presente anche nel settore pubblico; si pensi al poliziotto che registra una contravvenzione, all?operatore sanitario che registra gli esami svolti; all?impiegato di un ufficio protocollo che riceve un atto.

Un analisi mirata della stessa base dati consente al datore di lavoro di formulare dettagliati reports sull'attività del dipendente e di controllarne l?attività a distanza di tempo e di spazio!

E'evidente che le situazioni descritte costituiscono anch?esse una forma di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, lecita, nel pubblico, solo se sussistono norme speciali o accordi sindacali.

Vi risulta che esistano norme speciali che derogano ai contenuti del riportato art.4 ?

Da una parte abbiamo quindi le esigenze di una struttura, pubblica o privata che sia, di ottimizzare la gestione; dall?altra la necessità della tutela della dignità del lavoratore e il diritto alla sua privacy!

Tutt?e due degne di rispetto!!!

Qual?è il vostro pensiero in merito?
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madvero
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Residenza: Ero il maestro Zen. Scrivevo piccole poesie Haiku. Le mandavo a tutti via e-mail.

MessaggioInviato: 10 Mag 2006 13:03    Oggetto: la tutela del lavoratore Rispondi citando

ciao pennarello67 !!!

personalmente ritengo sia fondamentale tutelare la privacy del lavoratore, anche se ciò non significa consentirgli di "mangiar pane a tradimento".
secondo me oggigiorno non si valutano più le persone per la loro competenza e la loro abilità: l'unico parametro sembra essere diventato il livello di produttività. il problema non è il concetto di meritocrazia o quello di livello minimo di rendimento, è che le aziende cercano di spremere "le risorse umane" manco fossero dei limoni.
se un dipendente si allontana due minuti per uscire a fumare una sigaretta oppure si connette ad internet per leggere due notizie interessanti o postare qualcosa, che male fa? l'importante è che abbia svolto al meglio il suo lavoro quotidiano.
alle aziende invece interessa alzare continuamente il livello di produttività del singolo, riducendolo a trascorrere otto ore a ritmi snervanti e quasi disumani (per poi tagliare del personale e aumentare i profitti).
è in quest'ottica che nasce il controllo ossessivo perpetrato ai danni dei lavoratori...

per esempio, se la mia azienda facesse un controllo sull'utilizzo del mio pc, scoprirebbe che passo circa un'ora al giorno a navigare in internet, e probabilmente verrebbero a farmi qualche domanda.
ma io mi connetto durante la mia pausa pranzo, e ciò, unito al fatto che nel mio ufficio c'è una persona in malattia da parecchi mesi che io supplisco in toto, mi fa stare tranquilla: da un controllo effettuato da personale in carne ed ossa non avrei niente da temere.
se invece facessero dei controlli solo sull'utilizzo del pc, imponendo delle soglie massime di utilizzo della rete il mio posto potrebbe essere a rischio (vabbè, nella pausa pranzo leggerei un libro e fine della storia, ma sto solo facendo un esempio).

io ritengo che i controlli telematici siano solo lesivi dei diritti dei lavoratori: non è necessario sapere che cosa fa esattamente una persona in ogni istante della giornata, bisognerebbe controllare la qualità e la quantità del suo lavoro inserita all'interno del contesto.
e mandare a casa quelli che non fanno un bel niente tutto il dì.
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pennarello67
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Registrato: 09/05/06 18:25
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MessaggioInviato: 11 Mag 2006 23:23    Oggetto: Ci sono anche i doveri! Rispondi citando

madvero ha scritto:

se un dipendente si allontana due minuti per uscire a fumare una sigaretta oppure si connette ad internet per leggere due notizie interessanti o postare qualcosa, ...

In qualche modo, il lavoratore dipendente "vende" al datore di lavoro le propria competenze, professionalità, disponibilità, per un certo numero di ore alla settimana, ottenendone un corrispettivo.
In tale contesto la pausa è da considerare come un diritto che va contenuto a quanto contrattualmente stabilito.
In linea teorica, non ritengo giusto che la dedizione dovuta allo adempimento delle proprie mansioni debba essere "inquinata" dal contemporaneo svolgimento di atti di svago o di finalità comunque diverse dalla produzione.

madvero ha scritto:

se un dipendente si allontana due minuti per uscire a fumare una sigaretta oppure si connette ad internet per leggere due notizie interessanti o postare qualcosa, che male fa?

Si avvantaggia, utilizzando il tempo di lavoro e i beni del datore per finalità personali, estranee al lavoro!
Che danneggi il datore o no, si chiama "peculato"!

madvero ha scritto:

l'importante è che abbia svolto al meglio il suo lavoro quotidiano.

Il dipendente è pagato per il tempo che dedica al lavoro, non per la sua produzione. Altrimenti si stabilisca un rapporto di natura diversa, non da dipendente!
Se Tizio riesce a produrre il doppio, non è comunque giusto che passi mezza giornata lavorativa al bar!

madvero ha scritto:

alle aziende invece interessa alzare continuamente il livello di produttività del singolo, riducendolo a trascorrere otto ore a ritmi snervanti e quasi disumani (per poi tagliare del personale e aumentare i profitti).
è in quest'ottica che nasce il controllo ossessivo perpetrato ai danni dei lavoratori...

madvero ha scritto:

io ritengo che i controlli telematici siano solo lesivi dei diritti dei lavoratori: non è necessario sapere che cosa fa esattamente una persona in ogni istante della giornata, bisognerebbe controllare la qualità e la quantità del suo lavoro inserita all'interno del contesto.
e mandare a casa quelli che non fanno un bel niente tutto il dì.

Ebbene si! Alle aziende interessa la produzione e vorrebbero, in un ottica che appartiene alla civiltà che viviamo (abbiamo scelto di essere capitalisti, non comunisti) spremere per bene quei limoni di lavoratori che, però, fra i doveri, hanno anche i loro diritti!
Tra questi il diritto alla tutela della dignità e della privacy, motivo per il quale, certamente, va negata la possibilità di abusare di telecamere e di altre forme di controllo a distanza!
Quello che mi chiedo, e che ho chiesto nel mio intervento precedente, è se sia lecito estrarre dai dati aziendali di produzione le informazioni relative alla attività del singolo dipendente! Penso sia ciò che tu intendi per "qualità e quantità del lavoro inserita all'interno del contesto".
Mi pare di capire che tu, questo, lo consideri corretto!
Al contrario, io ho grosse perplessità!
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madvero
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Residenza: Ero il maestro Zen. Scrivevo piccole poesie Haiku. Le mandavo a tutti via e-mail.

MessaggioInviato: 11 Mag 2006 23:54    Oggetto: purtroppo, hai ragione tu. Rispondi

pennarello67 ha scritto:
In qualche modo, il lavoratore dipendente "vende" al datore di lavoro le propria competenze, professionalità, disponibilità, per un certo numero di ore alla settimana, ottenendone un corrispettivo.
In tale contesto la pausa è da considerare come un diritto che va contenuto a quanto contrattualmente stabilito.
In linea teorica, non ritengo giusto che la dedizione dovuta allo adempimento delle proprie mansioni debba essere "inquinata" dal contemporaneo svolgimento di atti di svago o di finalità comunque diverse dalla produzione...

Si avvantaggia, utilizzando il tempo di lavoro e i beni del datore per finalità personali, estranee al lavoro!
Che danneggi il datore o no, si chiama "peculato"!

purtroppo, hai ragione tu.
nella mia testa io mi giustifico perchè noi abbiamo per contratto, oltre alla pausa pranzo, la pausa a metà mattinata (15-20 minuti).
io preferisco non uscire per andare al bar a prendere il caffè (la pausa del mattino) e faccio due pausette da cinque - dieci minuti ciascuna, una la mattina e una il pomeriggio: ovvero ogni due ore di lavoro scappo a fumarmi una sigaretta; se non c'è troppo lavoro, leggo anche due mail o scrivo un post.
magari nella pausa pranzo sto un po' al pc a cazzeggiare in rete (tanto è una rete tipo fastweb, non si paga al consumo).
temo di aver torto marcio lo stesso, anche se il mio datore di lavoro è a conoscenza della cosa e non se ne lamenta affatto.

pennarello67 ha scritto:
Il dipendente è pagato per il tempo che dedica al lavoro, non per la sua produzione. Altrimenti si stabilisca un rapporto di natura diversa, non da dipendente!
Se Tizio riesce a produrre il doppio, non è comunque giusto che passi mezza giornata lavorativa al bar!
Ebbene si! Alle aziende interessa la produzione e vorrebbero, in un ottica che appartiene alla civiltà che viviamo (abbiamo scelto di essere capitalisti, non comunisti) spremere per bene quei limoni di lavoratori che, però, fra i doveri, hanno anche i loro diritti!
Tra questi il diritto alla tutela della dignità e della privacy, motivo per il quale, certamente, va negata la possibilità di abusare di telecamere e di altre forme di controllo a distanza!
Quello che mi chiedo, e che ho chiesto nel mio intervento precedente, è se sia lecito estrarre dai dati aziendali di produzione le informazioni relative alla attività del singolo dipendente! Penso sia ciò che tu intendi per "qualità e quantità del lavoro inserita all'interno del contesto".
Mi pare di capire che tu, questo, lo consideri corretto!
Al contrario, io ho grosse perplessità!

In effetti anche stavolta hai ragione tu, ma io la penso in maniera diversa (forse perchè tendo a giustificarmi?)
Io sono assolutamente contraria al telecontrollo o al monitoraggio del pc, e questo ci terrei a premetterlo. Quel che ho notato durante la mia esperienza lavorativa è che nei contratti di lavoro "dipendente o assimilabile" in teoria si viene pagati per il "tempo" dedicato all'attività lavorativa, ma in realtà si deve produrre una certa quantità di lavoro, nel senso che si hanno determinate mansioni da svolgere, punto e basta. e spesso capita di passare dieci e passa ore al pc, senza nemmeno alzarsi per andare in bagno, mangiucchiando qualcosa sulla tastiera, perchè le scadenze sono tali e vanno rispettate.
Ci sono i lavativi, che impiegano tre ore per scrivere una letterina in word, e ci sono quelli che si impegnano, e ci mettono il tempo giusto (ma anche meno, se sono particolarmente abili).
Di solito va a finire che le persone più abili cominciano ad avere molte più mansioni (quelle che non vengono espletate dai lavativi, per intenderci) e questo non mi sembra equo.
In quest'ottica gradirei una sorta di controllo della produttività: se tizio fa dieci cose molto impegnative e caio ne fa tre facili facili,ed entrambi prendono lo stesso stipendio, ci vorrebbe un supervisore che desse un'occhiatina e ripartisse meglio il carico di lavoro o appesantisse la busta paga di tizio.
Senza bisogno di telecamere o altri controlli simili: solo usando i propri occhi e un po' di buon senso.
Non so se sono riuscita a spiegarmi...
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