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zeross Amministratore


Registrato: 19/11/08 12:04 Messaggi: 9087 Residenza: Atlantica
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Inviato: 17 Mag 2026 16:49 Oggetto: |
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La sentenza della Curia, di sole tre pagine, si concentra in realtà sugli aspetti di conformità delle legislazione, non sulla causa di merito tra META e AGCom, e limitatamente alla conformità della norma, non può non evidenziare che un diritto da parte degli editori a venire ricompensati per la riproduzione delle opere di loro pertinenza deve esere riconosciuto, per cui la tesi di META che equo compenso non sia legittimo viene rigettata, perché da parte di META stesso non viene detto che cosa si dovrebbe fare in sostituzione, dato che la tesi di META e solo che loro non vogliono pagare!
Dire che non si vuole pagare perché non esiste il diritto, perché non sta scritto esplicitamente in alcune direttive e regolamenti Europei, risulta infondato, e META non ha portato innanzi alla Curia, elementi per dire che l'equo compenso sia stato calcolato male oppure in maniera eccessiva.
Qui si vede un certo senso di insofferenza da parte di META per i controlli e dover pagare qualcuno, oltre al timore fondato che negli Stati Uniti, i detentori di diritti di copia, possano prendere poi spunto da questo caso giudiziario, che per il common law, l'analogia può essere presa in considerazione dal magistrato, se adattabile al diritto Americano, per poi procedere contro META, ( e Google ed altri) ed ottenere altri soldi.
Quanti soldi bisogna attendere la fine dei processi davanti ai giudici italiani, perché questo era solo un giudizio di legittimità ma non di merito. |
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