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Barilla diventa americana, micotossine nella sua pasta?
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Autore Messaggio
{osfor}
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MessaggioInviato: 18 Lug 2012 10:38    Oggetto: Rispondi citando

Ho trovato la "bufala" anche su questo sito:
link
che segnalo perché mi pare significativo per due motivi:
1) per come si segnala (fronte di liberazione dai banchieri...), ecco il loro programma:
Citazione:

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo

ottimo, se le informazioni che date al Popolo sono queste... e pensare che la maggior parte (a mio parere) di questo tipo di informazioni sul web hanno proprio questo livello di credibilità...
2) il blog nel pubblicare la "notizia" non si è posto il problema di precisare, in anticipo, che non era "farina del suo sacco"... (è il caso di dire): a chi lo legge la prima volta, sembra l'abbia scritto lui. Mi pare molto molto scorretto.
Nei commenti all'articolo trovate la risposta della Barilla, e la precisazione del blog
Citazione:

Prendiamo atto della precisazione della Barilla che doverosamente pubblichiamo. La notizia ci è giunta per e-mail da una pesrona che sosteneva di aver controllato la fonte

questo è il livello dell'informazione "libera" sul web... forse oltre che dai banchieri dovremmo liberarci da altro... ciao
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Roberto1960
Dio maturo
Dio maturo


Registrato: 21/01/08 00:39
Messaggi: 1162
Residenza: Roma

MessaggioInviato: 18 Lug 2012 14:24    Oggetto: Rispondi citando

osfor ha scritto:
(...) questo è il livello dell'informazione "libera" sul web... forse oltre che dai banchieri dovremmo liberarci da altro(...)

A parte il fatto che il manifesto
Citazione:
Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo

pur con qualche eccesso demagogico non mi pare affatto male... Laughing

Ti faccio comunque riflettere sul fatto che se si vuole una informazione VERAMENTE libera dobbiamo pur correre il rischio di ritrovarci qualche prodotto un po' scadente, no?
Ci fosse una qualche autorità "qualificante" non sarebbe più informazione libera, no?

Quella tua frase "dovremmo liberarci da altro" cosa intende?
Che dovremmo liberarci dell'informazione talvolta parziale o anche fasulla di internet?
Per tornare all'informazione di regime dell'attuale duopolio tv e delle maggiori testate giornalistiche?

No, grazie.
Io preferisco tenermi la rete, anche se sono consapevole di poter incontrare contenuti falsi e fuorvianti, o anche solo scadenti.

Eppoi sai che ti dico?
Che in fondo se la gente è costretta a verificare le fonti, a controllare se quello che legge è effettivamente vero e in quale misura, è pure meglio!
Sempre meglio degli spenti che si bevono acriticamente qualsiasi scemenza o mistificazione che provenga dal piccolo schermo.
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Zorro
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Registrato: 23/08/05 08:56
Messaggi: 1111
Residenza: Torino

MessaggioInviato: 18 Lug 2012 15:22    Oggetto: Rispondi citando

osfor ha scritto:
D'altra parte è difficile pensare ad un "tranello" nei confronti di un consumatore quando per es. acquista un litro di olio extra vergine di oliva a 3 euro, potrà mai pensare che possa essere un prodotto italiano?.. magari l'importante è che sia "italiano DOP" quello che mi vendono come "italiano DOP" a 15 euro..

Io l'olio d'oliva "biologico" extra vergine non DOP ma di provenienza dichiarata e verificabile lo pago 8,50 euro al litro invece dei 15,00 da te indicati. Cosa vorrà dire? lo pago forse troppo poco? qual è il prezzo "limite"? il mio olio è o non è "approvato"?

Intendo dire: c'è una tendenza a vedere ogni cosa in termini "discreti" di tutto o niente, mentre invece la realtà è un continuum, che è oltretutto difficile da dividere in gradi "discreti" per poi stabilire qual è il grado discriminante.

Così è anche per le bufale: quale "grado" di attendibilità (inteso come quoziente di numero affermazioni sicuramente false fratto numero affermazioni totali) deve avere una comunicazione per essere considerata attendibile? > 51%? > 70%? chi lo può dire?

Oltretutto la "comunicazione perfetta" intesa nel senso di contenente solo affermazioni fattuali verificabili e nessuna opinione, comunicazione fatta di sola denotazione e nessuna connotazione, NON ESISTE.

Non esiste comunicazione non inquinata come non esiste "ambiente" non inquinato: la legge Merli che negli anni '80 (mi pare vado a memoria) per prima dettò norme sui livelli degli inquinanti ammessi stabilì questo principio che le molecole inquinanti esistono "in natura" (oramai) e che compito dell'uomo è stabilire con la miglior approssimazione possibile qual è la percentuale ammessa di inquinante.

La comunicazione è anch'essa un continuum dove coesistono in gradi diversi: falso e vero, verificabile e non verificabile, descrizione e narrazione, mito favola e realtà, razionale e irrazionale ... eccetera.

Tutto alla fine viene regolato dall'interpretazione soggettiva, del resto le catene di Sant'Antonio bufaline sui coloranti cancerogeni esistevano (tutte cartacee) già negli anni '70, solo che allora ognuno era lasciato solo nel valutare l'attendibilità del messaggio ... mentre ora abbiamo più strumenti per informarci ed espriemere un giudizio più attendibile anche se non scevro del pericolo dell'errore (che orrore l'errore!!).

Concludendo: Attivissimo va tenuto in considerazione soprattutto come esempio di stile sul modo di affrontare la comunicazione nell'era di internet, ma poi anche le sua affermazioni vanno verificate: che potrei dire di un suo articolo se, ad esempio, i suoi link rimandano tutti o in parte a pagine cancellate?.

Cmq a me le varie mail sulla Barilla sono sembrate bufale e anche il cosidetto giornalismo d'inchiesta stile Gabanaelli non è indenne da errori di valutazione e assai povero di smentite quando viene colto in fallo.

Come faccio sovente suggerisco una parola chiave da digitare in Google (ma Bing va bene lo stesso, danno risultati poco diversi) "disinformazione"
Old
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gomez
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Residenza: Provincia di Torino

MessaggioInviato: 18 Lug 2012 16:47    Oggetto: Rispondi citando

{osfor} ha scritto:
@gomez
In ogni caso, non mischierei la questione "muffa" con quella "grano estero" che è tutta un'altra cosa. Il fatto che il grano sia estero, magari può essere una mezza trofia (se la pasta ti viene fatta passare comunque come italiana), ma non attenta di per sé alla salute

subscribe, i grani esteri in genere hanno una percentuale di glutine più alta di quelli italiani (circa 18% contro circa 12%) e quindi sono di qualità diversa (migliore o peggiore? dipende dal prodotto che se ne vuole ricavare)

la muffa, i semi estranei, le cariossidi ecc. possono esserci (di solito ci sono, basta leggere una qualsiasi analisi di pasta o biscotti fatta da Altroconsumo o Il Salvagente) ma in piccolissima percentuale, normalmente _molto_ al di sotto dei limiti di legge (e quelli italiani sono MOLTO prudenziali)

Mauro
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{osfor}
Ospite





MessaggioInviato: 19 Lug 2012 08:26    Oggetto: Rispondi citando

@Zorro
non succede spesso, ma sono molto in disaccordo con quanto hai scritto.. almeno, con alcune cose
Citazione:

D'altra parte è difficile pensare...
Io l'olio d'oliva "biologico" extra vergine non DOP ma di provenienza dichiarata e verificabile lo pago 8,50 euro al litro invece dei 15,00 da te indicati Cosa vorrà dire? lo pago forse troppo poco? qual è il prezzo "limite"? il mio olio è o non è "approvato"?

Io il mio extra del contadino di fiducia, tra l'altro mio ex socio di attività ed amico carissimo, lo pago 8 euro circa. In generale, per un biologico 8,50 euro mi paiono pochi, per un semplice problema di costi di produzione, ma magari il tuo fornitore ci rientra comunque perché non considera il suo tempo. Quindi, lo userei tranquillamente..

Citazione:

Intendo dire: c'è una tendenza a vedere ogni cosa in termini "discreti" di tutto o niente, mentre invece la realtà è un continuum, che è oltretutto difficile da dividere in gradi "discreti" per poi stabilire qual è il grado discriminante.

che la realtà non sia bianco o nero è uno dei miei punti fermi: ed infatti non a caso non ti ho fatto un paragone tra 3 e 6 euro, ma tra 3 e 15, prendendo degli estremi, la parte in mezzo non può essere valutata "per certo", concordo. E' anche vero che se compri un olio della Liguria di quello che costa intorno a 60 euro e più, e lo paghi 20 euro, dubito si possa stare troppo a ragionare: sarà originale, solo se l'hanno rubato..

Citazione:

Così è anche per le bufale: quale "grado" di attendibilità (inteso come quoziente di numero affermazioni sicuramente false fratto numero affermazioni totali) deve avere una comunicazione per essere considerata attendibile? > 51 per cento? > 70 per cento? chi lo può dire?

un momento. Le "bufale" si possono definire meglio, non si tratta di informazioni "avventate", si definiscono bufale quelle affermazioni che sono piuttosto pacificamente infondate (e talvolta scritte ad arte per prendere in giro). Per es., la famosa e-mail che invita a boicottare i distributori di benzina suggerendo di poter ottenere un ribasso a metà del prezzo della benzina, è "per forza" una bufala, in quanto nel prezzo della benzina quasi il 70 per cento sono imposte ed accise, dunque.. lo stesso dicesi quando Vandana Shiva parlando degli OGM dice che "sono semi sterili", perché semplicemente non è vero (precisiamo per i nuguli di scienziati che si aggirano da queste parti: sicuramente fino a tutto il 2011, non esistono semi di cotone ogm COMMERCIALIZZATI che siano sterili. Il che non significa che non possano esserci in laboratorio semi ogm sterili, anzi, ci sono di sicuro e ce ne sono anche di più "sofisticati" la cui germinabilità può essere "bloccata o risvegliata" attraverso l'uso di prodotti chimici. Uè, è la tecnologia, siam mica qui a smacchiare i giaguari...). Quindi, la Vandana per quella parte del discorso mi sta rifilando una "bufala", il che non toglie che il resto dei suoi ragionamenti possano essere del tutto fondati (anche se a leggerla mi riesce difficile "taggare" le sue foto con la parola "scienziata"... :-) )

Citazione:

Oltretutto la "comunicazione perfetta" intesa nel senso di contenente solo affermazioni fattuali verificabili e nessuna opinione, comunicazione fatta di sola denotazione e nessuna connotazione, NON ESISTE.

Ma assolutamente no. Non a caso esiste il cosiddetto "giornalismo anglosassone" inteso come quello dove si raccontano i fatti separati dalle opinioni. Anzi, direi che "l'informazione" per essere tale DEVE proprio essere così... se mi racconti di un incidente stradale, puoi tranquillamente dirmi come è avvenuto, e questo è un "fatto", e poi spiegarmi di chi è la colpa, e questa potrebbe essere un'opinione. Una comunicazione "perfetta" sui "fatti" è possibile ed anzi dovrebbe essere l'unica possibile.. stiamo parlando di fatti, non di opinioni, gusti e politica.
La Barilla o è americana o non lo è. Il grano che usa, o è un miasma di muffe e tossine, o non lo è. Il grigio ci sta', ma quando nell'articolo si afferma solo "il nero pece", tra l'altro parlando di un prodotto alimentare - quindi che si mangia, dico... - e di una marca che ha tutto da perderci a fare delle furbate per non mandare al macero qualche tonnellata di grano avariato (a mio parere).

Citazione:

Non esiste comunicazione non inquinata

non concordo

Citazione:

come non esiste "ambiente" non inquinato: la legge Merli che negli anni '80 (mi pare vado a memoria) per prima dettò norme sui livelli degli inquinanti ammessi stabilì questo principio che le molecole inquinanti esistono "in natura" (oramai) e che compito dell'uomo è stabilire con la miglior approssimazione possibile qual è la percentuale ammessa di inquinante

questo è un altro discorso

Citazione:

La comunicazione è anch'essa un continuum dove coesistono in gradi diversi: falso e vero, verificabile e non verificabile, descrizione e narrazione, mito favola e realtà, razionale e irrazionale ... eccetera.

perché il narratore vuole farli convivere.. se non vuole, dovrà scrivere "in altro modo", almeno tentando di non inquinare la verità... e comunque stiamo parlando di comunicazione o di informazione?

Citazione:

Tutto alla fine viene regolato dall'interpretazione soggettiva

no, no, non quando si parla dei "fatti". Tu puoi soggettivamente pensare che la gravità non esista, ma quando ti arriva un masso in testa, cambi idea... ;-) Non tutto è scientificamente verificabile, certo e certificabile, ma nemmeno tutto non lo è, non facciamo di tutta l'erba un fascio

Citazione:

Come faccio sovente suggerisco una parola chiave da digitare in Google (ma Bing va bene lo stesso, danno risultati poco diversi) "disinformazione

Prendo il tuo suggerimento, sperando non sia una "bufala"... :-)
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{osfor}
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MessaggioInviato: 19 Lug 2012 09:22    Oggetto: Rispondi citando

@gomez
ringrazio gomez per la sua precisazione, e mi accodo alle riviste citate (Altroconsumo ed Il Salvagente) per una "chiosa" ed un consiglio.
Sono abbonato "pluridecennale" di Altroconsumo, mentre seguo da poco il Salvagente sul web (molto interessante, al momento non riesco a beccare una copia cartacea che sia una alle edicole che frequento, anche se il Salvagente è disponibile sul web anche in formato PDF, acquistabile ad 1 euro invece che 2 della cartacea) e li considero entrambi "affidabili". Ebbene, è un "fatto" che le analisi dei prodotti biologici un po' di qualunque tipo (vino, formaggi, frutta ecc.) non siano spesso "entusiasmanti" sul piano dei risultati.. diciamo che a me - che un po' di agricoltura ne capisco, e sono pure un appassionato - "non spaventa" la questione, nel senso che il consumatore di biologici, più che pensare che si tratti di prodotti "più sani" (cosa che credono e che in genere non è vera), dovrebbero rivolgersi al biologico con la giusta prospettiva, cioè nel senso di un prodotto "la cui produzione è meno inquinante per l'ambiente". Del resto, la persona che "gradisce la mela col baco" dovrebbe immaginarsi che la parte marcia della mela non è più salubre di una mela perfetta coltivata col metodo chimico..
Del resto, che il prodotto bio possa essere "meno sterilizzato" di uno differente, è dimostrabile per logica in altro modo: sapete che prodotti "tradizionali" eccellenze italiane sono state "salvate" con norme apposite perché dal punto di vista igienico non sarebbero producibili? Il primo che mi viene in mente è il lardo di Colonnata, ma è solo un esempio. Viene stagionato in contenitori credo di marmo all'interno di grotte (non prendete per buono al 100 per cento: quello che conta è che per le norme igieniche generali di produzione alimentare è un prodotto "vietato"). Del resto, anche tutta questa fregola di "sterilizzare" ogni cosa, nell'aria è pieno di germi, il nostro organismo ne viene a contatto ad ogni secondo e li sistema... dico, io i bimbi li lascio giocare con la terra e i saponi che uso DEVONO essere saponi normali, il battericida? quando mai, ma siamo matti? vade retro..

Il consiglio ve lo do' dopo, sono al lavoro...
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{osfor}
Ospite





MessaggioInviato: 23 Lug 2012 21:07    Oggetto: Rispondi citando

Sono ancora debitore del consiglio..
Prima una precisazione: in un post precedente ho scritto della varietà "Manitoba" come di un grano duro. Ho avuto del dubbio ed ho verificato: mi sono "confuso", la Manitoba è un grano tenero, ed il motivo per cui la ricordavo è che dà una farina "di forza", cioè una farina "pregiata" usata nella panificazione.

Il "consiglio". E' OT, ma stiamo parlando di informazione ed abbiamo citato delle riviste dei consumatori. Allora, tra le informazioni più importanti ci sono quelle sulla salute. Credo potervi consigliare in tutta consapevolezza la rivista Test Salute, edita sempre da Altroconsumo. Non ho presente se si può abbonarsi per conto suo né quanto costa, se volete vedetevi il sito. Ma è forse l'unica fonte editoriale sulla salute che dice tutta la verità... ciao
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{sandra}
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MessaggioInviato: 26 Set 2013 23:38    Oggetto: Rispondi citando

veramente sono 30 anni che mangio barilla, dal mese scorso,( non sapevo nulla di scandali vari) sono rimasta scioccata poichè la trovavo collosa e strana... ho cambiato marca e non la comprerò mai più.E' immangiabile, una delusione pazzesca, è caduto un mio mito.
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madvero
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Residenza: Ero il maestro Zen. Scrivevo piccole poesie Haiku. Le mandavo a tutti via e-mail.

MessaggioInviato: 26 Set 2013 23:40    Oggetto: Rispondi citando

io continuo a comprarla e non mi sono accorta di alcuna differenza.
pazzesco.
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Marcus Prometheus
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MessaggioInviato: 08 Ago 2014 23:04    Oggetto: Rispondi

{osfor} ha scritto:
@gomez ......... non mischierei la questione "muffa" con quella "grano estero" che è tutta un'altra cosa. Il fatto che il grano sia estero, magari può essere una mezza garuffa (se la pasta ti viene fatta passare comunque come italiana)........

Marcus Prometheus: NO, l'Italia (sovrappopolata) non produce abbastanza grano neppure per i suoi consumi, figuriamoci se tutto il grano duro della pasta italiana esportata dovesse essere cresciuto nell' ex Belpaese.

{osfor} ha scritto:
@gomez ........ quando Divella dice che ci sono grani esteri che vengono importati perché "servono" alle caratteristiche di cottura della pasta, per quel che ne so (e un po' ne so..) dice la verità. Varietà come ad esempio la Manitoba (a memoria) sono farine che migliorano le caratteristiche di tenuta della cottura. Non confondiamo quindi il grano duro estero di qualità, con i pomodori cinesi...


Marcus Prometheus: Giustissimo.
Dunque la pasta italiana e' quella prodotta in Italia secondo la legge italiana (solo grano duro) con materie prime di qualita' prodotte ovunque.
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