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Facebook, vietata l'amicizia tra insegnanti e studenti
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Autore Messaggio
Zeus News
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MessaggioInviato: 07 Dic 2011 12:52    Oggetto: Facebook, vietata l'amicizia tra insegnanti e studenti Rispondi citando

Commenti all'articolo Facebook, vietata l'amicizia tra insegnanti e studenti
Una scuola media vieta ai docenti di stringere amicizia sul social network con i propri studenti.

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{loredelborgallo}
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MessaggioInviato: 07 Dic 2011 13:27    Oggetto: Rispondi citando

Proprio perché sono insegnante mi sono iscritto a FaceBook con un nome falso. Agli studenti dico di non avere un account. La gestione delle liste potrebbe cambiare qualcosa. E' interessante. Comunque gli alunni non pensano mai a ragioni didattiche quando mi chiedono "è su FaceBook?".
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freemind
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MessaggioInviato: 07 Dic 2011 16:37    Oggetto: Rispondi citando

Che ragioni didattiche ci sono per iscriversi su fb?
Un conto se uno poi pubblica cose che riguardano argomenti scolastici o di divulgazione altrimenti è solo una scusa per correre dietro agli studenti...
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Silent Runner
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MessaggioInviato: 07 Dic 2011 17:21    Oggetto: Rispondi citando

Vorresti che gli corressero avanti? Rolling Eyes
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merlin
Dio maturo
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MessaggioInviato: 07 Dic 2011 18:38    Oggetto: Rispondi citando

Facciamola finita, di far finta di credere che insegnati e studenti siano tutte brave persone, dediti allo studio e all'insegnamento e basta.
E facciamola pure finita di vendere che la comunicazione è bella e perciò cosa buona, giusta e auspicabile.
Caso mai lo sarà quella cosa chiamata "comunicativa" che mette in sintonia gli uni e gli altri purché ci mettano ognuno impegno e serietà.
Fare i compagni di merenda sui social nw, sia pure solo virtuale, non credo giovi ai ragazzi e sicuramente non ne han bisogno gl'insegnanti, se niente niente "sentono" la professione che si sono scelti invece di fare i precari a vita in uno degli stipendifici di Stato.
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Silent Runner
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MessaggioInviato: 07 Dic 2011 19:07    Oggetto: Rispondi citando

Ma che brutta opinione che hai della cosa.. Incupito o sei un insegnante o sei stato uno studente. In entrambi i casi sei in conflitto di interessi. Prrr
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freemind
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MessaggioInviato: 07 Dic 2011 20:04    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Vorresti che gli corressero avanti? Rolling Eyes

Mah, secondo me c'è già qualcuno che corre davanti ai ragazzini pèer poi fermarsi di colpo e aspettare che l'inseguitore lo deflori...
Insegnanti bricconi...
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merlin
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MessaggioInviato: 07 Dic 2011 22:14    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Ma che brutta opinione che hai della cosa.. Incupito o sei un insegnante o sei stato uno studente. In entrambi i casi sei in conflitto di interessi. Prrr

Che vuoi che ti dica, quando (tanti anni fa) mi ero permesso di dire che non reggeva il sistema pensionistico congegnato sui versamenti correnti dei lavoratori per pagare i vitalizi maturati, mi son preso del deficiente; anche se, tavole di mortalità alla mano, la cosa era di tutta evidenza.

Un par d'anni dopo, giusto prima degli esami di Stato e in relazione ad altre questioni, mi son sentito dire che all'università avrei potuto pensarla a modo mio ma che finché stavo lì avrei dovuto pensarla come gli insegnanti.
Salvo a scoprire ancora l'anno appresso che manco all'università era permesso ragionare altrimenti che con la testa sotto il braccio.
Quindi credo si tratti più che altro di sana diffidenza, anche tenendo conto dei bravacci che eravamo, io e gli altri, a quei tempi beati.

E dico beati perché in genere gl'insegnanti, ancorché fondatamente classificabili tra i sottoprodotti del processo digestivo, erano esempi di correttezza sotto il punto di vista dei comportamenti formali perché ritenuti imprescindibili dalla docenza.

Ora, mi rendo conto che c'è tutta una generazione che, non paga di aver giudicato - spesso ingenerosamente - i docenti accademici e non, oggi non trova strano che lo stesso facciano i propri figli, magari sin dalla più tenera età; e vi sono correlativamente docenti che, incapaci di imporsi nel rispetto degli allievi per conoscenza e capacità di trasmettela, ne preferiscano la complicità attaccando l'asino dove permettono i presidi e pretendono i rappresentanti dei genitori.

Ma le conseguenze, ahinoi, si vedono e sono oggetto delle valutazioni negative che tutti conosciamo.
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Bimond
Mortale devoto
Mortale devoto


Registrato: 09/10/05 05:59
Messaggi: 12
Residenza: Quattro Castella (RE)

MessaggioInviato: 08 Dic 2011 05:22    Oggetto: Rispondi citando

L'autorità e il rispetto non si conquistano con aspetti formali. Lavoro da anni (ormai più di 30) nella scuola media. Con i ragazzi si vivono e condividono momenti importanti per la loro crescita. In tutto questo ci sono per forza di cosa aspetti emotivi ed è importante che i ragazzi sentano che tu li vivi con loro. Il che non significa che li vivi come loro ma che sei accanto a loro per poterli aiutare. I ragazzi mi danno indifferentemente del lei o del tu, a seconda di come viene loro più spontaneo: sanno perfettamente che non condizionerà in alcun modo il mio comportamento professionale. Vedo colleghi, anche molto giovani, ingessati nelle loro giacche e cravatta, sorta di divisa con cui tentano di darsi autorità, tranquillamente ignorati, mentre li vedo precipitarsi ai loro posti quando salgo le scale. Eppure non ho mai urlato, sorrido e scherzo, perché a scuola e con loro sto bene, insegno loro a suonare la chitarra, la batteria, la tastiera (ma, ovviamente, a farlo seriamente). I ragazzi (ancora prima, i bambini) non sono idioti: conoscono perfettamente la differenza tra autoritarismo e autorità. E quest'ultima sono prontissimi a riconoscerla. Direi di più: la cercano, ne hanno bisogno. Proprio per sentirsi sostenuti. Sono su FB più o meno dagli inizi, quando era ancora un modo per cercare ex compagni di studi. Non chiedo mai ma dò la mia amicizia ai miei alunni. Soprattutto in una realtà diffusa come il territorio in cui insegno è un'opportunità eccezionale. Si creano gruppi per ogni cosa si debba organizzare: scuolainfesta per organizzare la festa di fine anno e mettere in contatto tutti coloro che ci lavorano, un gruppo per i contatti tra i nostri ragazzi e i coetanei del paese croato gemellato in cui li accompagno in luglio per una settimana, per mantenere e rinsaldare i legami anche durante l'anno, uno per l'organizzazione del concorso musicale che organizziamo ogni anno col comune, in cui assessori sono ormai ex alunni con cui ora si creano eventi per il territorio, un altro per tenere i contatti e radunare tutti gli ex alunni nelle occasioni importanti della nostra scuola. Attraverso gli interventi su FB dei ragazzi posso sapere i loro stati d'animo e magari comprendere il motivo di certe loro difficoltà. Oppure posso conoscerli sotto aspetti che non riuscirebbero ad affiorare, a scuola. Ed è importante per chi con loro deve lavorare. Del resto ci sono sperimentazioni in atto, sovvenzionate dal Ministero, come il progetto "Classi 2.0" in cui si sperimentano anche i social network come strumento didattico. Ovviamente mi guardo bene da utilizzare FB per mettere in piazza fatti privati. E cerco di educare anche i ragazzi a farlo. E devo dire che mi sembra che da questo punto di vista anche loro, nonostante la giovanissima età, si stiano ormai stancando di essere sommersi da notizie futili riguardanti gli "scazzi" personali dei loro contatti.
Purtroppo la "fauna dirigenziale" italiana è estremamente variegata e non sempre illuminata. A parte il fatto che semplicemente non è nei poteri di un dirigente vietare una cosa che riguarda esclusivamente la sfera personale. Purtroppo la qualifica dirigenziale e la cosiddetta "Legge Brunetta" hanno creato deliri d'onnipotenza di cui si pagano le conseguenze in numerosi istituti
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Thioth
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MessaggioInviato: 12 Dic 2011 13:53    Oggetto: Rispondi citando

Pienamente d'accordo con Bimond, ormai qualsiasi persona con un minimo di potere pensa di poter fare ciò che vuole, in questo caso il preside di quella scuola non può permettersi di dire cosa fare o non fare al di fuori della scuola, si tratta esclusivamente di fatti privati che vanno ben oltre le sue competenze, ho finito la scuola da pochi anni ma ho sempre fatto e accettato richieste di amicizie da parte dei miei docenti, questo permette di mettersi d'accordo per eventi o addirittura organizzare verifiche o approfondimenti da attuare in classe. La gestione è semplicissima, si fa un gruppo relativo alla scuola o alla classe e si mettono i filtri, tutti i fatti privati non vengono condivisi e si mantiene comunque un certo distacco (secondo me neanche troppo corretto, alla fine se ci si conosce meglio si sa dove bisogna migliorare per poter lavorare in modo ottimale).
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Silent Runner
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MessaggioInviato: 12 Dic 2011 17:47    Oggetto: Rispondi citando

merlin ha scritto:
Silent Runner ha scritto:
Ma che brutta opinione che hai della cosa.. Incupito o sei un insegnante o sei stato uno studente. In entrambi i casi sei in conflitto di interessi. Prrr

Che vuoi che ti dica, quando (tanti anni fa) mi ero permesso di dire che non reggeva il sistema pensionistico congegnato sui versamenti correnti dei lavoratori per pagare i vitalizi maturati, mi son preso del deficiente; anche se, tavole di mortalità alla mano, la cosa era di tutta evidenza.
Ah, allora non è conflitto di interessi ma solo questione di autostima. (scherzo eh?) Prrr

merlin ha scritto:
Un par d'anni dopo, giusto prima degli esami di Stato e in relazione ad altre questioni, mi son sentito dire che all'università avrei potuto pensarla a modo mio ma che finché stavo lì avrei dovuto pensarla come gli insegnanti.
Salvo a scoprire ancora l'anno appresso che manco all'università era permesso ragionare altrimenti che con la testa sotto il braccio.
Quindi credo si tratti più che altro di sana diffidenza, anche tenendo conto dei bravacci che eravamo, io e gli altri, a quei tempi beati.
Una esperienza comune a molti.

merlin ha scritto:
E dico beati perché in genere gl'insegnanti, ancorché fondatamente classificabili tra i sottoprodotti del processo digestivo, erano esempi di correttezza sotto il punto di vista dei comportamenti formali perché ritenuti imprescindibili dalla docenza.
Imprescindibilmente inevitabile in tempi come questi.

merlin ha scritto:
Ora, mi rendo conto che c'è tutta una generazione che, non paga di aver giudicato - spesso ingenerosamente - i docenti accademici e non, oggi non trova strano che lo stesso facciano i propri figli, magari sin dalla più tenera età; e vi sono correlativamente docenti che, incapaci di imporsi nel rispetto degli allievi per conoscenza e capacità di trasmettela, ne preferiscano la complicità attaccando l'asino dove permettono i presidi e pretendono i rappresentanti dei genitori.
Quanto è vero ma non sarà anche dovuto al fatto che i docenti di quasiasi corso di studi hanno perduto agli occhi della gente, con la sopravvenuta prevalenza del populismo qualunquistico più incredibile, frutto di un mutamento culturale profondo che ha fatto emergere il lato peggiore di noi tutti, ogni patente positiva e sono visti solo come ostacolo dalla carriera dei figli?

merlin ha scritto:
Ma le conseguenze, ahinoi, si vedono e sono oggetto delle valutazioni negative che tutti conosciamo.
Le conseguenze, caro merlin n on sono ancora arrivate tutte.
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rebelia
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MessaggioInviato: 29 Dic 2011 12:06    Oggetto: Rispondi citando

freemind ha scritto:
Che ragioni didattiche ci sono per iscriversi su fb?
Un conto se uno poi pubblica cose che riguardano argomenti scolastici o di divulgazione altrimenti è solo una scusa per correre dietro agli studenti...


uhm... la pensavo allo stesso modo, poi ho ascoltato una chiacchierata sull'argomento all'ultimo smau, da parte di una blogger/insegnante, che ci ha spiegato come fb metta a disposizione parecchi strumenti per lo scambio di informazioni tra insegnanti e tra insegnanti e studenti, anche se stiamo parlando di studenti *almeno* liceali (non chiedermene i dettagli: visto che l'argomento mi interessava molto marginalmente, l'ho ascoltato solo "per la cronaca" diciamo)

credo che come ogni strumento, l'importante sia usarlo con sale in zucca Smile
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{SX}
Ospite





MessaggioInviato: 11 Mar 2012 21:59    Oggetto: Rispondi

Se proprio si ritiene ch sia utile (didatticamente s'intende) che gli alunni comunichino tra di loro e con gl'insegnati su Internet, perché le scuole non creano un apposito servizio su un loro sito Internet (o un servizio più centralizzato a livello ad es. di tutte le scuole della provincia per diminuire i costi)? Perché usare un servizio di terzi, dalle condizioni d'uso e di privacy non sempre ottimali e modificabili da parte dei terzi?
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