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ulisse
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MessaggioInviato: 26 Mar 2005 15:16    Oggetto: Moratti docet Rispondi citando

La Riforma del II ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione ovvero la scuola secondo Moratti.
Secondo me c'è parecchio da dire...
Può essere utile sfogliare lo Schema del Decreto Legislativo del 17 gennaio 2005 concernente le norme generali relative al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione ed i livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, a norma dell'articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n.53

In alternativa si può leggere il Documento di lavoro per la presentazione schematica dei principi e delle linee contenuti nello Schema di decreto

Non mancate invece di leggere il Comunicato stampa del 18 gennaio 2005 (Scuola: la bozza di decreto di riforma del II ciclo sul sito del Miur) col quale il ministro Moratti apre un canale di dialogo telematico con chiunque voglia avanzare proposte: "Invito tutti", conclude Letizia Moratti, "a considerare la forte valenza culturale del nostro progetto di ammodernamento della scuola italiana e ad inviare proposte e suggerimenti per migliorare la bozza di decreto".
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ulisse
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MessaggioInviato: 26 Mar 2005 23:05    Oggetto: Rispondi citando

Uff... capire la Riforma Moratti non è così semplice... (ho scoperto l'acqua calda?)
Un intera giornata prepasquale dedicata allo studio di norme, regole, leggi, decreti, etc. mi fanno sentire più incompetente di prima Crying or Very sad

Ovviamente sto seguendo la vicenda in quanto diretto interessato.

Quando, qualche mese fa, lessi il saggio di Lucio Russo, Segmenti e bastoncini, nell'edizione riveduta ed ampliata pubblicata da Feltrinelli nel 2001 (l'originale risale al 1998) pensai si riferisse alla riforma sulla scuola oggi in discussione.
Non mi ci volle molto per realizzare che Russo rivolgeva la sua critica alla riforma Berlinguer:
"I principi generali della riforma della scuola secondaria italiana avviata dal ministro Berlinguer possono essere sintetizzati in poche parole. Si tratta del progetto, coerente e organico, di smantellare quanto resta della tradizionale scuola secondaria superiore italiana sostituendola con una moderna "scuola per consumatori" che, seguendo il modello della scuola americana di massa, si limiti ad avviare al consumo il cliente-studente fornendogli prodotti massificati e dequalificati, ma gradevoli e rassicuranti." (pag. 88 )

Così ho cominciato a chiedermi quali fossero le differenze tra l'attuale riforma Moratti e la precedente riforma Berlinguer.

Ecco che comincia il percorso di ricerca.
Innanzi tutto è necessario documentarsi sulla riforma Berlinguer.
La parola chiave di tale riforma pare sia autonomia.

Cito dal sito del Ministero della Pubblica Istruzione:

Citazione:
L'autonomia a pieno regime
Con l'entrata a regime dell'autonomia vengono attribuiti in via definitiva alle istituzioni scolastiche, agli Enti locali e allo Stato, le funzioni previste:


La lettura delle norme indicate nella citazione comincia a dare un quadro della situazione pre-riforma Moratti.

In particolare il DPR n° 257 afferma:
Citazione:
Articolo 1 comma 1
Il presente regolamento disciplina l'attuazione dell'articolo 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144, istitutivo dell'obbligo di frequenza di attività formative fino al diciottesimo anno di età, con riferimento alle attività di competenza dello Stato.

cioè che già nel 1999 era stato stabilito di innalzare l'età per la scuola dell'obbligo ai 18 anni.

Poi prosegue:
Citazione:
Articolo 1 comma 2
L'obbligo di cui al comma 1, di seguito denominato obbligo formativo, può essere assolto in percorsi, anche integrati, di istruzione e formazione:
    a) nel sistema di istruzione scolastica;
    b) nel sistema della formazione professionale di competenza regionale;
    c) nell'esercizio dell'apprendistato.

ovvero già nel 1999 era stato stabilito di integrare scuola e lavoro

Saltiamo da Berlinguer a Moratti.
Nello Schema di decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro, ai sensi dell'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n.53 (Approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 24/03/2005) si legge:
Citazione:
Articolo 1 comma 1
Il presente decreto disciplina l'alternanza scuola-lavoro, di seguito denominata "alternanza", come modalità di realizzazione dei corsi del secondo ciclo, sia nel sistema dei licei sia nel sistema dell'istruzione e della formazione professionale, per assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.

Nello Schema di decreto legislativo concernente "Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione", ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera c) della legge 28 marzo 2003, n.53 (Approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 24/03/2005) si legge:
Citazione:
Articolo 1 comma 3
La Repubblica assicura a tutti il diritto all'istruzione e alla formazione, per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età.


Dunque l'unica differenza è che, come afferma Moratti, si passa da 9 a 12 anni di scuola dell'obbligo (sta di fatto che nella documentazione consultata non sono riuscito a trovare alcun riferimento ai 9 anni...).
Tra l'altro vorrei capire: ma se sono costretto a iniziare la scuola a 6 anni e a starci fino ai 18 non ho già automaticamente l'obbligo di frequenza per 12 anni?

Insomma i due punti basilari della riforma Moratti erano di fatto già presenti in quella Berlinguer.
Ma allora le novità dove stanno?
Nel fatto che si passa da scuola dell'obbligo all'istruzione come diritto/dovere?
No. Cito dal solito Lucio Russo a pag. 130 che commenta (nell'addenda del 2000) le accuse di Maragliano a lui rivolte:
Citazione:
"Vengo al punto più dolente: il mio provocatorio accenno al diritto all'ignoranza, che ripugna a molti sinceri democratici. Ovviamente mi riferivo a un'"ignoranza" relativa, e non a un diritto-dovere all'analfabetismo (che ha altri, ben più potenti, sostenitori). Chi pensa che non sia giusto concedere libertà di scelta tra diversi possibili livelli di cultura (e quindi anche, inevitabilmente, di relativa ignoranza) deve decidere se la scelta di dedicare tutta la vita allo studio dovrà essere vietata oppure resa obbligatoria."

Nel fatto che (Schema di decreto legislativo Articolo 1 comma 1) il secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione è costituito dai licei e dall?istruzione e formazione professionale?
o che (Schema di decreto legislativo Articolo 1 comma 7) è assicurata e assistita la possibilità di cambiare percorso tra i licei e all?interno dei licei (...) nonché di passare dai licei all?istruzione e formazione professionale, e viceversa?
No. Tale ristrutturazione era già prevista nel decreto Berlinguer. Cito nuovamente Lucio Russo (pag. 133 ):
Citazione:
Si tratta di una completa ristrutturazione del sistema scolastico italiano i cui caratteri essenziali sono:
(...)
3. La drastica riduzione della varietà degli istituti di istruzione secondaria. I tanti tipi attuali di licei, istituti tecnici, magistrali, professionali, scuole d'arte... scompariranno, sostituiti da cosiddetti "licei", suddivisi in sole quattro aree. Le differenze culturali tra le aree saranno inoltre sfumate con vari mezzi (tra l'altro unificando quasi completamente il primo biennio, creando istituti multi-area, favorendo i passaggi da un'area all'altra, prevedendo insegnamenti comuni, abolendo l'identità delle classi).


Una vera sostanziale differenza si inizia a notare sull'istruzione e formazione professionale.
Già il "pacchetto" Berlinguer delega varie funzioni alle regioni (DL 112 Art. 138 Comma 1):
Ai sensi dell'articolo 118, comma secondo, della Costituzione, sono delegate alle regioni le seguenti funzioni amministrative:
    a) la programmazione dell'offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale;
    b) la programmazione, sul piano regionale, nei limiti delle disponibilita' di risorse umane e finanziarie, della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali, assicurando il coordinamento con la programmazione di cui alla lettera a);
    c) la suddivisione, sulla base anche delle proposte degli enti locali interessati, del territorio regionale in ambiti funzionali al miglioramento dell'offerta formativa;
    d) la determinazione del calendario scolastico;
    e) i contributi alle scuole non statali;
    f) le iniziative e le attivita' di promozione relative all'ambito delle funzioni conferite

Ma col decreto Moratti (l'intero Capo III dello schema di decreto legislativo concernente le norme generali relative al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione ed i livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, a norma dell'articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n.53) si stabilisce che il compito dell'istruzione e formazione professionale è interamente demandata alle regioni.

Tutto il Capo III è dedicato all'elencazione dei vincoli ai quali le regioni saranno assoggettate per garantire che gli istituti di formazione professionale da loro gestiti mantengano gli stessi livelli qualitativi dei licei. Ciò per garantire parità tra diplomi. Tutti gli articoli infatti iniziano con la medesima locuzione: "Nell?esercizio delle loro competenze legislative in materia di istruzione e formazione professionale, e nell?organizzazione del servizio relativo, le Regioni assicurano...
Ma l'articolo 20 prosegue in maniera singolare:
"Nell?esercizio delle loro competenze legislative in materia di istruzione e formazione professionale, e nell?organizzazione del servizio relativo, le Regioni assicurano, quali livelli essenziali dei requisiti dei docenti, che le attività educative e formative siano affidate a personale docente in possesso di abilitazione all?insegnamento, ovvero ad esperti in possesso di documentata esperienza maturata per almeno cinque anni nel settore professionale di riferimento".

Concludo qui questo superficiale confronto chiedendo scusa per lo spazio impegnato. Spero quantomeno che questa accozzaglia di link e citazioni possa essere utile come punto di partenza per chi volesse seriamente prendere in esame i due decreti.

Non ho ritenuto corretto inserire qui i miei commenti personali che mi riservo di esporre in un altro post (sempre che non mi venga revocata l'iscrizione per logorrea) Shocked Shocked Shocked
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rebelia
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MessaggioInviato: 26 Mar 2005 23:09    Oggetto: Rispondi citando

scrivi troppo e non ho voglia di leggerti Embarassed cosi' ti rispondo in base alle cose che ho letto e sentito in giro finora (figlia alle elementari e figlio alle medie fanno di me una persona interessata all'argomento, come puoi immaginare, ehehe)

'sta qui ha pasticciato un po' con le classi e soprattutto ha tolto un sacco di risorse alla scuola, che dovrebbe essere il punto di partenza per costruire un "tutto il resto" migliore: se si iscriveva ad un corso di ikebana o pittura creativa avrebbe fatto meno danni Sad
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ulisse
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MessaggioInviato: 26 Mar 2005 23:19    Oggetto: Rispondi citando

rebelia ha scritto:
scrivi troppo e non ho voglia di leggerti

hai ragione... solo a riguardare il post mi viene la nausea... ma come facevo a dire "La riforma Moratti è la copia della riforma Berlinguer con una serie di peggioramenti addizionali" senza argomentare con citazioni e riferimenti?

Citazione:
'sta qui ha pasticciato un po' con le classi e soprattutto ha tolto un sacco di risorse alla scuola, che dovrebbe essere il punto di partenza per costruire un "tutto il resto" migliore: se si iscriveva ad un corso di ikebana o pittura creativa avrebbe fatto meno danni Sad


eheheheh concordo con tutto me stesso! Very Happy
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MessaggioInviato: 26 Mar 2005 23:22    Oggetto: Rispondi citando

Ulisse ha scritto:

hai ragione... solo a riguardare il post mi viene la nausea...

viva la sincerita' Wink
tranquillo: qui lo sanno piu' o meno tutti che sono inguaribilmente pigra, ehehe
Citazione:
ma come facevo a dire "La riforma Moratti è la copia della riforma Berlinguer con una serie di peggioramenti addizionali" senza argomentare con citazioni e riferimenti?

giusto Smile
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MessaggioInviato: 26 Mar 2005 23:46    Oggetto: Rispondi citando

Un braccio del decreto Moratti danneggia la scuola. Se qualcuno fosse interessato ai danni commessi dall'altro braccio, che si occupa di università e ricerca, può iniziare da qui o da qui

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ioSOLOio
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MessaggioInviato: 28 Mar 2005 08:20    Oggetto: Rispondi citando

onestamente non saprei votare in maniera responsabile....perchè non conosco bene l'argomento...
potrei chiedere a qualcuno di voi che è dell'ambiente o che ha figli in età scolastica di farmi se non un riassunto almeno qualche esempio concreto di modifica attuata dalla Moratti ?

mentre proverò a leggere tutto il materiale linkato da Ulisse...
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MessaggioInviato: 28 Mar 2005 09:14    Oggetto: Rispondi citando

ioSOLOio ha scritto:
proverò a leggere tutto il materiale linkato da Ulisse...

navigatore coraggioso, eh? Wink
(scherzo!)

beh, i punti salienti sono che la moratti ha pensato bene di sottrarre una quantita' di risorse alla scuola, ha eliminato alcune attivita' ed ha reso "facoltative" e in alcuni casi a pagamento materie che dovrebbero essere obbligatorie... per non parlare poi della possibilita' di iniziare la scuola prima del previsto (elementari): da una che a suo tempo ha fatto la "primina" posso dirti che e' un'emerita idiozia che figli di genitori troppo presuntuosi pagheranno cara; inserisce inoltre la figura del tutor (elementari) che non e' ne' la situazione "vecchia" con una sola maestra, ne' il modulo degli anni recenti con le maestre tutte alla pari, ma un fritto misto che non da piena autonomia al tutor e rischia di far sentire le altre insegnanti come" di seconda classe"

altro punto secondo me di una stupidita' unica e' l'abolizione degli esami di fine ciclo: come possiamo sperare che i nostri figli imparino ad affrontare gli scogli della vita, se glieli togliamo da sotto i piedi tutti quanti? imparare ad affrontare e a superare un esame gia' alle elementari ti "allena" ad affrontare con minor paura quelli che vengono dopo, secondo me!

non lo so, a me da l'impressione di un gran pastrocchio
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MessaggioInviato: 28 Mar 2005 10:31    Oggetto: Rispondi citando

uhm...non c'è che dire...ritratto a tinte fosche...

risultato: pollice verso !
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MessaggioInviato: 28 Mar 2005 11:51    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
altro punto secondo me di una stupidita' unica e' l'abolizione degli esami di fine ciclo: come possiamo sperare che i nostri figli imparino ad affrontare gli scogli della vita, se glieli togliamo da sotto i piedi tutti quanti? imparare ad affrontare e a superare un esame gia' alle elementari ti "allena" ad affrontare con minor paura quelli che vengono dopo, secondo me!


Interessante. In linea di principio sono d'accordo, ma se poi penso che gli esami oggi sono una pura formalità come nel caso della maturità che porta a promuovere circa il 99,9% dei candidati , beh, allora non cambia un granchè lasciarli o toglierli. L'attuale sistema fa si che non esistano commissioni giudicanti esterne, ma un collegio dei propri docenti; un sistema del genere più che la preparazione premia la costanza, spesso mediocre, di chi sta sempre a pender dalle labbra del professore. Se poi a quello non gli vai a genio perchè si è svegliato male la prima mattina che ha fatto l'appello, beh, fatti tuoi. Tutto ciò mi sembra in linea con l'andazzo generale, con la fuffa accademica che popola le università, dedita ad uno scandaloso nepotismo dove prevale chi è più disposto a stare incollato alle brache del docente.

Questo è il vero motivo dello sfascio dell'istruzione, il resto sono chiacchere.

So che tra voi ci sono insegnanti, devoti alla loro missione e abnegati alla causa. Ed è indubbio che la riforma berlinguer-moratti ha fatto un pastrocchio ineguagliabile, copiando a destra e a manca senza capirci un bel niente. Però, cribbio, i docenti non aiutano, spesso sono poco preparati, sicuramente svogliati verso l'insegnamento. E gli studenti credono che tutto sia loro dovuto, che arrivare dalla culla alla laurea sia un diritto, non un dovere.

ieri sera c'era l'attimo fuggente.
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MessaggioInviato: 28 Mar 2005 12:17    Oggetto: Rispondi citando

son d'accordo sul fatto che promuovere praticamente tutti non e' un buon sistema; docenti ne ho trovati di motivati e di non motivati, ma negli anni mi sono accorta che chi e' motivato si sta demotivando proprio a causa del supporto che riceve (o per meglio dire della mancanza di esso)

Citazione:
gli studenti credono che tutto sia loro dovuto, che arrivare dalla culla alla laurea sia un diritto, non un dovere

te l'appoggio in pieno e completo: un dovere ed una grandissima fortuna che troppo spesso non sanno sfruttare
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ulisse
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MessaggioInviato: 28 Mar 2005 16:05    Oggetto: Una (pessima) sintesi Rispondi citando

Per gli impatti del DL Moratti sull'università e la ricerca rimando ai link segnalati in precedenza.
Relativamente alla scuola dell'obbligo (quella che ora viene chiamata diritto-dovere) il decreto, a mio avviso, fa acqua da tutte le parti non solo perchè perpetua gli obbrobri del decreto Berlinguer, non solo perchè peggiora la situazione introducendo (o ampliando) distorsioni come:
    1) il decentramento a livello regionale dell'anagrafe degli studenti ovvero la messa in rete di un sistema informativo che permetta "la tracciabilità dei percorsi scolastici e formativi dei singoli studenti"... cominciamo a spiarli sin da minorenni?

    2) nei licei l'istruzione deve essere garantita da docenti in possesso di qualifiche stratosferiche (chi ha frequentato i due anni di SISS dopo i cinque di università sa cosa intendo. avete capito bene: sette anni per diventare aspirante insegnante!) ma negli Istituti per la formazione professionale (quelli delegati alle Regioni che ancora non si sa bene cosa saranno e cosa faranno) in alternativa ai docenti superqualificati si potrà retribuire, onorare e venerare il sciur Meneghetti che per questioni di prestigio e arrotondamento retributivo praticamente gratuito (come già ora capita soprattutto in università) accetterà la cattedra in "managerialità applicata ovvero come toccare il culo alla segretaria senza essere denunciati"...)

    3) obiettivo dell'insegnamento non è più (se mai lo è stata) la crescita intellettuale e morale dell'individuo, non è più la fornitura degli strumenti atti a garantire la sua formazione, la sua presa di coscienza, di consapevolezza, di possesso del libero arbitrio e della capacità di giudizio. Secondo Moratti, i percorsi liceali e quelli di istruzione e formazione professionale (...) perseguono il fine comune di promuovere l?educazione alla convivenza civile, la crescita educativa, culturale e professionale dei giovani attraverso il sapere, il fare e l?agire. Secondo Moratti la scuola è Investimento sull?istruzione e formazione dei giovani per favorire la crescita personale, culturale e professionale in linea con le politiche del capitale umano, assicurando loro conoscenze, abilità, capacità e competenze decisive per essere cittadini attivi, in grado di concorrere al progresso materiale e spirituale del Paese (art. 4 Costituzione) e dell?Unione Europea.: siamo una massa di pecore e la scuola ci deve insegnare non solo a stare "civilmente" nel gregge ma anche ad essere professionali e produttivi. Ovvero la scuola è strumentale alla comunità (a una parte di essa) per forgiare i nuovi elementi produttivi, le nuove risorse aziendali del futuro

    4) con l'alternanza studio-lavoro si apre il canale di collegamento tra aziende e scuole: mi iscrivo a un liceo classico e ho l'opportunità di fare apprendistato (chissà dove) fin dall'età di 15 anni. Chi è al corrente di stage che hanno contribuito alla crescita dell'individuo si faccia avanti (ricordo che non stiamo parlando di adulti che devono imparare una professione ma stiamo parlando di ragazzini e ragazzine adolescenti da mandare nell'arena delle aziende dove il mobbing, la discriminazione, la droga (la cocaina, non certo la maria), l'ignoranza, la futilità, l'arroganza sono all'ordine del giorno. ma siamo pazzi???

    5) In particolare: Il Liceo classico approfondisce la cultura liceale dal punto di vista della civiltà classica, e delle conoscenze linguistiche, storiche e filosofiche, fornendo allo studente gli strumenti per interpretarle. Assicura la padronanza delle metodologie, delle tecniche e dei linguaggi relativi, nonché il rigore metodologico, la sensibilità ai valori anche estetici e l?ampiezza e fecondità della visione culturale, che consentono di cogliere le radici dell?umanesimo nel mondo moderno: sbaglio o l'umanesimo ha questa come definizione? cosa faranno in biologia? insegneranno che la natura è stata creata da Dio per soddisfare i bisogni dell'uomo? e in fisica aboliranno le leggi Galileiane? la relatività che toglie l'uomo dal centro dell'universo verrà messa al bando? e poi, sbaglio o la nostra non è l'era moderna ma quella contemporanea?

    6) Nel secondo ciclo del sistema educativo sono promossi il conseguimento di una formazione spirituale e morale, anche ispirata ai principi della Costituzione, e lo sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunità locale, alla comunità nazionale e ed alla civiltà europea: e il resto del mondo? forse gli europei sono la razza eletta? infatti le uniche lingue che si potranno studiare persino al liceo linguistico sono quelle della comunità europea...

    7) Sono riconosciuti i crediti formativi conseguiti nelle attività sportive svolte dallo studente presso associazioni sportive. A tal fine sono promosse apposite convenzioni cioè anche noi come negli USA avremo i nostri campioni sportivi promossi anche se campioni di ignoranza (Totti docet... ma almeno prima non era legalmente consentito)

    8 ) poteva mancare il controllo dell'operato delle scuole? Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, avvalendosi dell'Istituto per lo Sviluppo della Formazione professionale dei Lavoratori (ISFOL), dell'Istituto nazionale di documentazione per l'innovazione e la ricerca educativa (INDIRE) e dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI) effettuano annualmente il monitoraggio sullo stato di attuazione del presente decreto e, a partire dall'anno successivo a quello della sua entrata in vigore, comunicandone i risultati alla Conferenza Unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.: ciò significa che periodicamente vengono svolte delle verifiche ufficiali i cui risultati devono essere inviati a INVALSI per la valutazione. Dobbiamo tenere conto delle diversità ma per i controlli siamo tutti uguali. Gli elaborati sono anonimi ovvero ad ogni prova è associato un numero e la tabella di decodifica numero/studente è a parte... sostanzialmente si conosce direttamente la scuola e la classe di appartenenza mentre per nome e cognome è necessaria la tabella di decodifica. Ma intanto ti controllano e pure male...

    9) dulcis in fundo: Religione. In ottemperanza dei Patti Lateranensi l'ora di Religione è indottrinamento cattolico. Le altre religioni non esistono. Il massimo che sono riusciti a fare da decenni è rendere la materia facoltativa... trasformarla in Teologia ovvero in Studio delle Religioni era troppo impegnativo?
Ben altro obiettivo era stato chiesto alla scuola con la legge 53 del 28 marzo 2003:
Al fine di favorire la crescita e la valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell'età evolutiva, delle differenze e dell'identità di ciascuno e delle scelte educative della famiglia, nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori...

Ma tutto queste considerazioni (giuste o sbagliate che siano e pregherei chi è in grado di correggere i miei errori di farlo) sono solo aria fritta.
Chi ha vissuto durante la sua carriera professionale almeno una ristrutturazione aziendale (o ha studiato storia) sa bene che le Riforme (le riorganizzazioni aziendali) sono solo lo strumento per la ridistribuzione del potere.
Le vere Riforme si fanno cominciando prima col cambiare la testa delle persone quindi si sviluppano nel corso dei decenni e dei secoli.

johndoe ha scritto:
Interessante. In linea di principio sono d'accordo, ma se poi penso che gli esami oggi sono una pura formalità come nel caso della maturità che porta a promuovere circa il 99,9% dei candidati , beh, allora non cambia un granchè lasciarli o toglierli. L'attuale sistema fa si che non esistano commissioni giudicanti esterne, ma un collegio dei propri docenti; un sistema del genere più che la preparazione premia la costanza, spesso mediocre, di chi sta sempre a pender dalle labbra del professore. Se poi a quello non gli vai a genio perchè si è svegliato male la prima mattina che ha fatto l'appello, beh, fatti tuoi. Tutto ciò mi sembra in linea con l'andazzo generale, con la fuffa accademica che popola le università, dedita ad uno scandaloso nepotismo dove prevale chi è più disposto a stare incollato alle brache del docente.

Questo è il vero motivo dello sfascio dell'istruzione, il resto sono chiacchiere.


Già questo è il vero problema: la classe insegnante fa mediamente pena.

Ho conosciuto professori alla "Attimo fuggente" ma bastano numeri a una cifra per contarli. La maggioranza è costituita da incompetenti.
Forse perchè il decreto Berlinguer, per ragioni politiche, ha aperto l'accesso all'insegnamento a cani e porci riempiendo le aule professori, dalle scuole materne a quelle superiori, di emeriti incapaci che hanno scelto l'insegnamento unicamente perchè si lavora solo per 18 ore alla settimana con tre mesi di ferie retribuite?
Anche l'osservazione sulle commissioni interne/esterne è aria fritta. Entrambe le soluzioni potrebbero sulla carta funzionare. Ciò che guasta il meccanismo è ancora una volta l'essere umano (la bestia umana, direi).

Ho visto professori accettare l'incarico per gli esami di stato solo perchè questi incarichi sono retribuiti a parte per poi svicolare mettendosi in malattia.

Ho visto professori provenienti da un capo dell'Italia accettare incarichi all'altro capo solo per poter poi chiedere il trasferimento nella loro provincia di provenienza e mettersi in malattia in attesa del trasferimento. Ecco cosa succede poi.

Ho visto professori che meriterebbero di essere radiati a vita dalle scuole della repubblica e del regno per quello che fanno e per quello che non fanno...

A mio avviso l'elemento fondamentale che manca è la passione.
Senza passione puoi fare tanti lavori ma non puoi certo insegnare.

E il governo, il nostro datore di lavoro, si comporta con noi esattamente come la classe dirigente di una qualsiasi azienda si comporta con la propria forza lavoro: demotiva, sminuisce, maltratta, sfrutta.

Io ho una laurea e una specializzazione che mi sono richieste per aspirare alla mia professione ma non vengono considerate nella retribuzione? perchè vengo pagato meno che un impiegato?
E perchè un impiegato che timbra il cartellino e lavora otto ore al giorno ha il suo ufficio, la sua scrivania, il suo computer, il suo telefono, cancelleria e quantaltro sia strumentale per il suo lavoro mentre io per correggere i compiti, preparare le lezioni, aggiornarmi devo trovare spazio in casa mia, pagarmi il pc, i libri e la cancelleria?
Sapete, vero, che oltre alle 18 ore settimanali di cattedra + 2 di ricevimento parenti + scrutini e consigli di classe, di materia e di istituto per altre 2 ore settimanali (mediamente e se si partecipa) un professore diligente dedica altre 15 ore alla settimana alla progettazione e preparazione delle lezioni, alla correzione dei compiti in classe, alle riflessioni sui propri studenti, all'autoformazione?
Sapete che, quando va bene, un professore diligente lavora ben più di 40 ore settimanali?
Perchè allora non formalizziamo questa situazione?
Voglio timbrare anch'io il cartellino.
Voglio anch'io stare in "azienda" 8 ore al giorno e smettere di portarmi a casa il lavoro.
Voglio anch'io un ufficio.
Voglio anch'io avere accesso alla fotocopiatrice "aziendale", a internet, ai libri come risorse aziendali e non come patrimonio personale.
Voglio anch'io una retribuzione che, in cambio di una prestazione professionale certificata di alto livello, mi riconosca il merito del mio impegno.

Ma questo il governo fa finta di non sentirlo...
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quindiciottobre
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MessaggioInviato: 28 Mar 2005 21:41    Oggetto: E quindi? Rispondi citando

Caro Ulisse che dire?

Bravo, bene, bis!!

Però quali sono le proposte per migliorare la situazione?

Non prenderlo come un giudizio negativo su ciò che hai scritto. E' bellissimo leggere una critica dettagliata e soprattutto motivata. Sono solo curioso di sapere cosa proporresti per aiutare questa povera scuola italiana.
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johndoe
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MessaggioInviato: 28 Mar 2005 22:11    Oggetto: Rispondi citando

... mmm... già! E' il mio stesso dubbio? Che fare?
Io come studente francamente ho la nausea e a chi mi chiede se penso di fare un dottorato appena finito rispondo che non se ne parla proprio (e intanto mi immagino mentre stringo la mano al presidente di commisione per mandarlo gentilmente a c****e).
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pincopallino
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MessaggioInviato: 28 Mar 2005 22:43    Oggetto: Rispondi citando

johndoe ha scritto:
... mmm... già! E' il mio stesso dubbio? Che fare?

Semplice: espatriare! Alla prima occasione.
johndoe ha scritto:
.Io come studente francamente ho la nausea e a chi mi chiede se penso di fare un dottorato appena finito rispondo che non se ne parla proprio.

Io feci lo stesso. Poi ci ripensai ed andai a farlo all'estero. E in patria non ci tornai più, se non per andare a trovare la mamma.
Vivendo all'estero e girando il mondo ti rendi conti di quanto in basso abbiano fatto precipitare quella che un tempo fu "la culla della civiltà".
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ulisse
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MessaggioInviato: 28 Mar 2005 23:18    Oggetto: Proposte di miglioramento Rispondi citando

Beh... da qualche parte nel fiume di parole che ho riversato qui ho scritto che "le vere Riforme si fanno cominciando prima col cambiare la testa delle persone quindi si sviluppano nel corso dei decenni e dei secoli".

Soluzioni immediate, almeno soluzioni che rispecchino i miei Valori, non ce ne saranno fintanto che non considereremo i giovani per quello che io credo siano.

Ora ho 45 anni e amo la vita. Ovviamente ho i miei sbalzi d'umore e i miei atti di egoismo ma il tema portante è l'amore per la vita.

Considero il pianeta come la mia casa, come la casa in cui noi adulti dobbiamo allevare i nostri figli e, soprattutto la casa che lasceremo loro in eredità quando non ci saremo più.

A me non viene da pensare che poichè la mia vita avrà un termine allora è importante che gozzovigli a più non posso finchè posso.

A me non viene da pensare che la mia casa sia una camera d'albergo che posso maltrattare ed imbrattare perchè di chi viene dopo non me ne frega un piffero.

A me viene da pensare che i giovani siano i futuri abitanti del pianeta e siccome amo i miei figli (io non ho figli ma chiamo miei figli tutti i giovani) quello che cerco di fare è causare meno danni possibile e lasciare il più in ordine possibile questo posto di transito.

Quello che cerco di fare, poichè oltre ad amare i giovani amo anche il pianeta che abito, è tentare di trasmettere i miei Valori anche ai giovani affinché capiscano cosa gli adulti stanno lasciando nelle loro mani.
E ciò nella speranza che, di generazione in generazione, l'amore per la vita dilaghi e si perpetui.

Dubito che qualunque soluzione che non si basi su Valori (non importa che siano i miei, basta che non siano materiali e individualistici) possa essere efficace.

Una svolta in tale direzione può essere ottenuta solo cambiando a livello individuale.
E' un cammino graduale che richiederà generazioni per attuarsi (sempre che l'umanità voglia muoversi in questa direzione... mica detto!).

E nel breve? nulla può essere fatto?
Beh... i ricchi sono disposti a spendere soldi? I potenti sono disposti a rinunciare a un po' del loro potere? I fannulloni sono disposti a rinunciare al loro ozio?
Supponiamo per un attimo che sia così e che dunque ci siano soldi e volontà sufficienti ad attuare un piccolo progetto.
Innanzi tutto cominciamo (noi prof, intendo) a timbrare il cartellino e stiamo a scuola 8 ore LAVORANDO.
Vogliamo riconoscere lo stress che gestire una classe comporta? riconosciamolo.
Non è un lavoro come gli altri e non è l'unico lavoro che a parità di retribuzione concede consistenti riduzioni d'orario come compensazione dello stress.
Non staremo a scuola 40 ore. Magari solo 30 di cui 10/15 di cattedra e 20/15 di attività di supporto.
E il doppio lavoro? quello che fanno praticamente TUTTI? dopo aver timbrato il cartellino puoi fare quello che vuoi ma se io, preside, ti becco in malattia a fare ripetizioni o a scuola a scrivere una relazione per l'attività parallela da consulente sei fuori.

Ovviamente servono presidi che imparino a gestire le persone e gli aspetti economici come i direttori generali delle aziende.
Mandiamoli a fare qualche corso di formazione in modo che imparino a gestire la scuola che presiedono.
Inoltre diamo loro il potere di assunzione e licenziamento dei docenti.
Sei bravo e vali? ti assumo perchè puoi migliorare il rendimento della mia scuola.
Ti imboschi, non partecipi agli scrutini, sei sempre in malattia complice qualche medico consenziente?
oppure insegni italiano ma non lo sai nemmeno parlare?
Sei fuori. il tuo posto lo offro a chi vale e lavora con passione.

Non mi si venga a raccontare che dare ai presidi il potere di assunzione (o licenziamento) vuol dire aprire la porta al clientelarismo: tutte le aziende private funzionano così e quelle che hanno introdotto i bandi di concorso per le assunzioni li hanno poi abbandonati perchè legano le mani recando danno all'intera azienda.

Stabiliamo il numero massimo di studenti per classe (io credo 20 sia il massimo che un docente possa gestire). Averne di più significa lavorare male.

Poi servono tanti investimenti per le infrastrutture: servono più spazi, banchi nuovi, lavagne, cancelleria, automazione a tutti i livelli, libri.
Chissà com'è nelle scuole manca sempre tutto...

E poi, per favore, lasciamo il mondo del lavoro fuori dalla scuola almeno finchè sarà in mano all'attuale classe dirigente che ci vuole ignoranti perchè "non siamo pagati per pensare ma per lavorare".

Non parlo dei programmi, della durata, degli esami, etc?
per forza, l'ho già detto e lo ribadisco: una scuola che funziona, funziona sia che i licei siano 4 sia che siano 8. Sia con i debiti che con gli esami a settembre.
Con e senza (meglio senza, però) POF, UA, INVALSI, IFP e tutte le altre sigle idiote che si sono inventati per far finta di aver cambiato le cose.

Utopia? nel breve certamente e siccome nel medio sarò morto sto seriamente prendendo in considerazione il suggerimento di Pinco di mandare tutti a ranare ed espatriare pure io alla ricerca di un luogo in cui le generazioni future vengano considerate oggetto di investimento e non fonte di guadagno.
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johndoe
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MessaggioInviato: 28 Mar 2005 23:58    Oggetto: Rispondi citando

pincopallino ha scritto:

Vivendo all'estero e girando il mondo ti rendi conti di quanto in basso abbiano fatto precipitare quella che un tempo fu "la culla della civiltà".


appunto all'estero ci son già stato qualche volta; ora, per esempio, alla mia tesi sta contribuendo un giovane docente tedesco (che in realtà manco è un correlatore, è solo una persona gentile!), che mi sono procurato io, che mi ha dedicato tantissimo tempo e mi ha spalancato tante porte: risultato torno a casa e la mia relatrice stenta a capire quello che le dico, figuriamoci se si sogna di venire a bere una birra con me. E mi assale una specie di rabbia melanconica...

la "culla dell'umanità"... si... questo è il problema, è questo che ci frega, continuiamo a bearci di questi miti... Il 90% del patrimonio artistico del mondo: e allora? E' un motivo sufficiente per sederci in contemplazione, non abbiamo più nessuna spinta? dove son finiti i santi, i poeti e i navigatori? è possibile che per trovare una scena artistica interessante uno debba andare nella ex DDR, o nelle fogne di DETROIT, a Manchester? Che è successo? Davvero ci interessa sapere che è morto il padre di Albano? davvero dobbiamo difendere il made in italy? Davvero Flavia Vento si candida? Davvero devo scegliere tra bossi e bertinotti? Davvero per andare da Bologna a Venezia ci vogliono 2 ore con qualunque tipo di treno eurostar compreso? Davvero c'è di nuovo lo sciopero?

... scusate
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rebelia
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MessaggioInviato: 29 Mar 2005 07:57    Oggetto: Rispondi citando

johndoe ha scritto:

la "culla dell'umanità"... si... questo è il problema, è questo che ci frega, continuiamo a bearci di questi miti... Il 90% del patrimonio artistico del mondo: e allora? E' un motivo sufficiente per sederci in contemplazione, non abbiamo più nessuna spinta?

te l'appoggio in pieno, ha sempre dato molto fastidio anche a me il nostro scusarci per troppe cose dicendo "siamo italiani", come se questo giustificasse di tutto e di piu'
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quindiciottobre
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MessaggioInviato: 29 Mar 2005 10:16    Oggetto: A Pinco Rispondi citando

Citazione:
Semplice: espatriare! Alla prima occasione.


Non mi sembra che emigrare sia il modo migliore di aiutare l'Italia...









(...o forse sì?) Wink
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rebelia
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MessaggioInviato: 29 Mar 2005 10:21    Oggetto: Re: A Pinco Rispondi

quindiciottobre ha scritto:
Citazione:
Semplice: espatriare! Alla prima occasione.


Non mi sembra che emigrare sia il modo migliore di aiutare l'Italia...



(...o forse sì?) Wink


devi sapere che pinco dice peste e corna dell'italia e degli italiani, ma alla fine non riesce a staccarsi da noi Wink
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