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Perché gli uomini tradiscono? E le donne no? Sicuri?
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Autore Messaggio
kevin
Moderatore Caffè dell'Olimpo
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Residenza: Qui se guardi da lì

MessaggioInviato: 18 Mar 2010 09:55    Oggetto: Rispondi citando

zeussino ha scritto:
Come? Kevin, non ti è arrivato il peluche (gigante) per i tuoi diecimila?

Ecco, lo sapevo che dovevo parlare direttamente con te, io non volevo disturbarti ma ... ma ora vado a beccare quel tuo subalterno che mi aveva detto ciò e si è fregato il mio peluche gigante! Evil or Very Mad
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Emmett Brown
Dio maturo
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MessaggioInviato: 18 Mar 2010 10:31    Oggetto: Rispondi citando

Proserpina ha scritto:
...Arrivo da una serata di con sette donne meravogliose.

Abbiamo respirato..danzato e mangiato assieme.
Dopo il corso è seguita pizza con i miei figli. E mi sono mostrata a loro anche come mamma con le sue "difficoltà" e non come "maestra" idealizzata.

Sono serena.
Solitariamente serena.
Nel divano del mio studio a riflettere su senso dell'Amore che alla fine questo 3d ha portato alla luce.

Perchè gli uomini tradiscono? Cos'è per un uomo l'amore?
Quello che descrive Kevin è amore o affetto?
Quelle coppie che stanno insieme senza passione per farsi compagnia si amano o si vogliono bene?...

L'amore è ANCHE SESSUALITA'. Senza di essa secondo me ci sono altri sentimenti ma non è amore.

Amore chiede corpo..chiede carne e sangue. Amore è tenerezza..affetto e libidine. Amore è dialogo..è comunanza di pensieri...è sintonia...
Amore è stima...rispetto...comprensione profonda....
Io credo di intuire cos'è l'amore...

Ma dubito che esista.

Perchè gli uomini tradiscono? Per noia...per desiderio...per il sacro graal...

Il sacro graal che il sesso fa intravedere....che la coppia spegne...che è dentro ogni uomo dalla nascita...

Ho fatto un post demenziale come la mia serata.
Non vogliatemene....
Fiore


Se il tuo post è demenziale, allora io sono demente.

Rido per il lapsus (freudiano?) dell'omissione dopo 'serata di' (...?) e della parola 'meravogliose' che ti è uscita digitando, che interpreto come 'vogliose di meraviglia'. Certo l'hanno trovata.

Chi sta insieme senza passione per farsi compagnia si ama, e se l'amore si potesse misurare direi che si ama di più di chi ama trascinato, o spinto, da una passione.

Quello che descrive Kevin è amore, tutto amore senza dubbio, e mi pare che in questa discussione Kevin esprima e parli d'amore mentre altri omaccioni trattano di possesso Smile

Io credo che l'amore esista, o meglio, più che crederlo lo intuisco e lo deduco. Sono convinto, a differenza di te, che possa anche prescindere non solo dal contatto 'di carne e di sangue' ma persino dal conoscersi personalmente; l'amore è attenzione e anche il nostro scriversi qui tutti è uno scambio d'attenzioni.

Gli uomini, a quanto constato, tradiscono per curiosità, per desiderio di conoscenza e di relazione. Non per possesso nè per desiderio di possesso. Le donne non saprei ma spero più o meno per le stesse pulsioni.

----
Disclaimer:
Le mie proposizioni fin qui scritte sono da intendersi tutte con la premessa "secondo me" e sono state espresse digitando in unica soluzione, in forma colloquiale diretta e senza ricorrere a software di accumulazione di proposizioni in tempi diversi.
Dato che leggo così come scrivo, non posso garantire la completa lettura di post formati mediante sistemi di accumulazione temporale di proposizioni.
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Danielix
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Registrato: 31/10/07 15:30
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Residenza: Hinter dem Horizont.

MessaggioInviato: 18 Mar 2010 15:09    Oggetto: Rispondi citando

Emmett Brown ha scritto:
Chi sta insieme senza passione per farsi compagnia si ama...

Vedi, giusto per i motivi di cui ho ampiamente discusso, riguardo alle "opinioni", non ho alcun interesse a chiederti da dove mai possa trarre origine una simile... eehm, affermazione, visto che anche a un inguaribile ottimista romantico parrebbe ovvio che la gente che menzioni fa parte dei "desperados", i reietti, i poveri cristi abbandonati da tutti, coloro che suscitano tanta pena e compassione, obbligati ad attaccarsi a qualcuno per... "farsi compagnia"...


Aggiungici che ho ormai imparato a conoscerti come uno dei "fondatori" di quella cultura antropocentrica che io tanto combatto, uno dei massimi esponenti e predicatori di questa deleteria dottrina, e capirai quanto poco possa interessarmi approfondire certe tue argomentazioni.
Ed è anche evidente e legittimo che di ciò a te non freghi nulla.


Però... per dovere di chiarezza, e perché io (né altri) non mi senta disattento, vorrei chiederti la cortesia di argomentare solo questo infimo dettaglio:
Emmett Brown ha scritto:
[...] mentre altri omaccioni trattano di possesso Smile

perché... io il topic l'ho riletto tutto, e non ne trovo la benché minuscola traccia, nei post di nessuno, men che meno nei miei, anzi: vedo esattamente l'opposto, sparso a piene mani un po' ovunque, e da parte di tutti.
Non ho trovato nessun "omaccione", né un vago accenno a "possesso"...
Non vorrei che mi fosse sfuggito qualcosa, quindi se fossi così cortese da portare un esempio, per tutti, credo che te ne saremmo tutti grati...







Per quanto riguarda il tuo disclaimer (o meglio: gli inutili intenti del tuo disclaimer a me diretto):
Citazione:
[...] Dato che leggo così come scrivo, non posso garantire la completa lettura di post formati mediante sistemi di accumulazione temporale di proposizioni.

Credo che il problema stia proprio qua: io ho il tempo di rileggere bene e in diversi stati d'animo ciò che scrivo, rifletterci sopra e correggere eventuali boiate.
Tu, scrivendo d'impulso, no. Smile
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spikexx84
Dio minore
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MessaggioInviato: 18 Mar 2010 16:06    Oggetto: Rispondi citando

Danielix ha scritto:
(wow! uno in più! Manca sempre meno al peluche...! Yuppi )


Me ne mancano + di 9500 Weeps Weeps Weeps Weeps Weeps

Danielix ha scritto:
Quando vuoi, se sei "pronto" con te stesso a rinnegare il tuo antropocentrismo e riconoscerti per ciò che sei: solo un complesso sistema nervoso fatto esclusivamente di elettricità e chimica...

Tutti i "fatti" sono provabili scientificamente, amore incluso, tradimento compreso, e le ragioni bio-chimiche che hanno spinto Che Guevara a fare rivoluzioni...


Io non credo che noi siamo fatti esclusiavamente di elettricità e chimica, ma sposo comunque il concetto che hai espresso (non ha importanza in questo contesto che io credo esista anche un anima), il dramma è che quante persone lo sono? Dai, fiera dell'ottimismo sfacciato diciamo il 5%?

Danielix ha scritto:
Dove sbagli, se mi permetti di dirlo, è qui:
Citazione:
a meno di dar per assodato che partiamo dagli stessi presupposti
perché è assodato che partiamo dagli stessi presupposti!
Ma non quelli consci, Spike! Quelli inconsci!
Quelli che stanno alla base del comportamento della nostra razza animale e che sono uguali per tutti!
I presupposti consci di cui tu parli, sono le imposture inconsce di cui ho accennato nel lungo post precedente: noi tendiamo a dare una spiegazione personale a fatti che non conosciamo, e ciò che ne risulta è ovviamente! una marea di "presupposti" individuali, soggettivi...
Mentre i "veri" presupposti sono lì, nascosti e ignoti ai più, e uguali per tutti gli appartenenti alla stessa nicchia ambientale... Wink


E qui ci capiamo, il punto è che quando si parla o si comunica con un altro essere umano si parla utilizzando le "imposture inconsce", quindi per fare in modo che la conversazione sia di buon livello bisognerebbe che "imposture inconsce" e "motivazioni reali" collimino al massimo, ma come hai detto anche tu sono in pochi a riuscire (o almeno a tentare) di fare questo

Danielix ha scritto:
Ma non è la sede adatta... Wink


Purtroppo hai perfettamente ragione, per fortuna la nostra Proserpina è molto generosa e sopporta i nostri clamorosi OT Fiori Fiori

Danielix ha scritto:
Phew meno male che hai inserito quella parentesi sul fraintendimento (e questo ti fa solo onore)...
Si, è fraintendimento. Le coppie di cui parli si amano, non c'è dubbio.

Il punto è che sei più tu a tenerci a fare questa distinzione tra amore con la a minuscola e Amore con la A maiuscola, non io.
Queste sono sottigliezze inutili, Spike, o almeno: servono agli adolescenti per conoscere meglio il mondo che li circonda, e tu non sei più adolescente.

Non è questione di a minuscola o maiuscola: c'è quello che viene spacciato per amore, e non lo è (e solo uno dei primi sintomi è il tradimento, ma solo uno), e c'è l'amore.
Che poi, come in tutte le cose (specialmente nei sentimenti ed emozioni), ci siano diverse "gradazioni" di intensità è più che ovvio, e se si ha la fortuna di incappare nella storia dove l'intensità è elevatissima, o al massimo, ci si può considerare semplicemente molto fortunati: la "botta di culo" di cui ti ho già detto, tutto qua.

Semmai è solo difficile far comprendere "il perché" in tal caso ci si debba ritenere "fortunati", in "cosa" consista questa fortuna.
Quella è impresa ardua, giacché impone di cercare di far comprendere cose inimmaginabili, come uno stato di gioia perenne (che non si brucia in due mesi, ma diventa parte integrante della tua vita); un "riempimento" che ti libera dall'imposizione (umana, ma non solo) di cercare affannosamente qualcosa che ti gratifichi, anche solo materialmente; una sensazione di "completezza" definitiva che ti libera quasi da qualsiasi altro bisogno, eccetto quelli fondamentali; un'acquisizione di assoluta libertà nell'interazione con i tuoi simili perché non dipendi più dalla gratifica o frustrazione che possono darti, che significa per esempio che puoi anche non avere più amici e non te ne frega nulla perché senti intensamente di avere già tutto quello che ti serve, oppure che divieni illimitatamente libero e scevro dai giudizi altrui di cui non ti frega più nulla perché una sola persona ti fa sentire talmente importante da colmare del tutto questo nostro legittimo bisogno di gratifica, che non devi fare più "bella figura" con nessuno perché la cosa cessa per te di essere importante; lo spontaneo stop all'affannosa, umana ricerca di uno "scopo", perché l'altro/altra diventa il tuo scopo principale; la conquista di un appagamento sessuale fisso, continuo, sicuro e sempre diverso e gioioso che ti libera dalla schiavitù dello sbavamento ogni volta che una gnocca ti passa accanto...

Comprenderai che non è impresa facile far "percepire" il perché è da ritenersi una fortuna immensa, specialmente in considerazione dei luoghi comuni: matrimonio = catena (nel quale io ero il primo a cadere, bada bene); [per gli uomini:] donna = rottura di cazzo e carta di credito alla mano, [per le donne:] uomo = telecomando, calcio, asse da stiro e discorsi e interessi ebeti; più qualche altro (che tira in ballo anche la "scocciatura" di non poter scopare più con altri)...
Dal momento che è esattamente l'opposto (ma occorre incapparci per crederci, le parole non servono), e cioè: incontro con l'amore = libertà quasi assoluta, e soprattutto "vera", capirai la difficoltà.
In genere si preferisce un azzardatissimo paragone con il nirvana buddista, per sintetizzare (dico "in genere" perché non è vero che ho conosciuto solo due coppie in questo stadio, ma ben più, e ipotizzi bene tu il perché: con la mia vita di vagabondo ho avuto modo di incontrare e interagire con migliaia di persone).

Tutto ciò non toglie che per le coppie che tu hai così lucidamente e acriticamente descritto, in maniera molto più "adulta" di tanti "grandi" che a volte si dilettano a digitare senza "pensare sul serio" come fai tu (e che ti fa guadagnare l'onore delle mie altrimenti rade e acide repliche - cosa che posso permettermi in quanto uomo davvero libero e ormai scevro da bisogni narcisistici) si possa parlare di amore.
In differenti gradazioni d'intensità, l'avrai capito.

Posso semplificare il concetto (a tuo esclusivo beneficio, sia chiaro, anche se resterà pubblico) con un esempio banale ma efficace, impiegando l'odio come sentimento di riferimento: si può odiare una persona al punto di desiderare di vederla morire lentamente tra atroci sofferenze; si può odiarla al punto di desiderare la sua morte; si può odiarla al punto di volerle far del male; al punto di desiderare di rigarle l'auto; al punto di vederla punita, magari con una multa; al punto di sperare che prenda una storta alla caviglia; al punto di sognare che prenda un rimprovero dal capufficio...
Poi, si può "dire" di odiare qualcuno... senza eppure essere capaci di desiderare nulla di male per esso: che odio è? Anzi: dov'è l'odio? Solo parole...
Bada che l'ultimo è in buona fede, "crede" di odiare, ma in realtà non vi è un briciolo di odio nel suo sentire, magari forse una leggera antipatia...
Compré? Wink Tu si, lo so... Wink

Vi è una "soglia" al di sotto della quale non è più possibile parlare d'odio. E lo stesso vale per il suo contrario, l'amore.
Come si misura questa soglia? Con... l'autocritica serena e l'autoanalisi sincera e spietata, amico mio... Non ci sono tabelle, spiacente di deluderti... Wink
Un essere umano che dice a sé stesso di amare il proprio partner (non importa cosa dica agli altri: agli altri è legittimo mentire, a volte d'uopo. A sé stessi no, mai, in nessuna circostanza), e poi si va a trombare l'amante, sta spudoratamente mentendo prima di tutto a sé stesso: ama 'sto cazzo.

E non ha nulla a che vedere con il tuo malinteso "amore con la a maiuscola, amore con la a minuscola": non ama, punto.


Bene, direi che son daccordo su tutto anche se te lo devo chiedere "sta spudoratamente mentendo prima di tutto a sé stesso: ama 'sto cazzo." Lo spettacolare doppio senso è voluto o casuale, mi ha fatto morire sta frase ROTFL



Danielix ha scritto:
spikexx ha scritto:
Io sono dell'idea che un bel fuocherello è meglio delle braci, ma se non hai legna da mettere in continuazione anche le braci (che sono la base del fuoco) fanno più che egregiamente il loro lavoro.

Molto bello ciò che hai detto, e forse hai finalmente capito che mi trovi d'accordo.
Se è tua... complimenti sinceri...
Se non lo è... grazie comunque di averlo detto/scritto in questo topic... Wink


Mia la frase, anche se come sempre quando si parla di cose di una certa profondità parte del merito va anche alla persona che mi sta tenendo per mano e mi accompagna nel cammino che sto facendo (ero quasi riuscito a strapparle la prommessa di imparare a usare il pc e iscriversi all'olimpo, ma è di una generazione parecchio restia al computer, fa niente continuerò a lavorarmela ai fianchi e la farò cedere prima o poi Twisted Evil)


__________________________


Danielix ha scritto:
Avrei preferito mille volte dirti tutto questo in privato, faccia a faccia possibilmente, ma... siamo qui perché abbiamo deciso di "giocare" a un grande gioco: fare i creatori di onde per i surfisti, non limitarsi a surfare... Wink


spike ha scritto:
Danielix ha scritto:
"spargere semini" e pazienza se il vento li spazzerà tutti via e ne resterà uno solo a germogliare

Questa è una gran bella frase e non solo una frase fatta...

E' unicamente per questo che nonostante tutto sono qui a... "perdere tempo"... Wink


(ma guadagno post, e quindi il peluche... Razz )


Uffa anchio voglio il peluche Sad , comunque il faccia a faccia lo preferisco sempre e comunque anchio, ma tantè, ci accontenteremo.....

Wink
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MessaggioInviato: 18 Mar 2010 17:33    Oggetto: Rispondi citando

zeussino ha scritto:
Come? Kevin, non ti è arrivato il peluche (gigante) per i tuoi diecimila?

Shocked Shocked Shocked Oh, madonna! Era per Kevin? Ma è arrivato a me!
E io che non capivo, perché ne avevo già ricevuto uno ed era tutto depilato e aveva due tette così e non era un peluche transessuale..
No, anzi, era proprio femmina e umana...
Ed era vera!
E pure simpatica!

...Ma quel peluche peloso che sembrava l'incrocio fra Lucio dalla e un orsacchiotto da luna park io l'ho bruciato al posto del pellett nella stufa della strega di Hänsel e Gretel ... Embarassed
...Che si fa ora? Mando a kevin le ceneri?
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Emmett Brown
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MessaggioInviato: 18 Mar 2010 17:54    Oggetto: Rispondi citando

Non c'è problema Dan! Io scrivo le mie affermazioni d'impulso, raccontando il mio pensiero a seguito di quello che vedo nella mia vita quotidiana e senza troppo tempo da dedicare a questo. Il mio stato d'animo è questo qui, di adesso mentre vi scrivo. Non voglio tediare nessuno con pipponi didattici lungamente meditati e corretti.

Dato che sono umano, ho un punto di vista umano e non me ne invento altri; ma se questa per te, caro Dan, è una dottrina deleteria e io ne sarei uno dei massimi predicatori, con la conseguenza che tu sprezzi le mie argomentazioni e te ne disinteressi, chiedo scusa a te a ai lettori.

Evidentemente su questo non possiamo compenderci; tu dici che in mancanza di passione se si sta insieme si è dei reietti, dei poveri cristi, abbandonati da tutti che suscitano pena e compassione e sono obbligati a stare attaccati a qualcuno per 'farsi compagnia'.

Io non pretendo d'insegnare a nessuno cosa sia l'amore, quantomeno dovrei prima esserne certo io; solo racconto ciò che vedo e vedo che moltissimi stanno insieme chiamando passione la dipendenza (nei casi più fortunati dipendenza reciproca ma di solito, ahimè, dipendenza unilaterale).

Io preferisco essere emotivamente indipendente e stare in compagnia (di chiunque e in qualsiasi caso) senza dipenderne, o senza che qualcuno dipenda da me per passioni o altro. Con mia moglie, se a qualcuno interessa, abbiamo un legame molto più profondo di quanto noi stessi percepiamo; ma ci viene spontaneo, com'è sempre stato, non renderci dipendenti l'uno dell'altro.

Il 'possesso' che ho sentito nelle vostre argomentazioni non l'ho letto letteralmente, l'ho percepito come sottinteso ma naturalmente, come ognuno di voi, posso sbagliare e sbaglio a capire. Meglio così. E vi ho chiamato affettuosamente 'omaccioni' perchè a volte, parlando di sentimenti e relazioni, mi sento così femminile... ma poi ritorno in me, mi piace troppo la topa.
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JeanGrey
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MessaggioInviato: 18 Mar 2010 20:49    Oggetto: Rispondi citando

Leggendo i commenti di Danielix mi viene in mente il mito dell'androgino raccontato nel Simposio di Platone.
All'inizio ciascun Uomo costituiva un intero, era perfetto, bastava a sé stesso ed era felice. Aveva quattro gambe, quattro braccia e due volti.
Un giorno, Zeus, (non zeussino eh?! Mr. Green ) geloso della loro perfezione, li divise tutti a metà e li disperse ovunque sulla Terra, così furono creati gli uomini e le donne. Da allora l'Uomo iniziò a cercare disperatamente l'altra metà di se perché senza di questa egli si sente incompleto, infelice.
Da ciò che scrive Danielix, pare che ora abbia trovato quella metà, mentre prima ne era alla ricerca e quindi tradiva. Whistle
Per dirla con un film...Al di là dei sogni Wink

Non so perchè il genere umano tradisca e non m'interessa, ma credo che i motivi siano tanti, come tante sono le sfumature che diamo al concetto di amore.

Secondo me l'amore di coppia e un sentimento condito dall'egoismo, anche se è definito il più generoso dei sentimenti.
Perchè se in un particolare momento della nostra vita, in cui ci sentiamo frustrati incontriamo una persona che con il suo comportamento simboleggia il nostro "Stargate" ce ne innamoriamo?? Non stiamo forse pensando al nostro bene? Prima di amare gli altri non dobbiamo amare noi stessi?

Certo è molto difficile fare un discorso generalizzato su un sentimento così ampio e variegato sia nel tempo che nei soggetti che lo vivono.
Ma quello di cui sono certa è che l'amore di una madre per il figlio è un bene che va al di là dell'egoismo di cui parlo nel rapporto di coppia, ed è il più puro e incondizionato tra tutte le forme di amore. Squeeze

Ma non è forse questo tipo d'amore che le coppie tentano d'imitare per comprendersi e non lasciarsi? Very Happy
Il desiderio e la passione sono sentimenti eccitanti, ma mentre bruciano consumano una parte di noi stessi. Old
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MessaggioInviato: 19 Mar 2010 10:08    Oggetto: Rispondi citando

Addirittura il simposio... Forte!
Sì, in linea di massima hai detto cose giuste, il Gene è egoista (secondo Dawkins)

qualcuno su Wikipedia ha scritto:
Dawkins è noto al grande pubblico in particolare per la sua opera di divulgazione della sua visione dell'evoluzione basata sulla nozione dell'"egoismo del gene", esposta nella sua opera più nota, Il gene egoista. La visione di Dawkins mantiene un impianto complessivo evoluzionista ma identifica nel gene, anziché nell'organismo individuale, il soggetto principale della selezione naturale che conduce il processo evolutivo. Dawkins, infatti, afferma che: "L'unità fondamentale della selezione, e quindi dell'egoismo, non è né la specie né il gruppo e neppure, in senso stretto, l'individuo, ma il gene, l'unità dell'ereditarietà." (Da Il gene egoista cap. 1 "Perché esiste la gente?" pg. 13-14, ed. Mondadori - Oscar Saggi)

Aggiunge inoltre: "Hanno sbagliato tutto [si riferisce a studiosi a lui precedenti](...) Sono partiti dal presupposto che la cosa più importante dell'evoluzione fosse il bene della specie (o del gruppo) invece che il bene dell'individuo (o del gene)." (Da Il gene egoista cap.1 "Perché esiste la gente?" pg. 4)

L'argomentazione principale di Dawkins non riguarda comunque la confutazione della selezione di gruppo, già rifiutata dalla maggior parte dei biologi al momento della pubblicazione del libro, quanto piuttosto l'introdurre una nuova visuale nella comprensione dell'evoluzione, il punto di vista del gene egoista, invece che dell'individuo egoista.

Dawkins sottolinea comunque che questa interpretazione non deve intendersi come un mutamento radicale rispetto al darwinismo classico (che guarda all'individuo come unità di selezione della selezione naturale), ma piuttosto come uno strumento intellettuale che facilita la comprensione e la visualizzazione dei processi evolutivi.

Dawkins precisa che con il termine egoismo non intende affermare che i geni abbiano una volontà propria, ma solo che l'effetto dei geni negli individui che li ospitano è quello di determinare delle strutture fisiche o dei comportamenti che aumentano o diminuiscono la probabilità che il gene si replichi e che aumenti la sua frequenza nella popolazione genetica.

Ma dire cose giuste è assai difficile perché tutte finiscono per essere confutabili e allora, affidarci al nostro personale buonsenso/senso comune acquisito nella nostra enclave culturale è una via obbligata.

Abbiamo detto tutto e il contrario di tutto, fin qui, ma l'unica cosa sbagliata, a mio avviso, è stato l'uso improprio del termine "tradire" e con questo non vorrei introdurvi nell'analisi de "Le tre versioni di Giuda" del sempre citato Borges (e mi scuso di questo continuo citare ma è l'argomento a richiamare l'idea e non il contrario) perché questo ci porterebbe più su un terreno ontologico che eziologico, ingenerando altra confusione in chi legge.
Purtroppo, la questione rimarrà irrisolta, il tradimento è un artificio dialettico, semantico, morale, etico e financo politico. Ma resta un artificio.
E noi esitiamo grazie a una innumerabile serie ripetuta ed innocente quantità di accoppiamenti fuori "regola".
Come posso condannare i miei antenati e le mie antenate per aver "tradito" il "legittimo"/"la legittima" partner se da questi tradimenti sono nati esseri umani che un po' alla volta hanno generato altri esseri umani in una catena incontrollata e casuale che però a portato alla nascita delle persone che amo e di cui mi onoro di essere amico? Come sarebbe la mia vita senza di questi meravigliosi frutti di infiniti tradimenti?
Come sarebbe questo forum se voi non foste nati a causa di un mancato tradimento di oscuri e in conosciuti antenati?

Quello che voi chiamate tradimento è in realtà un dono che la natura ci ha fatto. Perché è questo che ci ha generati tutti quanti e ci ha fornito il biglietto d'ingresso in questo lungo luna park che è la nostra vita.

Cari amici, se talvolta ci sentiamo fuori registro, angosciati o inquieti e non sappiamo decifrare il mondo e noi stessi è forse perché siamo nostro malgrado i soggetti di un inganno, di un'illusione percettiva.
Non sappiamo, non ci rendiamo conto di una tanto sconvolgente illusione variabile da apparire impossibile se non assurda.
Non siamo mai usciti dal Giardino dell'Eden.
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MessaggioInviato: 19 Mar 2010 15:09    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:

Purtroppo, la questione rimarrà irrisolta, il tradimento è un artificio dialettico, semantico, morale, etico e financo politico. Ma resta un artificio.
E noi esitiamo grazie a una innumerabile serie ripetuta ed innocente quantità di accoppiamenti fuori "regola".
Come posso condannare i miei antenati e le mie antenate [...]

Quello che voi chiamate tradimento è in realtà un dono che la natura ci ha fatto. Perché è questo che ci ha generati tutti quanti e ci ha fornito il biglietto d'ingresso in questo lungo luna park che è la nostra vita.

non è una risposta un po' troppo filosofica?
Cioè interessante ma poco attaccata al quotidiano?
Una regola ci deve essere no? Fosse anche l'assenza di regole.
Purchè in qualche modo fissata, decisa di comune accordo, condivisa, pure mediata magari

Ho idea che si sia tirato fuori un sacco di parole, riflessioni, idee e concetti magari comunque molto interessanti e degni di essere discussi ma che vanno a formare una sovrastruttura.

Più semplicemente mi viene da dire...se di una coppia, due persone si parla, ciò che va loro bene reciprocamente va bene e stop.
Il "tradimento" in quanto tale sorge -a prescindere- quando uno dei due non è soddisfatto delle scelte operate dall'altro in maniera "non trasparente" (mi pare che questo nessuno lo abbia evidenziato)

E non caratterizzo la coppia (etero, lesmo, omo) ne il gruppo (se si amano in tre o trenta o fan gli scambisti) ne lo status (fidanzati, sposati, occasionali) ne le "regole" pattuite (quale che esse siano)

No?



Poi -passando però alla convenzioni sociali- ci sarà un atteggiamento ragionevole o irragionevole, una gelosia ritenuta (dai più) immotivata e esagerata e via dicendo.
Ma che appunto sono già considerazioni più prettamente dettate dalle convenzioni e meno dalle dirette esigenze dei due diretti interessati.
E forse così anche io passerei al filosofico andando fuori tema.
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MessaggioInviato: 19 Mar 2010 15:21    Oggetto: Rispondi citando

Proserpina ha scritto:
Dan...madò...che rispostone...
Momentaccio si...da qualche annetto.

Il cinismo non è nato con me...ma è cresciuto con le esperienze d'"amore".

Quello che chiamiamo amore spesso non lo è.

si può anche accettare che vi siano più definizioni di amore...più punti di vista..
quello che conta è che sia uguale (o sufficientemente uguale) per i diretti interessati


Proserpina ha scritto:

L'amore è ANCHE SESSUALITA'. Senza di essa secondo me ci sono altri sentimenti ma non è amore.

condivido....
quanto meno è un amore diverso se vogliamo sempre usare la medesima parola (ci sono amori, voler bene diversi per quanto infinitamente profondi, viscerali...)


Proserpina ha scritto:

Perchè gli uomini tradiscono? Per noia...per desiderio...per il sacro grall...

per convenienza, comodità, consuetudine, voglia..ecc.ecc.
In fondo non lo ritengo così importante.
Nel senso che è una scelta fatta volontariamente, con coscienza di se e dell'atto. E tanto basta.
Si sceglie. Tenendo conto anche di ogni possibile variabile, debolezza umana, limite, costrizione della vita. Ma si sceglie.
Credo che le cose siano sempre molto più semplici, elementari di quanto spesso le si fa.


Proserpina ha scritto:

Ho fatto un post demenziale come la mia serata.

Non vogliatemene....
Fiore

tutt'altro direi...
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MessaggioInviato: 19 Mar 2010 16:43    Oggetto: Rispondi citando

ioSOLOio ha scritto:
Silent Runner ha scritto:

Purtroppo, la questione rimarrà irrisolta, il tradimento è un artificio dialettico, semantico, morale, etico e financo politico. Ma resta un artificio.
E noi esitiamo grazie a una innumerabile serie ripetuta ed innocente quantità di accoppiamenti fuori "regola".
Come posso condannare i miei antenati e le mie antenate [...]

Quello che voi chiamate tradimento è in realtà un dono che la natura ci ha fatto. Perché è questo che ci ha generati tutti quanti e ci ha fornito il biglietto d'ingresso in questo lungo luna park che è la nostra vita.

non è una risposta un po' troppo filosofica?
Cioè interessante ma poco attaccata al quotidiano?

Questo è un preconcetto da sfatare, il sospetto "popolare" nei confronti della filosofia è un preconcetto che si fonda su presupposti e sovrastrutture del pensiero del tutto erronee.
Il fatto stesso di affermare che la Filosofia sia poco attaccata al quotidiano dimostra la "non conoscenza" della filosofia, salvo ovviamente gli studi classici magari subiti alle superiori.
In realtà la Filosofia non è una religione dogmatica o una scienza astratta come la matematica che poi astratta non lo è per niente viste le sue applicazioni nella vita di tutti i giorni, anche se a nostra insaputa. La filosofia è una forma superiore di analisi del pensiero e delle regole del pensiero, è un approccio metodologico (e anche ideologico) ma non fideistico, di quanto andiamo ad incontrare quando ci poniamo davanti a problemi di ordine eziologico e ontologico.
So che queste parole fanno paura o suscitano fastidio perché uno deve andarsele a cercare ma con lo strumento che abbiamo sotto le dita e davanti agli occhi ci vuole un secondo. e aiuta a pensare meglio e di più. Se solo lo vogliamo.
Semplificare tutto, caro amico, serve solo a renderci più facile preda degli stereotipi e ad una sempre meno profonda comprensione della complessità del mondo e di noi stessi.
Le mie povere riflessioni non sono frutto di astratti voli pindarici ma da esperienza nel quotidiano, sia personale che raccolta da innumerevoli racconti e osservazioni. Queste perciò non sono considerazioni filosofiche ma la restituzione dell'esperienza che mi è stata rivelata da altri, è pura e semplice riflessione sui fatti.


ioSOLOio ha scritto:
Una regola ci deve essere no? Fosse anche l'assenza di regole.
Purchè in qualche modo fissata, decisa di comune accordo, condivisa, pure mediata magari
Come regola, l'assenza di regole è un paradosso irrisolto, auto-negante. Come vedi, senza saperlo, sei entrato in un contesto filosofico.

ioSOLOio ha scritto:
Ho idea che si sia tirato fuori un sacco di parole, riflessioni, idee e concetti magari comunque molto interessanti e degni di essere discussi ma che vanno a formare una sovrastruttura.
Ed ecco un altro esempio di estrapolazione filosofica. Hai fatto una osservazione sulla struttura del pensiero, sulle modalità e sui suoi effetti.

ioSOLOio ha scritto:
Più semplicemente mi viene da dire...se di una coppia, due persone si parla, ciò che va loro bene reciprocamente va bene e stop.
Il "tradimento" in quanto tale sorge -a prescindere- quando uno dei due non è soddisfatto delle scelte operate dall'altro in maniera "non trasparente" (mi pare che questo nessuno lo abbia evidenziato)
Eccoti qui a estrarre complessità da quello che volevi rendere semplice.
Ma tu, facendo così, hai solo tracciato i titoli dell'argomento. E sai bene che per quanto importante, il titolo è solo il sintomo del libro, ne descrive l'argomento ma non lo spiega. Non so se nessuno a evidenziato la cosa perché dovrei ripassarmi tutto il 3D ma so che questo è stato implicitamente citato più volte. Ma è comunque un argomento che rientra nella categoria delle motivazioni, non delle meccaniche del fatto.
Dietro ogni rottura del patto di fedeltà c'è una scelta, il bisogno e l'insoddisfazione non basta. E tu sai che l'osservazione della scelta non giustifica ma si limita a spiegare il fatto. Se un partner scopre che l'altro ha compiuto un atto che egli non apprezza non è che il "tradimento" si formi intorno all'atto ma intorno al sentimento che ne deriva. E' il sentimento derivante dalla scoperta dell'atto che poi genera il termine, non l'atto in sé.

ioSOLOio ha scritto:

E non caratterizzo la coppia (etero, lesmo, omo) ne il gruppo (se si amano in tre o trenta o fan gli scambisti) ne lo status (fidanzati, sposati, occasionali) ne le "regole" pattuite (quale che esse siano)

No?
Beh, questa è una scelta, quella di non separare le tipologie, e va benissimo, visto che l'argomento era il "tradimento" sentimentale/sessuale. Sulle regole pattuite si può però stabilire prima quali siano per verificare se c'è o meno stata una rottura del patto. E queste sono solitamente universali salvo eccezioni e accordi pre-coppia o post-coppia, taciti o meno.

ioSOLOio ha scritto:
Poi -passando però alla convenzioni sociali- ci sarà un atteggiamento ragionevole o irragionevole, una gelosia ritenuta (dai più) immotivata e esagerata e via dicendo.
Le convenzioni sociali ci sono SEMPRE. non si può passare ad esse "dopo". Il tradimento esiste solo perché c'è una convenzione. Il cigno, animale monogamo per eccellenza, non tradisce la partner abituale solo perché si accoppia con altra femmina e lo stesso vale per la femmina. Lì non esiste un patto consapevole ma solo un comportamento acquisito e rinforzato da processi evolutivi che solo in apparenza producono coppie monogame. Il vantaggio derivante dal rimescolamento genetico pone la specie al riparo dall'insorgenza di fragilità nel corredo del DNA, stabilizza i tratti e rafforza le strategie di specie.
Siamo abituati a guardare il mondo attraverso lenti etiche giudaico-cristiane: questo ci fa vedere le cose non come sono ma come chi hanno insegnato a vederle. L'etica non ha bisogno di dogmi, le regole dell'etica sono il prodotto adattivo dell'etica non della sua manipolazione ideologica o di comodo. Basta guardare che cosa ha fatto il nazifascismo delle teorie darwiniane. Si sono inventati una bufala assurda, sulla superiorità della razza ariana. E con questa hanno fatto milioni di morti.

ioSOLOio ha scritto:
Ma che appunto sono già considerazioni più prettamente dettate dalle convenzioni e meno dalle dirette esigenze dei due diretti interessati.
E forse così anche io passerei al filosofico andando fuori tema.
Le esigenze dei due diretti interessati quali sarebbero? E se sono, perché si ripetono così spesso con modalità identiche? C'è forse qualcosa nel bagaglio genetico della nostra specie che si autoprotegge così dagli errori indotti dall'endogamia?
Passare la filosofico? Impossibile se già ci sei dentro. E perché andare fuori tema su un tema che se lo si vuole analizzare comporta riflessioni proprie del pensiero filosofico-scientifico?
Benvenuto ioSOLOio, fra Kant e Russel, fra Platone e Voltaire. E magari anche tuSOLOtu.
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MessaggioInviato: 19 Mar 2010 20:12    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
ioSOLOio ha scritto:

non è una risposta un po' troppo filosofica?
Cioè interessante ma poco attaccata al quotidiano?

Questo è un preconcetto da sfatare, il sospetto "popolare" nei confronti della filosofia è un preconcetto che [..]

non mi sono spiegato bene, forse.
Voglio dire che pur capendo quanto intendi dire, quanto quel preciso pensiero è applicabile nel normale quotidiano?
Se la compagna/compagno tradiscono immagino che il primo pensiero non sarà "grazie a questo tradimento ci sarà un variegato futuro"...
Se la compagna/compagno tradiscono ci si sentirà male
Altrimenti non sarà tradimento, proprio per le tue considerazioni finali che più sotto riporto (*)
non ti sto dileggiando beninteso..questo intendevo con "filosofico"


Silent Runner ha scritto:

Semplificare tutto, caro amico, serve solo a renderci più facile preda degli stereotipi e ad una sempre meno profonda comprensione della complessità del mondo e di noi stessi.

spesso vero, ma per esperieza ho anche visto che spesso si complica inutilmente una cosa semplice...
a volte capitano cose che sono bianche o nere


Silent Runner ha scritto:

Dietro ogni rottura del patto di fedeltà c'è una scelta, il bisogno e l'insoddisfazione non basta. E tu sai che l'osservazione della scelta non giustifica ma si limita a spiegare il fatto.

ma infatti.
Ecco forse in questa tua frase c'è il fraintendimento
Io onestamente non mi pongo il problema di spiegare il tradimento, di trovarne le radici delle motivazioni nell'essere umano.
Semplicemente perchè appunto è una "scelta". Le motivazioni per cui si arriva a quella scelta possono essere molteplici, più o meno giustificabili, accettabili, perdonabili, umanamente comprensibili ma la scelta è un atto consapevole.
Consapevole del proprio agire e delle conseguenze.
Semplicemente a questo miravo.


(*)
Silent Runner ha scritto:

Se un partner scopre che l'altro ha compiuto un atto che egli non apprezza non è che il "tradimento" si formi intorno all'atto ma intorno al sentimento che ne deriva. E' il sentimento derivante dalla scoperta dell'atto che poi genera il termine, non l'atto in sé.

Ovviamente.
Ecco perchè ho detto che poco importava quale fosse la regola, il patto che le persone si erano date.



Silent Runner ha scritto:

Sulle regole pattuite si può però stabilire prima quali siano per verificare se c'è o meno stata una rottura del patto.

esatto...la non-rottura implica un non-tradimento per la definizione medesima
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MessaggioInviato: 19 Mar 2010 21:57    Oggetto: Rispondi citando

JeanGrey ha scritto:
Leggendo i commenti di Danielix mi viene in mente il mito dell'androgino raccontato nel Simposio di Platone.

Bravo, amico mio, ma l'avevo già proprio menzionato:
Danielix ha scritto:
[...] [quello] che noi umani banalizziamo con il termine "amore vero". Quello sconosciuto ai più, per intenderci, anche alle coppie apparentemente felici.
Quello che - con buona pace di Goethe - sfida con disinvoltura la proprietà chimica delle affinità elettive [...] e sorretto nella sfida semmai dal poetico mito dell'ermafrodita di quello sciocchino di Platone, con la sua superlativa metafora della mezza mela. [...]

E... le conclusioni?
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MessaggioInviato: 20 Mar 2010 11:04    Oggetto: Rispondi citando

ioSOLOio ha scritto:

non mi sono spiegato bene, forse.

No, credo invece di sì, è solo che le tue riflessioni mi hanno spinto ad aggiungere altre riflessioni partendo da considerazioni di merito sulle tue. La lieve divergenza di opinioni in questa discussione non inficia, dal mio punto di vista, il tuo pensiero: il fatto che io vi abbia colto punti deboli (una possibile "semplificazione" del tema) non è una critica ma una osservazione di merito su un tema comunque controverso per il quale io non ho verità in tasca. Considera che stiamo trattando un argomento estremamente complesso che implica e coinvolge affettività, cultura, tradizioni, valori acquisiti, istinti e ragione.

ioSOLOio ha scritto:
Voglio dire che pur capendo quanto intendi dire, quanto quel preciso pensiero è applicabile nel normale quotidiano?
In linea di massima sì. Se hai un problema di salute va i da un medico e lui ti dirà come curarti. Nessuno di noi ha le conoscenze per decidere come curarsi, tantomeno per operarsi d'appendicite o di una carie. Le conoscenze nostre, quelle che usiamo nel quotidiano, sono spesso insufficienti per gestire eventi complessi e perciò ci affidiamo ad esperti: avvocati, medici, meccanici, tecnici informatici, psicologi, ecc.
Aumentare le nostre conoscenze e consapevolezze su fatti che ci riguardano può aiutarci a comprendere meglio la realtà nostra e altrui.
L'applicazione nel quotidiano di "pensiero" più consapevole ed edotto non può che facilitarci la vita. Sapere che cosa può farci male o bene può tenere lontani gli stereotipi e le superstizioni, ci tiene lontani dai retaggi del passato e ci aiuta a gestire le nostre pulsioni primitive.

Tu stesso, pur avendo un encefalo simile in tutto e per tutto dall'uomo di Cartagine sei sicuramente più avveduto e capace di comprendere il senso delle cose, anche le più astratte, non ricorri a simbologie e superstizioni, non richiudi il tuo pensiero i gabbie ideologiche primitive.
Ma tu non sei nato così, quello che hai appreso lo ha appreso attraverso la trasmissione delle idee e del pensiero che nei millenni si è evoluto, proprio grazie al contributo del pensiero filosofico e scientifico che si è opposto alle fantasiose ricostruzioni della realtà dei primitivi e dei religiosi.
.
ioSOLOio ha scritto:
Se la compagna/compagno tradiscono immagino che il primo pensiero non sarà "grazie a questo tradimento ci sarà un variegato futuro"...
Certo che no! Non è questo il mio pensiero. La mai è una riflessione a margine, esterna al fatto. Certamente, se sarò stato abituato a questo modello di pensiero mi sarà più facile razionalizzare l'evento e ridurre gli effetti negativi che spesso si accompagnano all'apprendere di essere stati oggetto di un abbandono.

ioSOLOio ha scritto:
Se la compagna/compagno tradiscono ci si sentirà male
Indubbiamente! Ma la sofferenza non deve invadere tutto il nostro vissuto, altrimenti si autoalimenta e finisce per prevalere come un virus e di questo ci ammaliamo: avremo un periodo di lutto, una lunga convalescenza, passeremo attraverso la disillusione, la perdita di fiducia in noi stessi e negli altri e così via discorrendo, ci auto-ammaleremo.
A questo nessuno ci ha preparato: nessuno di noi ha mai avuto una educazione sentimentale. Davanti all'amore, davanti al dolore siamo come bambini sperduti.

ioSOLOio ha scritto:
Altrimenti non sarà tradimento, proprio per le tue considerazioni finali che più sotto riporto (*)
non ti sto dileggiando beninteso..questo intendevo con "filosofico"

Ah, ma puoi ben dileggiarmi, ne hai facoltà e diritto. Mica sono sacro! Laughing
Non sono uno che se la prende. E se anche fosse, peggio per me! Wink

ioSOLOio ha scritto:
Silent Runner ha scritto:

Semplificare tutto, caro amico, serve solo a renderci più facile preda degli stereotipi e ad una sempre meno profonda comprensione della complessità del mondo e di noi stessi.

spesso vero, ma per esperienza ho anche visto che spesso si complica inutilmente una cosa semplice...
a volte capitano cose che sono bianche o nere
Ecco, su questo dissento vivacemente. Il bianco e nero è solo nella nostra mente. Il rasoio di Occam* non dovrebbe essere usato contro la ragionevolezza del dubbio.

* il rasoio di Occam consiste in un enunciato che dichiara più o meno quanto segue: "A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire". Tradotto in termini meno formali si potrebbe dire: "Fra più teorie di varia complessità è probabile che la più semplice sia anche la più veritiera."

Perciò, caro ioSoloio, sono addolorato nel doverti contestare questa consolatoria acquisizione dell'esperienza:
Citazione:
spesso vero, ma per esperienza ho anche visto che spesso si complica inutilmente una cosa semplice...
Se qualcosa si complica è solo perché già è complesso di per sé. Ricordo il motto: "non svegliare il can che dorme." Ed è un motto prudenziale. Ma se in una relazione vien ea crearsi un problema è meglio affrontarlo con coraggio o fingere che non ci sia?
Una scappatella giovanile non è solitamente un problema, è solo natura: se in una coppia consolidata uno dei due partner si innamora di un'altra persona è una cosa che non può essere rimossa o sommersa solo per convenienza. Salvo casi veramente eccezionali nei quali il costo-beneficio e talmente sfavorevole da portare ad un vero disastro, è meglio a mio avviso, affrontare il problema. E questo rivelerà che non esiste alcun bianco e nero ma una incredibile quantità di sfumature.

ioSOLOio ha scritto:
Silent Runner ha scritto:

Dietro ogni rottura del patto di fedeltà c'è una scelta, il bisogno e l'insoddisfazione non basta. E tu sai che l'osservazione della scelta non giustifica ma si limita a spiegare il fatto.

ma infatti.
Ecco forse in questa tua frase c'è il fraintendimento
Io onestamente non mi pongo il problema di spiegare il tradimento, di trovarne le radici delle motivazioni nell'essere umano.
Semplicemente perchè appunto è una "scelta". Le motivazioni per cui si arriva a quella scelta possono essere molteplici, più o meno giustificabili, accettabili, perdonabili, umanamente comprensibili ma la scelta è un atto consapevole.
Consapevole del proprio agire e delle conseguenze.
Semplicemente a questo miravo.
Ok, concordo: non sei obbligato a spiegartelo il motivo della tua scelta ma il motivo, i motivi ci sono e operano a tua insaputa limitando la tua libertà di scelta. E' questo che sto cercando di spiegare.


ioSOLOio ha scritto:
(*)
Silent Runner ha scritto:

Se un partner scopre che l'altro ha compiuto un atto che egli non apprezza non è che il "tradimento" si formi intorno all'atto ma intorno al sentimento che ne deriva. E' il sentimento derivante dalla scoperta dell'atto che poi genera il termine, non l'atto in sé.

Ovviamente.
Ecco perchè ho detto che poco importava quale fosse la regola, il patto che le persone si erano date.

Santo cielo non capisco... Puoi spiegarti meglio? Mi sono incartato! Embarassed


ioSOLOio ha scritto:
Silent Runner ha scritto:

Sulle regole pattuite si può però stabilire prima quali siano per verificare se c'è o meno stata una rottura del patto.

esatto...la non-rottura implica un non-tradimento per la definizione medesima
Un momento: se il tradimento è un sentimento e non una mera azione, le differenze si sfumano e si fondono. Non è così netto. Io stesso, quando faccio una affermazione netta, so che questa può essere inadeguata al problema e sensibile di essere modificata al sopraggiungere di nuovi elementi.
Grazie, mi hai fatto scoprire un punto controverso nel mio ragionamento. Wink
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MessaggioInviato: 21 Mar 2010 12:51    Oggetto: Rispondi citando

JeanGrey ha scritto:

Il desiderio e la passione sono sentimenti eccitanti, ma mentre bruciano consumano una parte di noi stessi. Old

Non tutto ciò che brucia si consuma (da un brano di Jovanotti) Wink
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MessaggioInviato: 21 Mar 2010 12:59    Oggetto: Rispondi citando

Essere autentici: questo per me è un valore che supera ogni altro.
Essere autentici soprattutto per se stessi.

Il concetto di tradimento si interseca con quello di autenticità.

Se io scelgo di vivere una dimensione intima con un'altra persona è perchè con quella che ho a fianco qualcosa si è rotto o si è modificato.

Non vedo gli uomini come animali pronti ad inseminare la prima femmina che passa.

Ma attenti a proteggere la prole si.

E in nome di questo scelgono le vie più assurde per ricercare quello che prima ho chiamato sacro graal (dovrei averlo scritto giusto stavolta...).

Non nego lo si faccia anche per puro piacere ma mi rifiuto di pensare che sia tutto li.

Ma ipotizziamo che vogliano ad un certo punto svelarsi e dire chi sono?
Rischierebbero di perdere i figli per un possesso di carattere meramente materiale. Il marito, il maschio, per molte donne, è un pezzo dell'arredamento della casa, è una sicurezza, è un punto saldo al di là del sentimento.

Fare l'amore è una routine, meccanico, scontato, programmato, l'ultima cosa da fare dopo averne fatte altre mille prima.

Viene dopo i figli, dopo il lavoro, dopo i genitori...dopo la casa..la spesa..la parrucchiera...l'amica...

Perchè?
Perchè il maschio stesso ha dimenticato che per una donna fare l'amore ha un prima e un dopo...per avere un senso.

La donna chiede..impolora...CONTINUITA' DI RELAZIONE.

Siamo diversi...questo è un fatto.

Ma il corpo è talmente sacro, delicato e sensibile..che merita tanto ascolto...e cura..e attenzione...il nostro e l'altrui.

E se sentiamo che non c'è più nulla da condividere FISICAMENTE dobbiamo avere il coraggio di DICHIARARLO all'altro.
Anche rischiando di perderlo.

L'ipocrisia serpeggia ovunque...la gelosia come mero senso di proprietà anche.

Posso permettermi la gelosia se c'è passione...altrimenti è una farsa...se non sento più attrazione e preferisco guardare "il grande fretello" che fare l'amore è inutile che mi stracci le vesti quando scopro che mio marito ha un'altra.

Ma io maschio non devo raccontarmi bugie dicendo che anche se tradisco amo la mia compagna: le voglio bene, ma non la amo più.

L'affetto è un'altra cosa..tutta un' altra cosa.

Possiamo anche convivere per amore dei figli ma mantenere relazioni ipocrite a me fa tanta tristezza.


L'ultima modifica di Proserpina il 21 Mar 2010 13:02, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: 21 Mar 2010 13:00    Oggetto: Rispondi citando

kevin ha scritto:
JeanGrey ha scritto:

Il desiderio e la passione sono sentimenti eccitanti, ma mentre bruciano consumano una parte di noi stessi. Old

Non tutto ciò che brucia si consuma (da un brano di Jovanotti) Wink


meglio bruciare che spegnersi lentamente...
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MessaggioInviato: 21 Mar 2010 15:16    Oggetto: Rispondi citando

A me è parso che a bruciare e consumarsi siano le passioni, non le persone.
Spegnersi lentamente? Io preferisco una vita lunga dove le mie passioni si stemperano e terminano come ogni respiro che non continua all'infinito (altrimenti sai che botto? Già qualcuno pensa che io sia un pallone gonfiato. Magari! Il vuoto almeno lo puoi riempire, chi è già pieno di sé non ha spazio per altro che sé). Il giorno in cui smetteremo di inseguire tutte queste cose le troveremo. Sono sempre state lì dentro di noi.
A me piace vedere le mie stagioni declinare, non sopporterei un giorno lungo 24 ore. Ho bisogno anche della notte.
Se una cosa finisce è segno che l'ho vissuta, niente è eterno, nessuna cosa che posso fare lo è, Perché il mio essere dovrebbe sempre restare uguale a quello sognato nella mia adolescenza? Perché i sentimenti non dovrebbero mutare se noi mutiamo?
Il tradimento, tutto il discorso sul tradimento è diventato una trappola gnostica. Cerchiamo di conoscere noi stessi pensando a noi stessi.. ma è un pensare a quel che vorremmo essere non a quello che inevitabilmente siamo e diventiamo ogni giorno, diversi come il corso d'acqua che non è mai lo stesso; non possiamo perciò bagnarci due volte nello stesso fiume.
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MessaggioInviato: 21 Mar 2010 15:32    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:


Se una cosa finisce è segno che l'ho vissuta, niente è eterno, nessuna cosa che posso fare lo è, Perché il mio essere dovrebbe sempre restare uguale a quello sognato nella mia adolescenza? Perché i sentimenti non dovrebbero mutare se noi mutiamo?



tutto è destinato a finire.
La passione la vivo.. ma non ne faccio la mia ragione di vita.
E' un errore in cui sono incorsa ripetutamente.
Brucio...ardo e se sento che sto per spegnermi me ne vado.
Spesso è proprio chi dice di amarti che ti spegne.
Proprio in nome di quell'amore.

Continuo a sostenere che l'amore come noi lo concepiamo non esiste.
Che la coppia è una trappola mortale.

Che l'essere umano è fondamente solo e solo deve imparare a stare.

Che il tradimento è tradire se stessi, ma che è necessario essere onesti anche con chi "sosteniamo" di amare.

Se ci sentiamo in gabbia,frustrati, sofferenti..molto meglio lasciare che farsi uccidere da relazioni stanche e finte.
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MessaggioInviato: 21 Mar 2010 15:42    Oggetto: Rispondi

Bei pensieri per il primo giorno di primavera.
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