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Silent Runner
Supervisor sezione Chiacchiere a 360°
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Messaggi: 20629
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MessaggioInviato: 08 Giu 2009 13:34    Oggetto: Rispondi citando

Proserpina ha scritto:
Silent Runner ha scritto:

Di fatto sto osservando una rimonta del comportamento maschile che tende a squalificare e disprezzare la donna facendone esclusivo oggetto di desiderio e perciò di sentimenti rancorosi di inadeguatezza.



Perché sta accadendo questo secondo te?

La questione è complessa e semplice al contempo. Rolling Eyes
Diciamo che non ci possiamo fare niente e dovremo, penso, aspettare una cambio generazionale o due prima di rivedere una rimonta dell'autocoscienza sia maschile che femminile.

Il rifugiarsi nel "velinismo" e nel "tronismo" o (ma non voglio dargli troppa importanza) al "coronismo" consente agli sprovveduti di belle speranze e di bella presenza di diventare dei modelli antropologici loro malgrado; é una sorta di contaminazione virale secondaria dovuta al rapporto profondamente sbilanciato fra media e fruitori dei media.

Il fatto che il maschio (non tutti i maschi ma una gran parte) cerchi di mettersi in posizione dominante è un dato antropologico comune a molte culture. E' comunque il risultato di una stratificazione successiva dell'immagine di sé che ha nella cultura nella quale si nasce il maggiore imprinting.
Devo dire che sono proprio le donne, le madri, a contribuire grandemente, sebbene in modo inconsapevole, a crescere maschi che poi tratteranno le loro compagne come degli animali da predare facendone quel che vorranno dei loro corpi, ignorando totalmente i loro sentimenti, o trattandole tutt'alpiù come individui di rango inferiore.

Devo però insistere su una cosa. La violenza del maschio nasce soprattutto dalla fragilità del maschio non da quella della donna.
Il maschio violento è un individuo che non ha stima di se sufficiente per immergersi con fiducia in un rapporto totale con l'alterità, con la molteplicità infinitamente complessa della donna. Non voglio dire che le donne siano superiori all'uomo, dico solo che, tendenzialmente, le competenze psicosociali delle donne sono per loro natura superiori in efficienza e flessibilità. Poi se le donne (che non dobbiamo prescindere dal concetto di individuo) vengono educate fin dall'infanzia ad essere sottomesse che ci possiamo aspettare se non una loro auto-squalificazione?
Ma è una auto-squalifica erronea e ingiustificata. Se l'umanità esiste, se tutti noi siamo qui vivi e ci parliamo, incontriamo, amiamo, divertiamo e conosciamo è grazie al continuo inesauribile sforzo delle femmine della nostra specie, sforzo tendente non solo alla maternità e alla cura della prole ma ad una continua ricerca di connessione con il resto dell'umanità indipendentemente dal genere.

Gli uomini che disprezzano le donne in realtà disprezzano se stessi e la propria insicurezza, fanno i duri e i violenti solo per non sentire l'infinito abisso della loro angoscia esistenziale.
I giovani perché sono ancora in fase di crescita psicologica, gli uomini maturi perché temono di dover fare i conti con i risultati della loro vita, gli anziani per l'inevitabile paura di doversi confrontare con l'idea che la giostra alla fine si fermerà e dovranno scendere.

Non sempre il disprezzo verso le donne si manifesta con la violenza: l'esempio più famoso con cui i media ci hanno martellato negli ultimi giorni, l'esempio del vecchio settantenne che si circonda di fanciulle in fiore non per scriverci un romanzo alla Proust ma per goderne la giovinezza magari in piena innocenza d'intenti, in realtà non ha alcuna stima di queste persone. Il fatto che, invece di maltrattarle, di fare loro violenza le blandisca con inviti, considerazione, dono di gioielli e di privilegi al di fuori di un normale rituale di corteggiamento dove queste cose sono invece auspicabili e perfettamente coerenti, dimostra la scarsa considerazione che il maschio ha della persona della quale si comprano i favori, non necessariamente sessuali ma anche di sola compagnia e trastullo.

Quante di queste ragazze si sarebbero accompagnate all'uomo anziano spontaneamente se egli non fosse stato così ricco e potente? Probabilmente nessuna.
Ed egli, sapendolo non fa altro che sfruttare il suo enorme potere sedutivo fatto di promesse di privilegi e di fortuna ma con questo dichiara apertamente la scarsa considerazone delle persone di cui si circonda e che momentaneamente privilegia. Egli sfrutta la sua posizione dominante per ottenere favori non diversamente dall'uomo che va da una prostituta per ottenere in cambio una manipolazione sessuale che comunque lo inferiorizza davanti alla donna. Egli la paga per otterere una prestazione come si paga qualsiasi artigiano che ripara un rubinetto o l'automobile. Ma questa "parcella" è anche un modo per mettere un muro anaffettivo fa lui e la donna con la quale si è intratttenuto in una intimità che intimità non è e somiglia più all'intervento di una ditta di spurgo dei pozzi neri.

Il cliente, pagando la prostituta cerca di mettersi in una posizione dominante dal quale prenderne le distanze con il dispezzo del denaro esibito e ceduto, mentre in realtà è la donna a dominare, anche in quello, perché senza la sua disponibilità egli dovrebbe accontentarsi con il fare da solo, con risultati spesso molto tristi.
Il disprezzo del cliente è rovesciato a l'esterno e questo lo fa sentire meno incapace di poter ottenere il proprio piacere da un incontro con una femmina della sua specie. E' frustrante per i maschi umani, non ottenere un sì naturale da una compagna. Ma la frustrazione è molto più psicologica che sessuale.
Lo aveva capito bene Aristofane che con la commedia "Lisistrata" mette in teatro una verità antica e non esclusiva della nostra specie (vedi i bonobo).

Cara Proserpina non credo di averti alfine risposto del tutto.
Come ho detto la questione è complessa e sono sicuro che ciascuno di noi ne ha una percezione diversa. Questa è la mia, sebbene molto semplificata.
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Proserpina
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MessaggioInviato: 08 Giu 2009 20:09    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:

Devo però insistere su una cosa. La violenza del maschio nasce soprattutto dalla fragilità del maschio non da quella della donna.[/b] Il maschio violento è un individuo che non ha stima di se sufficiente per immergersi con fiducia in un rapporto totale con l'alterità, con la molteplicità infinitamente complessa della donna.

Ma è una auto-squalifica erronea e ingiustificata. Se l'umanità esiste, se tutti noi siamo qui vivi e ci parliamo, incontriamo, amiamo, divertiamo e conosciamo è grazie al continuo inesauribile sforzo delle femmine della nostra specie, sforzo tendente non solo alla maternità e alla cura della prole ma ad una continua ricerca di connessione con il resto dell'umanità indipendentemente dal genere.

Gli uomini che disprezzano le donne in realtà disprezzano se stessi e la propria insicurezza, fanno i duri e i violenti solo per non sentire l'infinito abisso della loro angoscia esistenziale.



Comprendere che è spesso amore a muoverci..che nelle nostre azioni c'è alla base il desiderio di coedere, di far crescere..
Che sesso per noi significa unione, fusione e totalità...potrebbe essere l'inizio di un cammino di reciproca conoscenza.
Finchè vorranno vederci solo come oggetti di desiderio, come morbidi cuscini su cui riposare le stanche membra...e non come persone con un mondo emotivo, certo diverso, ma altrettanto ricco del loro..non ci sarà crescita nè vero amore.

Grazie Silent..hai detto molto.
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Zeus
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MessaggioInviato: 08 Giu 2009 22:12    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Lo aveva capito bene Aristofane che con la commedia "Lisistrata" mette in teatro una verità antica


- "Se non fai quel che dico io, non te la dò più"
- "Stai fresca, faccio il cazzo che mi pare... e per puro caso coincide con quello che dici tu".
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Silent Runner
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MessaggioInviato: 09 Giu 2009 00:53    Oggetto: Rispondi citando

zeussino ha scritto:
Silent Runner ha scritto:
Lo aveva capito bene Aristofane che con la commedia "Lisistrata" mette in teatro una verità antica


- "Se non fai quel che dico io, non te la dò più"
- "Stai fresca, faccio il cazzo che mi pare... e per puro caso coincide con quello che dici tu".

ROTFL Fantastico! Zeus sei riuscito a ridurre la commedia satirica di Aristofane a questo! E' veramente bieco maschilismo della più rozza, misogina, sciovinista forma ed espressione.. Evvai!
Guarda che apro un 3D apposito eh? Twisted Evil

..o è solo che non ti piace Aristofane? Rolling Eyes
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MessaggioInviato: 09 Giu 2009 07:51    Oggetto: Rispondi

Io credo semplicemente che, da qualche decennio, abbiamo in generale sostituito la cultura della relazione con la cultura del possesso. E credo che dovremmo, vorremmo tornare a relazionarci, ma vedo che tutti hanno ormai una fottuta paura di relazionarsi. Quando io mi relaziono a qualcuno, in particolare se è una donna, per questo semplice fatto passo per una persona straordinaria... e magari, vi confesso, sono indotto a marciarci anche un po'...
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