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Angus_Mac
Eroe in grazia degli dei
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MessaggioInviato: 07 Giu 2008 11:49    Oggetto: Rispondi citando

Si ma se sei daccordo pure tu a quale evoluzione ti intendi Blumerle?
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Silent Runner
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MessaggioInviato: 07 Giu 2008 15:01    Oggetto: Rispondi citando

Blumerle, il paragone è interessante e utile per comprendere questo aspetto della questione genetica che può o non può trasmettere caratteristiche specifiche e ben individuabili.
Voglio dire che quello che affermi è corretto per quanto riguarda alcune caratteristiche macroscopiche sia fenotipiche che comportamentali. Il temperamento di un animale si esprime al meglio se le aspettative del padrone lo valorizza e lo rafforza, le caratteristiche fisiche si esprimono al meglio se selezionate in precedenza al momento dell'accoppiamento. Questo però non è frutto di evoluzione ma di selezione delle caratteristiche utili allo scopo.

Il suo aspetto fisico, colorazione del pelo, dimensioni eccetera, non sono frutto di fattori evolutivi "istantanei" ma solo di selezione programmata che "estrae" caratteristiche fenotipiche in embrione, presenti nella specie.
Non lo dico per te che so essere ben ferrata in questa materia ma per chi potrebbe confondere quanto dici e pensare che sugli esseri umani si possa riprodurre un simile metodo di individuazione delle peculiarità, metodo che puàò facilmente essere utilizzato per dare aria a forme di razzismo più idiota.
C'è chi pensa che tutti i Rom siano ladri, che tutti i terroni siano indolenti, che tutti i nordici siano dei gran lavoratori, che tutti gli albanesi siano degli ottimi lavavetri, che i neri puzzino eccetera eccetera.
Nel passato, criteri di individuazione di persone potenzialmente malate di mente o le persone tendenti a delinquere, passavano attraverso l'analisi dell'aspetto fisico, dalla fisiognomica del cranio, dai costumi sociali diffusi all'interno del gruppo di appartenenza, eccetera. Cesare Lombroso, insigne studioso di criminologia, commise in tal senso un errore madornale, sfruttato successivamente per inverosimili teorie eugenetiche e varie forme di razzismo pseudoscientifico. La sua testa mozzata (donata ovviamente dopo la sua morte e non prima Twisted Evil ), al museo di Antropologia Criminale presso l'Istituto di medicina Legale di Torino e conservata in formalina, è li per dimostrarci che nemmeno la morte può scacciare le idee sbagliate. Una volta installatesi nei nostri convincimenti esse ci dominano senza alcuna nostra opposizione.

Ribadisco, per chi avesse fatto una lettura superficiale del mio intervento, che questa non è una confutazione di quanto scritto da blumerle ma solo una precisazione che vuole separare selezione fenotipica da evoluzione genetica.

Nota:
L'aggiunta della citazione di Cesare Lombroso è artificiosa e atta suscitare irritazione e stizza nei miei confronti. Wink
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Blumerle
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MessaggioInviato: 12 Giu 2008 16:05    Oggetto: Rispondi citando

Mah. ovviamente non sposo affatto nè la tesi del Lumbroso nè la teoria razzista. Silente ha ragione in tutti i suoi precisi riferimenti, non ho nulla da obbiettare. Eppure ho la sensazione che rispetto a Cartagine ci siamo evoluti e l'esserci nutriti meglio aver fatto tanti progressi mentali non sia solo merito dell'algebra nei secoli dei secoli della storia dell'uomo.
Ho l'immeritata sensazione che oggi saremmo più pronti e più sviluppati cerebralmente di una volta. E che lo sviluppo cerebrale sia andato di pari passo non solo con le scoperte e l'allenamento ad esse.
Ma non sono uno scienziato e non posso supportare con delle prove questa mia meditazione. Che come tale è solo una riflessione
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Angus_Mac
Eroe in grazia degli dei
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MessaggioInviato: 12 Giu 2008 19:10    Oggetto: Rispondi citando

Non solo grazie all'algeba, l'algebra è solo l'inizio della matematica le basi se non esistesse la matematica saremmo ancora all'età della pietra, mentre se Leopardi non fosse mai nato nessuno se ne accorgerebbe della sua mancanza. Con questo voglio dire che la leteratura gioca un ruolo molto piccolo rispetto alla matematica, se qualcuno di voi è fortemante convinto del contrario sarò lieto di dimostrare il contrario
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flyngvfactor87
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MessaggioInviato: 12 Giu 2008 22:01    Oggetto: Rispondi citando

Angus_Mac ha scritto:
Non solo grazie all'algeba, l'algebra è solo l'inizio della matematica le basi se non esistesse la matematica saremmo ancora all'età della pietra, mentre se Leopardi non fosse mai nato nessuno se ne accorgerebbe della sua mancanza. Con questo voglio dire che la leteratura gioca un ruolo molto piccolo rispetto alla matematica, se qualcuno di voi è fortemante convinto del contrario sarò lieto di dimostrare il contrario


mmm...Leopardi non so, ma se non fosse esistito Dante la nostra lingua ora non sarebbe quell'attuale (forse...) Rolling Eyes
O no?! Dunque non penso che la matematica abbia un ruolo tanto maggiore rispetto alla letteratura, piuttosto sono importanti alla pari...
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Angus_Mac
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MessaggioInviato: 12 Giu 2008 22:15    Oggetto: Rispondi citando

Dante ma per favore non ti riferirai all0pera più assurda LA DIVINA COMMEDIA dove si parla di un paradisoche stava nella mente sua un inferno che chi cifiniva era chi piaceva a lui un purgatorio che era idem, insomma due P***E a studiarla e in fin dei conti anche se non fosse mai esistita vivrei lo stesso ma la matematica l'informatica non è nient altro che matematica i telefononi si basano su leggi dell'elettronica su principi come quelli di Laplace... per non parlare della trasformata di Fourier e così via e secondo te sono =
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flyngvfactor87
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MessaggioInviato: 12 Giu 2008 22:27    Oggetto: Rispondi citando

Bè le opere d'arte d'altronde, possono piacere e anche non piacere, questione di gusti, per cui non discuto il tuo parere sulla Divina Commedia...e non metto nemmeno in discussione ciò che dici sulla matematica, l'informatica ecc ecc perchè è anche vero...
Però se non esistesse la letteratura e prima ancora la grammatica come vuoi che ci capiremmo?! Diremmo delle cose a vanvera a libera interpretazione del nostro interlocutore?! Useremmo tutti sostantivi e nessun verbo per formare una frase, una domanda...
...non capisco... Rolling Eyes
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MessaggioInviato: 13 Giu 2008 08:15    Oggetto: Rispondi citando

Letteratura contro matematica? Interessante!
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flyngvfactor87
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MessaggioInviato: 13 Giu 2008 14:27    Oggetto: Rispondi citando

Silent Runner ha scritto:
Letteratura contro matematica? Interessante!


No, non è letteratura contro matematica...secondo me valgono entrambe e tutte e due hanno avuto un ruolo importantissimo nell'evoluzione dell'uomo...quindi sono alla pari e per me non ce n'è una meglio dell'altra e una cui l'uomo, se ne avesse fatto a meno, sarebbe arrivato alla stessa evoluzione d'oggi... Wink
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MessaggioInviato: 13 Giu 2008 15:13    Oggetto: Rispondi

Fly, io invece ho avuto proprio questa impressione. Da come si profilava il dibattito mi è sembrato che Angus proponesse una sorta di confronto-scontro sull'importanza per la prevalenza di una sull'altra. Posizione rispettabile ma non necessariamente condivisibile.
Ciò non vuol dire che un dibattito in tal senso sia da gettare fuori bordo.

Io credo che non si possa assolutamente fare un confronto in quanto entrambe sono linguaggi che descrivono una realtà percepibile sul piano fisico e, comunque, misurabili e/o applicabili anche se in settori differenti.

Senza matematica, senza la conoscenza della matematica la civiltà umana sarebbe rimasta ai livelli della prima agricoltura e alla caccia. E questo è un fatto: resta però da considerare un altro fatto molto importante. La letteratura non è un fenomeno marginale, scaturisce da un bisogno di "padronanza" della realtà tangibile ed intangibile e si è sviluppato attraverso un processo di trasmissione delle esperienze acquisite, un processo che in origine era esclusivamente verbale.

L'esigenza di trasmettere il proprio sapere, attraverso la comunicazione diretta a voce, attraverso l'affabulazione o la descrizione precisa ha comportato la necessità di raccogliere queste esperienze in termini astratti e conservarle per poterle recuperare senza doverle tenere a memoria con il rischio di disperderle o di alterarle. E' nata così la scrittura, potentissima protesi dopo l'avvento del linguaggio parlato (la parola è in realtà una protesi del pensiero, cosi come la lancia o la freccia erano una protesi del braccio usato per colpire la preda).

L'esercizio della scrittura a consentito lo sviluppo e la crescita del pensiero astratto, ha abituato gli uomini all'uso di sostituire concetti con simboli ripetibili e riconoscibili universalmente.
Tutto questo ha favorito l'analisi della realtà e la possibilità di trasmettere queste informazioni astratte raggruppandole in concetti discreti, isolati ed autonomi, ha favorito la consuetudine degli uomini con concetti ritmici e periodici, ha aperto le porte all'inferenza, all'autoreferenza e ha aiutato a raccogliere informazioni assolute su quello che ci circonda ed è enumerabile in quantità esatte o anche approssimativamente precise per cui gestibili per l'uso quotidiano e collettivo.
Anche la misurazione dei confini di un campo necessita di astrazione che non è unicamente numerica: il concetto stesso di proprietà dimora in due dimensioni misurabili ma tendenzialmente incerte: lo spazio e il tempo. La nascita della scrittura ha consentito un forte ampliamento della descrizione del calcolo primitivo e le sue derivate che hanno poi prodotto quelli splendidi gioielli che oggi senza saperlo usiamo correntemente anche solo premendo i tasti di un computer.

La letteratura, così come la musica, ha basi matematiche esattamente come uno qualsiasi dei programmi che usiamo per far funzionare il nostro PC. Se le due nature del pensiero hanno la stessa origine nel bisogno di fermare un principio di realtà percepita e usano grafemi prima che vadano dispersi i concetti espressi, non vedo come si possano contrapporre dando maggiore importanza all'una piuttosto che all'altra.

Non voglio fare del facile salomonismo da talk show ma credo che voler dividere a tutti i costi qualcosa, voler contrapporre per sminuire o anche solo ridurre una delle due parti sia un esercizio sterile tanto quanto chiedere ad un bambino se vuole più bene a mamma o a papà.
...E i nonni?
Al bambino servono entrambe le diadi, per crescere.
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