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I virus prossimi venturi e il paradosso di Zenone
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Autore Messaggio
Silent Runner
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MessaggioInviato: 04 Ott 2006 16:59    Oggetto: Deroghe Rispondi citando

Beh, visto che siamo parlando di paradossi umoristici (MAD ne è pieno)partendo da una strip sul tema dei paradossi, qualche deroga al Topic potremmo concedercela... e poi dare tutta la colpa a quel provocatore di Gateo! (quante righe sono?)
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anyfile
Semidio
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MessaggioInviato: 05 Ott 2006 10:21    Oggetto: povera tartaruga Rispondi citando

Povera tartaruga: gia' prima era costretta a correre in eterno, ora viene pure schiacciata ...
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axlman
Dio minore
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MessaggioInviato: 24 Ott 2006 19:50    Oggetto: Rispondi citando

Personalmente ritengo che ad anticipare i virus informatici sia stata la cara, vecchia Madre Natura e la biologia, non la filosofia. Dopo tutto i virus biologici di successo, che si ripresentano periodicamente, seppur leggermente mutati, e non esiste modo di sconfiggere, sono proprio quelli che hanno un periodo d'incubazione relativamente lungo e non danneggiano più che tanto il loro ospite.
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Silent Runner
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MessaggioInviato: 25 Ott 2006 08:28    Oggetto: Virus e metavirus Rispondi citando

axlman ha scritto:
Personalmente ritengo che ad anticipare i virus informatici sia stata la cara, vecchia Madre Natura e la biologia, non la filosofia. Dopo tutto i virus biologici di successo, che si ripresentano periodicamente, seppur leggermente mutati, e non esiste modo di sconfiggere, sono proprio quelli che hanno un periodo d'incubazione relativamente lungo e non danneggiano più che tanto il loro ospite.

Osservazione interessante!
In effetti questo potrebbe introdurre un argomento di dibattito assai vasto e ramificato.
Ma non è forse questa la sede per aprire un dibattito sulla esobiologia e, lo spazio necessario anche solo per una breve discussione, sarebbe enorme.
Mi limito perciò a pochi spunti di riflessione.
A mio avviso, il parallelo Virus informatico-Virus a base biologica è corretto anche nei suoi assunti filosofici ed epistemologici. Sull'anticipazione "temporale" della comparsa di virus a DNA ricombinante nessun dubbio: l'informatica è il prodotto secondario di una specie vivente che, utilizzando regole preesistenti ha realizzato "oggetti" ad interazione programmata come, appunto, i virus informatici.
Sulla seconda parte dell'osservazione di axlman l'interrogativo si amplia maggiormente: perché esistono sistemi distruttivi che annientano l'ospite? E' curioso come forme viventi o quasi-viventi come i virus attuino un comportamento suicida distruggendo l'ospite che li accoglie: ma questa osservazone è di per sé viziata dall'idea utilitaristica che abbiamo delle relazioni fra esseri viventi.
Sulla Terra, la predazione è regolata da leggi elementari "a conseguenza diretta-indiretta" ma le specie o le quasi-specie virali, sembrano discostarsi da questa regola pur restando all'interno del sistema e cioè, senza essere espulse dalle leggi evoluzionistiche.

Miliardi di anni sono la garanzia dell'efficacia di questo comportamento contraddittorio e suppongo che, anche nel campo informatico, i vantaggi derivanti dalla presenza di virus, alla lunga siano maggiori dei danni che essi arrecano.

Questa non è ovviamente una giustificazione od un auspicio ma una acquisizione di consapevolezza del ruolo che questi esseri eterodiretti possono avere nell'evoluzione dei sistemi e meta-sistemi umano-informatici (i virus informatici non sono frutto dell'evoluzione casuale-causale ma sono il prodotto di una fusione fra motivazione, necessità e ambiente colonizzabile, una vera e propria "crasi" fra psiche umana e potenzialità informatica).
Ogni tentativo di attacco genera, oltre che profitti e danni economici immensi, anche spinta verso una ricerca sempre più creativa, di soluzioni e di risposte ad un ambiente che si sta formano.
L'ecosistema terrestre è stato cioè in grado di dare vita ad un ambiente artificiale grazie alla presenza di esseri viventi in grado di sostenerlo e di accelerarne incredibilmente lo sviluppo.

Se, come afferma Seth Lloyd,* L'universo è un computer quantistico con un sistema preinstallato, un computer che ricalcola continuamente sè stesso (secondo la sua teoria, ogni particella elementare porta con sé bit di informazione), le possibilità che una parte di esso ripeta in sedicesimo le regole che lo compongono (emergendo dal biologico per tornare all'informatico che è alla base del tutto), queste possibilità non sarebbero poi così inverosimili.

Chiudo tornando al Paradosso di Zenone: chissà se riusciremo mai a comprendere le leggi che regolano l'universo reale e quello virtuale, a far sì che Achille raggiunga la tartaruga. Nel primo caso, le regole esistono già, dobbiamo solo dedurle; nel secondo caso, le regole le possiamo stabilire prendendole in prestito dall'idea che ci siamo fatti del reale e delle sue regole. Riproponiamo ad ogni passo nuove possibili vie di fuga o di raggiungimento ma restiamo sempre con l'angosciosa sensazione di qualcosa che ci sfugge, di qualcosa che stiamo per capire.

*(sarà presente al festival della scienza a Genova, dal 26 ottobre al 7 novembre)
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ulisse
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MessaggioInviato: 26 Ott 2006 21:35    Oggetto: Re: Virus e metavirus Rispondi citando

Mi limito a un pezzetto dell'intervento di SR
Silent Runner ha scritto:
E' curioso come forme viventi o quasi-viventi come i virus attuino un comportamento suicida distruggendo l'ospite che li accoglie.


Già. Ed è altrettanto curioso che noi umani facciamo la stessa cosa...
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Emmett Brown
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MessaggioInviato: 26 Ott 2006 21:46    Oggetto: Mi viene da piangere... Rispondi citando

...Ho prestato la mia collezione di MAD a un tizio che non ho più visto, nel secolo scorso. Dove li ritrovo?
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ulisse
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MessaggioInviato: 26 Ott 2006 22:38    Oggetto: Rispondi citando

A casa sua?
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Silent Runner
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MessaggioInviato: 27 Ott 2006 08:28    Oggetto: Re: Virus e metavirus Rispondi citando

ulisse ha scritto:
Mi limito a un pezzetto dell'intervento di SR
Silent Runner ha scritto:
E' curioso come forme viventi o quasi-viventi come i virus attuino un comportamento suicida distruggendo l'ospite che li accoglie.


Già. Ed è altrettanto curioso che noi umani facciamo la stessa cosa...


Grazie Odisseo: avevo omesso la conclusione finale per evitare accuse di misantropia ma contavo sul fatto che avreste colta comunque la somiglianza comportamentale fra virus e umani, sebbene la scaturigine dei fenomeni affondi le sue radici in differenti forme di "opportunismo" (nel senso "opportunista" riservato alle specie viventi e, comunque, non nel senso ideologico del termine).

Il fatto che il comportamento si concluda con un disastro potrebbe inscriversi in una sorta di auto-igiene formatasi nei sistemi complessi presenti in natura, più come effetto secondario che come base sulla quale si fonda l'insieme dei sistemi stessi.
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Emmett Brown
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MessaggioInviato: 27 Ott 2006 09:18    Oggetto: Rispondi citando

ulisse ha scritto:
A casa sua?


Chissà dov'è ora... E l'usucapione è già scattata da anni... Sad
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chemicalbit
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MessaggioInviato: 03 Nov 2006 22:17    Oggetto: Re: Virus e metavirus Rispondi

Silent Runner ha scritto:
Sulla seconda parte dell'osservazione di axlman l'interrogativo si amplia maggiormente: perché esistono sistemi distruttivi che annientano l'ospite? E' curioso come forme viventi o quasi-viventi come i virus attuino un comportamento suicida distruggendo l'ospite che li accoglie:
Infatti i parassiti (biologici o informatici che siano) di maggior successosono quelli in grado di sfruttare un ospite, ma non uccidendolo (anzi al contrario mantenendolo in buona salute, in modo da avere un organismo sano e robusto dell'ospite da sfruttare).
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