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Brujeria
Eroe in grazia degli dei
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MessaggioInviato: 27 Gen 2006 14:06    Oggetto: Rispondi citando

orpo!
non pensavo di bloccare la stesura del racconto con la pubblicità...
chiedo venia
state forse aspettando il termine dei consiglipergliacquisti, o è andata a remengo l'ispirazione?
Rolling Eyes
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fdd
Dio maturo
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Residenza: Giusto dietro l'angolo

MessaggioInviato: 27 Gen 2006 14:18    Oggetto: Rispondi citando

Brujeria ha scritto:
orpo!
non pensavo di bloccare la stesura del racconto con la pubblicità...
chiedo venia
state forse aspettando il termine dei consiglipergliacquisti, o è andata a remengo l'ispirazione?
Rolling Eyes

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Per la verità io non ho scritto altro sia per permettere che il racconto avesse una pluralità di firme, sia perché effettivamente non sapevo come prendere la tua pubblicità. Ciò se considerarlo un intervento divertente off topic e continuare il thriller, oppure proseguire dalla telespettratice, chiudendo parentesi su quello che quindi sarebbe un film
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dr.K
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Residenza: di fronte a TRE ragazze olandesi appena arrivate!!!

MessaggioInviato: 27 Gen 2006 15:56    Oggetto: Rispondi citando

in effetti quel repentino cambio di situazione mi ha spiazzato...
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Brujeria
Eroe in grazia degli dei
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MessaggioInviato: 27 Gen 2006 17:51    Oggetto: Rispondi citando

la mia intenzione era quella di rimanere all'interno del racconto, per cui ciò che avevate scritto voi prima era da considerarsi un film, visionato da una telespettatrice con la passione per la birra...
in ogni caso...

...
dopo un breve zapping fra le varie emittenti che riempiono le nostre case di poppe gonfiabili, divani gonfiabili, saune portatili e chi più ne ha più ne metta, Marta si accorge che il film è ripreso, ma dopo la scena del lampo e della porta della cantina, altro è successo...
che si sia persa proprio la scena clou?
caffo!
ogni volta che decide di gustarsi un bel thriller va a finire così
o si addorme sul più bello, o viene distratta da altro
...
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ioSOLOio
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MessaggioInviato: 27 Gen 2006 18:01    Oggetto: Rispondi citando

e adesso che diavolo c'entrava quella tipa con il seno prorompente e i modi adatti ad un film di Bogart ?
Hey baby.. in un thriller alla X-Files ?

Marta aguzzò la vista per controllare che il canale fosse sempre il medesimo quando....
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solaria
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MessaggioInviato: 27 Gen 2006 19:18    Oggetto: Rispondi citando

...un improvviso bagliore illumina la stanzetta e le fa letteralmente fare un salto sul divano!

"Al diavolo!" - esclama, raccogliendo i pistacchi e osservando sconsolata la birra che sta macchiando il pavimento - "ora mi tocca andare di là, prendere uno straccio e pulire tutto e così mi perdo proprio il clou del film! E tutto per quella stupidissima lampadina che doveva fulminarsi proprio ora!"

E mentre si alza per andare nello sgabuzzino a prendere uno strofinaccio per pulire un flash la colpisce......Mah...mah..la lampada sul tavolino accanto al divano non era accesa....Quindi che cosa ha provocato quel bagliore?

"Oddio....sta a vedere che ora mi faccio autosuggestionare da un film! No cara mia....ora alzi il sedere e vai a pulire tutto, e la pianti ti bere come una vecchia alcolista ogni volta che Giacomo fa di nuovo capolino nella tua vita..Avanti!"
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GrayWolf
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MessaggioInviato: 28 Gen 2006 14:31    Oggetto: Rispondi citando

Quella vocina interiore che spronava Marta a reagire, le stava anche dicendo:
"Forse è proprio lui, quel Giacomo elettricista che oltre ad averti acceso il cuore, ha fatto anche un casino nell'impianto elettrico"

"Già... " si disse Marta, rispondendo alla vocina "potrebbe essere la spiegazione, eppure... "

Guardando bene si accorse che il bagliore proveniva da fuori la casa,
con una sfumatura verde e viola illuminava tutto il giardino e la sua provenienza non era individuabile.
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liver
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MessaggioInviato: 28 Gen 2006 15:06    Oggetto: Rispondi citando

L'unica cosa certa era che la sua bicicletta non c'era più.

Scese di corsa: attorno all'albero, nella neve, vi erano solo impronte gigantesche, lunghe quasi un metro ciascuna.
"Che fosse uno Yeti?" -si chiese- "Ma in quel caso cosa se ne sarebbe fatto di una bicicletta così piccolla per lui?"

"Signora, signora!"

Le parole del poliziotto si udivano appena, tanto forte era il rumore dell'elicottero che, a bassissima quota, sorvolava la zona.

"Signora, lei non può stare qui! Come ha fatto a entrare nella zona protetta?"
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anabasi
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MessaggioInviato: 28 Gen 2006 19:25    Oggetto: Rispondi citando

"Come, zona protetta? Protetta da chi? Ma se abito a dieci metri dal cavalcavia della tangenziale! Mi faccia il piacere, buon uomo!"
Le sue ultime parole vennero coperte dal rumore delle pale dell'elicottero che continuava a sorvolare la zona, miscelato con il ruggito di un enorme tir che arrancava, scalando le marce, per affrontare la salita del viadotto.
Il poliziotto alzo' le spalle e si allontano', in cerca di un caso piu' stimolante e soprattutto piu' promettente per la sua carriera appena iniziata.
Marta osservo' sconsolata i brandelli di catena che fino alla sera prima le avevano dato un'illusoria parvenza di sicurezza, e decise che avrebbe comprato la bicicletta piu' scassata della citta', oppure si sarebbe decisa a trascinare il nuovo acquisto su per le cinque rampe di scale che separavano il suo pianerottolo dall'androne al pian terreno.
"Lasciarla nell'androne??" Aveva sbraitato l'inquilino del piano terra "Non se ne parla nemmeno! Ne va del decoro del condominio!"
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GrayWolf
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MessaggioInviato: 28 Gen 2006 22:25    Oggetto: Rispondi citando

"Come se lui fosse il padrone del palazzo" aveva pensato Marta agli strilli del panzone.
"Proprio lui parla, poi permette a sua moglie di esporre quelle orribili tende che fanno venire le allucinazioni a quelli che passano".

Marta si riscosse da quel ricordo e la sua attenzione tornò al problema contingente: bicicletta nuova o catorcio sgangherato ?
Ne aveva vista una bella, rossa e gialla in una vetrina del centro.
Acquistandola, però, avrebbe dovuto sobbarcarsi la fatica di portarsela in casa tutte le sere, altrimenti sarebbe sparita la sera stessa dell'acquisto.
Acquistare il catorcio al mercatino del sabato ? eh già se poi fosse stata rubata e il proprietario riconoscendola, le avesse fatto storie ?

"Uff" sbuffò e ad un tratto la soluzione le balenò nella mente come una lampadina che si accende.
Decise che era stufa di quella casa, del panzone della di lui moglie, delle orribili tende e di farsi fregare biciclette.
Svelta si avviò all'appartamento, chiuse in una grossa valigia le sue cose, vestiti e aggeggini che costituivano i suoi ricordi.
Scese le scale, uscì in giardino, urlò: "Andate al diavolo tutti quanti" e si avviò......
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Brujeria
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MessaggioInviato: 28 Gen 2006 23:43    Oggetto: Rispondi citando

...si avviò...
ma poi si rese conto che qualcosa mancava per completare il bagaglio...
rifece con ecalma, e cone la mano sul cancellino che la separava dalla sua EX casa...
una volta chiuso per lei sarebbe cambiato tutto...
basta quel laido del portiere, e soprattutto basta di quella curiosa di sua moglie...
basta radici..
vediamo un po' cosa ci presenta il mondo, con un contorno di patatine fritte, ketchuo e patate dolci...
zaino in spalla Marta si incamminò lungo il viale della sorpresa..dietro l'angolo qualsiasi cosa poteva accadere, ma lei non se ne curava troppo..
ssSTAPP! un'altra birra respirava aria fresca e l'hall del paese delle meraviglie si avvicinava sempre di più...
eccoci qua...
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MessaggioInviato: 29 Gen 2006 10:58    Oggetto: Rispondi citando

Era una cosa che le sarebbe piaciuto fare gia' da tanto tempo, ma non ne aveva mai avuto il coraggio: e' vero, come dicono alcuni, che le decisioni importanti, ed a volte anche estreme, vengono sovente prese in seguito ad un evento banale. E' il principio della "goccia che fa traboccare il vaso", riflette' Marta mentre andava incontro alla sua nuova vita. Quale vita, non lo sapeva neppure lei, ma sarebbe stata sicuramente una nuova vita.
Un altra cosa che avrebbe voluto fare era recarsi alla stazione dei treni o dei pullman e salire sul primo che fosse in partenza, per qualsiasi destinazione. Inizio' dal poco, salendo sul primo tram che vide arrivare. Si sedette proprio dietro all'autista e gli chiese quale linea fosse e se per caso passasse nei pressi di una stazione.
"Le sciroccate tutte a me devono capitare!" bisbiglio' sotto gli spessi baffi a manubrio, senza farsi sentire da Marta, e trovo' la pazienza di risponderle gentilmente: «Si signorina, la linea 15 passa per la stazione ferroviaria. Ci arriveremo tra mezz'ora».
Marta si rilasso': aveva preso una delle piu' importanti decisioni da un bel po' di tempo a questa parte. Appoggio' lo zaino sulle ginocchia, socchiuse gli occhi e si appisolo', sollevata.
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MessaggioInviato: 29 Gen 2006 11:11    Oggetto: Rispondi citando

Si riscosse un po' bruscamente quando la manona del conducente la scosse mentre diceva: "Signorina, siamo arrivati, se vuole scendere, lì c'è la fermata del tram che la porterà in stazione" mentre con l'altra mano indicava un altro tram fermo in attesa.

Vedendo quei grossi baffi a Marta venne da ridere e non sapeva perchè.
Si sentiva sollevata e nel contempo impaurita per la decisione presa, il faccione dell'uomo era cordiale e per qualche motivo strano le dava un po' di sicurezza.

Qualcuno la stava trattando con gentilezza anche se solo per dovere, questo a Marta piaceva, le piaceva pensare di aver preso la decisione giusta.

Svelta scese e con una leggera corsetta raggiunse il veicolo in attesa, appena fu salita, come se stesse apettando solo lei, il tram partì.
Dopo poche fermate si fermò davanti alla stazione ferroviaria.
Allo sportello di vendita dei biglietti c'erano due o tre persone, lei si accodò alla fila e attese pazientemente.
Quando fu il suo turno l'impiegato le chiese: "per dove ?", Marta fu presa dal panico: "Bella domanda !" si disse e....
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MessaggioInviato: 29 Gen 2006 11:39    Oggetto: Rispondi citando

...si volto', raccolse lo zaino e si allontano' dallo sbigottito bigliettaio.
"Come posso chiedere un biglietto per una destinazione che ancora non conosco?" riflette' mentre attraversava l'enorme salone della biglietteria. Vide il cartello che indicava la direzione per i binari, e si avvio'. Poi, improvvisamente, capi' cosa chiedere al bigliettaio. Torno' sui suoi passi, e busso' educatamente al vetro della biglietteria: era ormai tarda sera, l'impiegato stava per terminare il turno e fino all'indomani nessuno avrebbe rilasciato biglietti.
L'uomo alzo' gli occhi: « Ha deciso dove vuole andare?» chiese con un sorriso smorzato dalla stanchezza « Tra pochi minuti chiudo»
«Qual'e' il primo treno in partenza?» domando' Marta, emozionata. In quei secondi si stava giocando il suo futuro: dovunque andasse il primo treno, lo avrebbe preso e sarebbe scesa soltanto all'ultima stazione. Quello sarebbe stato il suo modo per lasciare al fato la determinazione della sua destinazione.
«Tra sette minuti partira' il 123456 per Praga. E' la' che vuole andare?»
«Si, mi dia un biglietto per Praga»
Ormai era tutto deciso. Per la verita', non aveva mai immaginato che esistesse una linea diretta fino a Praga, ma la cosa non le dispiaque affatto. Aveva fatto un patto con se stessa, e lo avrebbe rispettato fino in fondo. E poi, avrebbe potuto andarle decisamente peggio!
Pago', esaurendo qualsi completamente i pochi soldi che aveva portato con se', mise in tasca il prezioso biglietto, raccolse lo zaino e si avvio' velocemente ai binari.
Senti' la voce del bigliettaio «Si affretti! Mancano solo quattro minuti alla partenza!» e si mise a correre. Il fato aveva deciso per lei, e non lei non si sarebbe lasciata scappare l'occasione.
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MessaggioInviato: 29 Gen 2006 12:55    Oggetto: Rispondi citando

Ancora una volta, come un segno del destino, appena salita, il treno si mise in moto per condurla verso il suo sogno.
Via!! verso quella libertà che aveva sempre cercato e mai trovato o forse, ammettendolo a se stessa, non aveva mai voluto trovare.

Sapeva poco di Praga, la città dalle mille chiese, la città misteriosa ove si diceva, ci fosse il crocevia delle energie.
Proprio di questo sentiva il bisogno, di energia, quella che dà la follia di una decisione repentina, presa "a sangue caldo" che dava ebbrezza più di un bicchiere di vino.

Il paesaggio che scorreva davanti al finestrino, per analogia, la fece ripensare alla sua vita, stritolata nell'ingranaggio della città, di una società autoreferenziale che pensava solo a se stessa e dove gli esseri umani erano solo numeri.

Ora basta! si stava lasciando alle spalle tutto ciò, la sua vita aveva preso una svolta, il suo sogno...
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MessaggioInviato: 29 Gen 2006 13:17    Oggetto: Rispondi citando

...pedalava, pedalava come un matto.

Chissa' come si sara' arrabbiata Marta, penso' tra se e se Giacomo, mentre cercava di riportarle la bicicletta che aveva preso in "prestito" senza avvisarla. Ogni volta che mi riavvicino a lei, riesco sempre a combinare qualche casino.
Adesso che sono arrivato, provo a suonarle o lascio la bici e me ne vado?

Hei lei! urla il laido portiere, cosa pensa di fare?
Volevo solo lasciare qui la bici della signorina Marta, risponde Giacomo.
Se la riporti via, quella "signorina", come la chiama lei, se ne e' andata questa mattina, e non credo tornera' piu'. Se ne vada, rimbrotta il portiere.

Di nuovo chiuso nei suoi pensieri e riavviandosi con la bici per mano, Giacomo combatte con le emozioni e non riesce a capire come fare per contattare Marta. Chissa' ora dov'e'...
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MessaggioInviato: 29 Gen 2006 14:47    Oggetto: Rispondi citando

Uno scossone violento la fece sussultare,si sveglio' dal suo torpore con una strana sensazione di allarme.Qualcosa si strano stava accadendo,nello scompartimento erano tutti in piedi mentre il treno andava fermandosi.Guardo' fuori,nulla,solo campi coltivati e poche case isolate.Dov'erano?Non capiva le parole che sentiva ma i toni e le espressioni la misero in agitazione.Un signore con una strana divisa le passo accanto correndo e ansimando,lei guardo' speranzosa e spaventata una signora che le sedeva difronte,aveva circa sessant'anni,vestita in modo elegante ma non appariscente ed era calma,troppo calma!
Decise di cercare informazioni e si avvio' verso il vagone di testa,era un treno lungo e fatiscente,ogni porta si apriva con fatica e ogni volta che incontrava qualcuno doveva appiattirsi alla parete per passare ricevendo risposte incomprensibili ma agitate ad ogni sua domanda.
Arrivo' alla carrozza di testa senza aver ancora capito il perche' di quella strana situazione,penso' che il personale di servizio doveva essersi volatilizzato e maledicendolo decise di tornare al suo posto e attendere che il treno ripartisse quando con la coda dell'occhio vide che il portellone della carrozza era socchiuso,si avvicino' e con timore e curiosita' lo apri',un'aria gelida e pungente la fece trasalire.C'era un silenzio inquietante,il treno era fermo e nessuno accanto a lei,provo a sporgersi ma poteva solo vedere il lungo serpentone di carrozze e tante teste che si sporgevano da finestrini.Guardavano tutti avanti,c'era chi puntava il dito,chi si portava le mani al viso o sulla bocca,chi rimaneva immobile con l'espressione di chi sa di stare assistendo a qualcosa di terribile e unico.Basta,con decisione apri' completamente il portellone sbilanciandosi tanto da finire in piedi sulla massicciata e quello che vide le tolse il fiato.
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MessaggioInviato: 29 Gen 2006 15:37    Oggetto: Rispondi citando

... "E' proprio una testa matta, quella là" pensava Giacomo riavviandosi verso casa con la bicicletta di Marta.

"Oddio, non è che io sia troppo normale" rimuginava fra se ma l'ansia lo stava assalendo e gli faceva mancare il fiato.

"Chissà in che guaio è andata a cacciarsi, devo fare qualcosa, magari se n'è andata per colpa mia" l'ansia ora si stava trasformando in angoscia e senso di colpa.

Grattandosi il mento con fare pensoso si disse "Dunque vediamo, non ha la bicicletta, ha lo zaino, deve aver preso i mezzi pubblici, vediamo un po', tentar non nuoce" ciò detto si avviò alla fermata del tram, abbastanza vicina da fargli presumere che "la testa matta" avesse scelto quella, anche perchè era un capolinea.

C'era un tram fermo, il guidatore aveva due splendidi baffi a manubrio incollati su un faccione gioviale.
"Mi scusi, ha mica preso il tram una ragazza, minuta con un grosso zaino e dall'aria un po' ehmm, come dire.... svanita ?"

"Quella scirocca... signorina" rispose l'omone, "Sì, voleva andare in stazione".
Giacomo sentì che le gambe gli tremavano, "Ma per andare dove? " e l'uomo: "E io che ne so, ho dovuto svegliarla per farle prendere il tram corretto"

A questo punto il senso di colpa di Giacomo iniziò ad alimentare il panico.
Che fare ? la risposta era una sola....
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MessaggioInviato: 29 Gen 2006 17:30    Oggetto: Rispondi citando

Giacomo saltò giù dal tram e decise di non aspettare il secondo mezzo. Balzò in sella alla bicicletta che, gentilmente, il conducente gli aveva permesso di portare. Era vietato, ma a quell'ora il tram era vuoto.

Percorse la discesa che separava la fermata dalla stazione come un motociclista al gran premio, piegando la bici fino a sfiorare il suolo con le ginocchia.

Sentiva un groppo in gola, non poteva sopportare l'idea che lei se ne andasse senza nemmeno avvertirlo. Marta era più di un'amica per lui, anche se la loro storia era finita. E sfogava la sua paura sui pedali, facendo correre la bici anche più veloce di quanto la discesa da sola avrebbe fatto. Ma né il fischio della fresca aria notturna nelle orecchie né il calore nei quadricipiti lo distoglievano da quello che provava.

La stazione era deserta. C'era solo un uomo in uniforme, con la borsa in mano che si stava avviando verso l'unica auto ancora presente nel parcheggio.

"Lei, ha visto una ragazza minuta con un grosso zaino per caso? Le ha dato un biglietto?"
"Io? Sì... ma, non so altro."
Giacomo notò che il volto dell'uomo, appena dopo che aveva pronunciato il sì era cambiato e ora pareva spaventato.
"Come non sa altro? In questo paesino sperduto a quest'ora quanti viaggiatori vede? La prego, mi dica dove è andata!"
"Le ripeto che non me lo ricordo, ora se non le spiace devo proprio andare". Dicendo questo con voce tremante, l'uomo salì in auto e sgommò via.
Giacomo lo rincorse per pochi metri, ma rinunciò subito. "Maledizione!" esclamò.

Ma poi gli venne in mente che a quell'ora non ci sono tanti treni. Il portinaio gli aveva detto che Marta non era andata via da molto. Con la bici aveva fatto certamente più in fretta di lei con il tram. Dunque il suo treno doveva essere appena partito. Stava correndo verso il tabellone delle partenze, quando un fischio lo fermò: iniziò a correre nella direzione contraria. un treno stava partendo. Attraversò 3 binari anche se era vietato e corse più che poteva. L'ultimo vagone del treno gli sfuggì per pochi metri.

Stanco e arrabbiato per non essere corso subito verso quel treno, si girò e vide l'insegna elettronica del binario che mostrava, fiera e irreale, la scritta "Praga - 22.49"

Ma che ci va a fare quella matta a Praga?

Giorgio, il bigliettaio, aveva appena messo la macchina in box ed era salito in casa. Prese una torcia e una tenaglia dal ripostiglio e si precipitò in salotto. Tolse i chiodi che fissavano il tappeto al parquet della sua vecchia casa. Buttò il tappeto da un lato e afferrò la manigli della botola che quel tappeto aveva coperto per 30 anni. Si fece strada con la torcia. Tossendo per la polvere, riusciva comunque a sentire i versi dei topi che il suo ingresso stava facendo fuggire.

Giunse in una stanzetta e si diresse, facendo attenzione a non camminare dove il legno era marcio, verso la cassaforte. Si era ripetuto la combinazione tutte le sere prima di addormentarsi, pregando perché non gli servisse mai.

Aprì il diario e lesse quella mezza pagina. "Allora era tutto vero! Non è possibile ho sempre creduto che fossero scmenze! Sono stato un cretino a non accorgermene prima! Perché le ho dato quel biglietto, perché? Avrei dovuto capirlo subito che era lei, prima che arrivasse quello sbarbato a chiedere dove era andata!"
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MessaggioInviato: 29 Gen 2006 19:22    Oggetto: Rispondi

Giacomo, col fiatone e nella confusione piu' totale, distoglie lo sguardo dal tabellone e si incammina al parcheggio della stazione per recuperare la bicicletta malamente scaraventata a terra nel tentativo di raggiungere Marta.

Non ci aveva fatto caso, ma nel manubrio era allacciato uno di quei marsupietti porta tutto e senza pensarci lo apri'. Naturalmente era vuoto tranne per un pacchettino di fazzoletti di carta ed uno di questi era stato usato per un appunto.

"00420 241 747477" sembrava un numero di telefono. Si guarda intorno e vede che in stazione c'e' un telefono pubblico. Che fare? Chissa' chi ha dato quel numero a Marta?

Stanco, confuso ed affamato decide che la priorita' e' "sapere" e si avvia al telefono. Sono le 23.10. Recupera la sua scheda telefonica pregando di avere credito a sufficenza e digita il misterioso numero "00420 241 747477" ci mette un po' a prendere la linea ma suona libero.

" inspektor Gustav Perutz, koho činit tebe mluvit? "
(Ispettore Gustav Perutz, chi parla?)

Giacomo rimane impietrito e riattacca.

Aveva lavorato nella Repubblica Ceca per due anni per conto di una grossa azienda di impianti, prima di mettersi in proprio e qualcosa della lingua lo ricordava.
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